Dio solo sa quanto abbiamo bisogno di pace!
Quanto vorremmo zittire i pensieri ossessivi che ci tormentano da giorni, mesi, addirittura anni. Soddisfare il nostro bisogno di “stare meglio”, di uscire dallo stato di malessere emozionale che ci fa leggere la realtà in modo alterato (ingigantendo alcuni aspetti e non vedendone altri).

Senza la pace non possiamo né stare meglio, né tantomeno essere felici davvero, nel profondo.

Ecco, lo yoga ci aiuta a calmare la mente e dunque a trovare la pace.
Ci insegna ad armonizzare la mente, partendo dalla consapevolezza di ogni nostro gesto.
Ci permette di controllare la nostra mente ripetendo ogni gesto con sacra attenzione, devota minuzia e regolare intensità.
Perché quando siamo concentrati, riusciamo a considerare più aspetti di un problema e inoltre a gestire le situazioni emotive senza reprimerle o rimuoverle.
La concentrazione dunque, è un valido strumento per attraversare le difficoltà che la vita ci pone.

Solo una mente calma e concentrata, infatti, può rimanere in contatto con i meccanismi profondi del nostro essere.

Gli yogi definiscono la concentrazione come la capacità del praticante di divenire l’oggetto della meditazione stessa. È uno stato profondo di comprensione che dilata la percezione, la consapevolezza, oltre i limiti comunemente sperimentati dalle persone.

Nello “Yoga delle otto membra” di Patanjali “Dharana” è la capacità di concentrarsi e riuscire a tenere la mente ferma su un punto fisso, mentre “Dhyana” è l’assenza di sforzo nel fissare il punto. L’uno serve all’altro nella meditazione, l’uno è consequenziale all’altro.
Nel Dharana i pensieri attraversano la mente, scorrono e vengono accolti. In questa fase si impara a non fermarli a non evidenziarli, solo a lasciarli andare senza sforzo, come insegna il Dhyana.

Una buona pratica per imparare a fare questo è il Trataka.

Anticamente gli yogi avevano scoperto che attraverso gli occhi si può controllare la mente: i movimenti degli occhi, infatti, hanno un’influenza sul funzionamento cerebrale e viceversa.
A livello fisico il Trataka corregge la debolezza visiva ed alcuni difetti degli occhi come la miopia.
A livello mentale sviluppa la capacità di concentrazione, la volontà e la memoria, rilassa il sistema nervoso, facilita il sonno.
È una pratica di tipo fisico che tuttavia ha un’azione a livello mentale. Se pensiamo che gli occhi sono il principale ingresso delle informazioni nel nostro cervello, dovremmo comprendere che dobbiamo migliorare la capacità di affinare la concentrazione su ciò che è realmente importante, placando la turbolenza dei pensieri che spesso ci rende inconcludenti, agitati, nervosi e stressati.

A livello sottile il Trataka agisce sulle espressioni positive del sesto chakra, l’Ajna, donando la chiaroveggenza, la capacità di vedere oltre la comune facoltà della vista. Praticare Trataka è accedere alla vista interiore per poter accedere alla vista del cuore.
In pratica questa tecnica consiste nel tenere lo sguardo fermo su un oggetto per un lungo periodo, rallentando il turbinio dei pensieri e focalizzandosi su qualcosa di esterno-interno al fine di concentrare la mente rendendola unidirezionale: “fermare gli occhi per fermare i pensieri”!

Con la pratica il Trataka infatti ci aiuterà a lavorare sulla mancanza di concentrazione e sulla stanchezza mentale, riparando la nostra capacità di focalizzare e favorendo la rigenerazione della nostra mente rendendoci più concreti ed efficienti.
Esistono molte tecniche di esecuzione del Trataka, per esempio usando una stella o la luna piena si pratica quello che viene chiamato “Trataka da lontano”, usando invece la fiamma di una candela si pratica un “Trataka da vicino”.      Ma ora vediamo come si fa.

