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Pompe di calore: un modo ecologico ed economico per riscaldare la casa!

Di Marco Grilli - 5 Febbraio 2015

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Se state cercando un modo economico ed ecologico per riscaldare al meglio la vostra casa, la pompa di calore potrebbe fare al caso vostro.

I vantaggi di questa scelta sono innumerevoli: tale impianto ricorre infatti alle fonti energetiche rinnovabili, abbatte le emissioni nocive, riduce i costi di gestione e manutenzione, può riscaldare l’acqua sanitaria, aumenta la classe energetica e quindi il valore dell’immobile e, non da ultimo, garantisce una climatizzazione per tutto l’anno, perché può invertire il suo funzionamento in estate, raffrescando gli ambienti.

La pompa di calore è una macchina che preleva calore da una sorgente termica esterna “fredda” (aria, acqua, terreno) e lo restituisce a una temperatura più alta. In pratica, questo sistema attinge alle risorse illimitate e prive di costi della natura, ossia alle fonti rinnovabili, e consuma una quantità di energia che è inferiore rispetto a quella che trasferisce agli ambienti sotto forma di calore.

In confronto ai tradizionali sistemi di riscaldamento a combustione, le pompe di calore consentono quindi un risparmio di energia primaria che va dal 40 al 60%, utilizzando durante il loro funzionamento solo un 25% di energia elettrica e ricavando il restante 75 dalle fonti rinnovabili. Risparmio energetico che è sinonimo di tutela ambientale, poiché permette di ridurre notevolmente le emissioni di CO2.

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Le pompe a calore più diffuse sono quelle elettriche a compressione, costituite da un circuito chiuso che viene percorso da un fluido frigogeno, sottoposto a quattro fasi: compressione, condensazione, espansione ed evaporazione. Attraverso tali passaggi, tramite l’evaporatore questo fluido assorbe calore dalla sorgente fredda esterna (aria, acqua), e per mezzo del condensatore lo restituisce al pozzo caldo (aria o acqua da riscaldare), insieme all’energia derivata dalla compressione. Il calore viene poi diffuso negli ambienti attraverso vetilconvettori, serpentine o canalizzazioni.

L’efficienza di questi impianti è misurata dal coefficiente di prestazione (C.O.P.), che è dato dal rapporto tra l’energia fornita e quella elettrica consumata. Questo indicatore varia in base al tipo di impianto e al suo funzionamento e ha generalmente valori vicini al tre. In pratica, per ogni kWh di energia elettrica immessa, ne vengono restituiti tre.

Le pompe di calore si distinguono in quattro differenti tipologie, a seconda della sorgente fredda e del pozzo caldo che utilizzano (aria-aria, aria-acqua, acqua-acqua, acqua-aria).

Quelle aerotermiche, che ricorrono all’aria, richiedono minori costi d’installazione e sono più versatili, anche se la loro potenza diminuisce con l’abbassamento della temperatura esterna. Vantaggioso risulta il ricorso all’aria interna (o estratta), che necessita comunque di un ricambio.

L’impiego dell’acqua (di falda, lago, fiume o mare) come sorgente fredda garantisce alte prestazioni e una minor dipendenza dalle condizioni climatiche esterne, ma presenta costi maggiori per il sistema di adduzione, senza dimenticare che le opere di prelievo e scarico sono soggette a vincoli legislativi.

Infine, le pompe di calore geotermiche risultano ancora più costose e meno adattabili (richiedono operazioni di perforazione o ampie superfici per le tubazioni) ma garantiscono ottime e stabili prestazioni energetiche, essendo il terreno meno soggetto agli sbalzi di temperatura.

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Per la scelta della sorgente fredda, che condiziona le prestazioni energetiche dell’impianto, bisogna quindi considerare sia gli aspetti economici, che le caratteristiche del luogo d’installazione. Più in generale, la tipologia della pompa di calore che andremo a preferire dipenderà dalle caratteristiche climatiche del sito, dalla tipologia dell’edificio e dalle condizioni d’impiego.

Le caratteristiche climatiche italiane sono ottimali per il ricorso a questi impianti, grazie alle temperature medie che garantiscono un’alta efficienza. Più convenienti in caso di nuove costruzioni che in ristrutturazioni, e se utilizzate per la climatizzazione e non per un singolo scopo, le pompe di calore possono trovare vari impieghi (edilizia residenziale, settore commerciale, industriale o alberghiero) ed essere integrate con altri sistemi energetici basati sulle rinnovabili (ad es. fotovoltaico e solare termico).

In commercio se ne trovano tre differenti tipi (a piccola, media e grande potenza), che richiedono personale specializzato per la loro installazione, oltre a semplici operazioni di manutenzione, effettuabili direttamente dall’utente.

Questi impianti usufruiscono di varie detrazioni e incentivi fiscali e, da luglio 2014, possono usufruire della nuova e sperimentale tariffa elettrica D1, che mantiene inalterato il prezzo di ogni kWh, indipendentemente dai consumi totali annui. Un giusto premio per coloro che fanno scelte orientate al risparmio energetico.

Marco Grilli





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