Mentre scrivo è in atto il flash mob contro il Coronavirus: affrontare la paura con la musica.
Ci sono un papà e una bambina che suonano insieme sul proprio balcone: lui la tromba e lei il flauto traverso, c’è un ragazzo col suo cane che suona la chitarra in giardino e mamma e figlia che cantano a due voci dalla finestra accompagnate da un pianoforte.

La musica é Dio che sorride all’uomo” e la paura ci ricorda che siamo scintille divine, che abbiamo delle risorse infinite se solo cambiamo mentalità.
Quando abbiamo paura ci accorgiamo che c’è qualcosa che non sappiamo, che non conosciamo e allora tutte le nostre certezze svaniscono.

La paura rompe i nostri schemi mentali rigidi aprendoci a nuove possibilità.

E appena smettiamo di voler essere in un solo modo, di volere che la vita vada in un’unica direzione riscopriamo e valorizziamo la nostra unicità.
Nel nostro cervello ci sono due mondi: quello dei nostri ragionamenti che ci limitano, e poi quello delle immagini, della fantasia, dei riti, dei miti, della spiritualità.

Se accogliamo la paura, l’ansia, il panico accogliamo un’energia antica, “Pan”, da cui deriva la parola panico, é infatti il dio della forza, della natura, della vita, il panico é la vita che irrompe in una mente troppo chiusa, in ragionamenti troppo stretti.

Questo periodo di isolamento forzato é come un rigido inverno della nostra vita che stiamo attraversando a livello individuale, nazionale e mondiale.

Ci viene chiesto di ritirarci come un seme nella terra dove possiamo raccogliere energie, forze, ispirazioni per poi fiorire al momento giusto.
Approfittiamo di questo momento per alleggerire la psiche, per liberarla dai condizionamenti che la imprigionano, per recuperare una visione spirituale delle cose.

So che per chi non crede nell’invisibile può sembrare folle quello che sto per dire, ma so anche che chi é vicino all’anima può riuscire ad andare al di là dei valori comuni, dei valori superficiali della mente, andare più in profondità e riuscire a sentire che tutte le difficoltà personali e sociali, tutte le prove che dobbiamo affrontare nella nostra vita, compresa la pandemia che ci sta colpendo, sono “chiamate” dell’anima che ci invitano a sciogliere paure, attaccamenti, a sciogliere le nostre resistenze all’amore.

E se non rispondiamo “sì” all’amore l’anima ci chiamerà ancora più forte.

In questo inverno della vita dove tutto si sta fermando possiamo guardare negli occhi le nostre paure, chiamarle per nome e affrontarle, possiamo farci seme, entrare nella terra e ritornare al “momento zero”, quando tutto é nato, e ripensando alla radice, al momento in cui questa cosa, questa immagine si é formata dentro di noi, cambiarla, trasformarla.

É arrivato il momento di cercare delle soluzioni alternative perché l’immagine che abbiamo creato non é funzionale alla nostra vita e alla nostra felicità e non ha senso portarla avanti ad oltranza perché ci sta allontanando dall’amore, sta facendo morire, sta sacrificando una parte di noi. É un’immagine che ci soffoca e che ci limita, per questo siamo chiamati ad avere coraggio, ad individuare l’immagine nemica, che abbiamo creato e a cui abbiamo dato potere, per neutralizzarla.

Per esempio in questi giorni un amico mi ha confidato al telefono che in questo momento di reclusione forzata sta vivendo un periodo complicato con la fidanzata. Lei é nervosa, fa spesso scenate e lui cerca di capirla, di aiutarla con le faccende domestiche e di disturbarla il meno possibile. Sentendolo spaventato e conoscendo alcuni episodi accaduti durante la sua infanzia, mi sono sentita di consigliargli di guardarsi dentro per capire se la paura che prova riguarda il momento presente e la relazione con la sua fidanzata o il passato e la relazione che aveva da bambino con sua madre. Lui mi ha risposto che si sentiva come quando da piccolo correva a cercare un posto sicuro lontano dalle grida della madre, convinto che fosse tutta colpa sua, perché se solo fosse stato un bambino diverso, la mamma sarebbe stata una mamma meno nervosa e sicuramente più felice.

Capite come la paura stia dicendo al mio amico che si é creato un’immagine di se stesso sbagliata, un’immagine che lo sta allontanando dall’amore verso se stesso, ma che sta limitando anche l’amore tra lui e la sua ragazza. É giunto il momento per lui di farsi seme per tornare al “momento zero” e recuperare le parti di sé che ha soffocato credendo così di compiacere la madre, é giunto per lui il momento di affrontare la paura di essere sbagliato e di essere la causa della rabbia o dell’infelicità di qualcun’altro.