Pratica del Trataka da lontano fissando la luce di una stella o della luna piena

Cerca un posto tranquillo da cui puoi osservare una stella particolarmente brillante o la luna piena. Puoi farlo seduto davanti ad una finestra, o direttamente all’aperto.
Siediti con la schiena dritta, ma rilassata, chiudi gli occhi e per qualche attimo poni l’attenzione solo sul tuo respiro, lasciandolo fluire così come viene, spontaneamente, senza modificarlo.
Poi apri gli occhi e fissa la stella che hai scelto o l’argentea luna che brilla nel cielo.
I muscoli oculari devono essere rilassati, in modo da facilitarne l’ossigenazione.
Ricorda che la tua capacità di concentrazione aumenterà con la pratica.
Non appena gli occhi diventano stanchi o cominciano a lacrimare è bene chiuderli rilassandoli.
Ad occhi chiusi rimani cosciente dell’immagine complementare (sulla retina) della stella o della luna e continua a praticare Trataka su questa immagine.
Quando questa visione interiore svanisce riapri gli occhi e, se non sei stanco, ritorna a concentrarti sulla luce della stella o della luna, e poi di nuovo sulla sua immagine interiore ad occhi chiusi.
Inizia praticando per 1-5 minuti per poi aumentare gradualmente, senza sforzarti.
Ricorda che la capacità di mantenere gli occhi aperti senza battere le palpebre si svilupperà gradualmente con la pratica.
In caso di insonnia e tensione si può praticare Trataka per 5-10 minuti prima di dormire.
Non praticare Trataka subito dopo mangiato, inizialmente evita sforzi eccessivi e non praticare con le lenti a contatto.

Pratica del Trataka da lontano usando la luce di una candela

Siediti in una posizione comoda, su una sedia oppure a gambe incrociate, in una stanza buia o con le luci soffuse.
Sistema una candela accesa all’altezza degli occhi a una distanza di 60-70 cm dal viso.
Tieni la schiena dritta, ma mantieni una postura confortevole e rilassata. Cercando di mantenere gli occhi rilassati senza sbattere le palpebre guarda intensamente il punto più luminoso della fiamma, che generalmente è sopra allo stoppino.
Continua a fissare la fiamma focalizzando l’attenzione su di essa, sino quasi a dimenticare il resto del corpo. Esistono solo i tuoi occhi che fissano la fiamma. Quando gli occhi si stancano o si inumidiscono, generalmente dopo pochi minuti, chiudili e rilassali.
Cerca di non muovere il corpo. Prendi coscienza dell’immagine della fiamma che ti appare davanti agli occhi chiusi e continua a fissarla, così come continui a vedere ad occhi chiusi la luce intensa dopo averla fissata. Appena l’immagine inizia a svanire, apri gli occhi e fissa nuovamente la fiamma della candela reale ripetendo il ciclo per 2-3 volte.
Pochi minuti di Trataka sulla fiamma della candela sono sufficienti a rendere la mente focalizzata. È una tecnica utile da eseguire quando si cerca la concentrazione, se avverti stanchezza mentale e per aumentare la capacità di avere una mente unidirezionale in ogni circostanza. Sembra essere utile per correggere anche disturbi lievi della vista con deficit di accomodamento, nonché per favorire l’addormentamento soprattutto in persone che soffrono di insonnia. A tal proposito si può eseguire per 5-10 minuti prima di dormire.
Dopo Trataka strofina le mani e mettile “a coppetta” sugli occhi.

Vi consiglio di provare questa tecnica, rimarrete stupiti da quanta pace ne trarrete praticando.
Col tempo imparerete ad essere concentrati e focalizzati al punto da “far sparire tutto il resto”, esisterà solo quella luce interna o esterna, senza altre distrazioni mentali, esisterà solo il momento presente.
E quando imparerete ad essere presenti in ogni momento, svilupperete la consapevolezza (il principale antidoto allo stress), e grazie alla consapevolezza svilupperete la capacità di gestire i problemi di ogni giorno grazie ad una mente maggiormente rilassata, lucida ed attiva.
La consapevolezza amplificherà la fiducia in voi stessi e la vostra forza interiore, vi permetterà di superare i vostri limiti, le vostre paure ed incertezze.
Se la vostra mente sarà rilassata, riuscirete ad esprimervi in maniera autentica e la pace sarà con voi!

Chiara Benini

Bibliografia

Anti-aging e anti-stress per tutti, di Serena Missori e Alessandro Gelli, Edizioni LSWR
Gheranda samhita. La scienza dello yoga, Ma Yoga Shakti, Edizioni Mediterranee
Yoga la vita è sacra e divina, Cinzia Onorati, Stazione Celesti Edizioni
Lo yoga e la gestione delle emozioni, Maria Cavalluzzi, Edizioni Lulu
Sauca, purezza e purificazione, base della Sadhana yogica,
Liliana Bordoni, Cassandra studio