Serve molto coraggio per guardare le nostre paure negli occhi e soprattutto per neutralizzare l’immagine nemica che ci allontana dal nostro vero sé e da quello che siamo nati per essere, per rispondere in modo affermativo alla chiamata della nostra anima!

Ma possiamo ricorrere alla posizione dell’eroe nelle sue tre varianti per farcela.

Virabhadra, secondo la tradizione induista, era un valoroso guerriero, un eroe nato da una ciocca di capelli del dio Shiva.
Può sembrare strano che una posizione yoga prenda il nome di un guerriero. Gli yogi non sono forse noti per la loro natura non violenta? Ma non dimenticate che uno dei testi più venerati dal mondo induista, il Bhagavad-Gita, Narra del dialogo tra il principe guerriero Arjuna e il dio Krishna che ebbe luogo su un campo di battaglia alla vigilia di uno scontro tra due grandi eserciti. Ciò che in realtà il nome di questa asana celebra, e che viene esaltato come ideale per tutti gli studenti di yoga, è il “guerriero spirituale”, che con coraggio si batte contro il nemico universale, ovvero l’ignoranza (avidya), la causa principale di tutte le nostre sofferenze.

Ma la ragione più importante è dovuta al motivo simbolico della storia: il nemico sarebbe l’ego che distrugge l’amore, inteso come amore per l’universo, la divinità, la natura o equilibrio interiore, ma grazie al guerriero spirituale dello yoga l’ego viene neutralizzato propria degli eroi (vedi Arjuna della Bagavat Gita).

Dice Paulo Coelho: – Un guerriero della luce sa che alcuni momenti si ripetono.
Spesso si ritrova davanti a problemi e situazioni che ha già affrontato. Allora si sente depresso, e pensa di essere incapace di progredire nella vita, giacché i momenti difficili si sono ripresentati.
“Questo l’ho già passato,” si lamenta con il suo cuore.
“E’ vero, l’hai vissuto,” risponde il cuore. “Ma non l’hai mai superato.”
Il guerriero allora comprende che il ripetersi delle esperienze ha un’unica finalità: insegnargli quello che non vuole apprendere… –

Fig.1 Virabhadrasana I

Virabhadrasana I rappresenta l’eroe mentre brandisce la grande spada sopra la testa ed essendo stato generato da una ciocca di Shiva gettata in terra, è solido come questo elemento e da esso trae la sua grande forza. Questa posizione è tradizionalmente connessa infatti con la stabilità, sottolineata dalle gambe molto larghe, con il primo chakra e con la ricerca di forza interiore.
Per entrare di più nel personaggio puoi eseguire questa posizione mettendo le mani a pugno una dentro l’altra come se avessi davvero in mano una spada sopra la testa.

Esecuzione:
Posizione di partenza: in piedi a gambe unite, braccia lungo i fianchi.
Inspirando apri le gambe e porta le braccia tese unite sopra la testa, lo sguardo va alle mani unite.
Espirando ruota il piede destro di 90 gradi e il sinistro di 15/20 gradi orientandoti verso destra: il ginocchio della gamba davanti é piegato formando 90 gradi tra gamba e coscia, la gamba dietro é tesa, lo sguardo é rivolto verso i pollici.
Rimani per cinque respiri profondi.

“… il suo equipaggiamento è composto di tre cose: fede, speranza e amore. Se queste tre cose sono presenti, egli non ha alcuna esitazione nell’andare avanti.”

fig. 2 – Virabhadrasana II

Virabhadrasana II rappresenta l’eroe mentre prende la mira, con la spada, per sconfiggere il suo nemico. Secondo le fonti classiche Virabhadrasana II acuisce la concentrazione della mente come poche altre posizioni.
Se preferisci puoi eseguire questa posizione chiudendo a pugno la mano davanti immaginando di puntare la spada verso il nemico e mettendo l’altra mano sul fianco.

Esecuzione:
Posizione di partenza: Virabhadrasana I, inspira ed espirando fai scendere le braccia ad altezza delle spalle e ruota il bacino di 90 gradi, rivolgi lo sguardo dritto davanti a te dalla parte del tuo ginocchio piegato portando l’attenzione al tuo terzo occhio.
Rimani per cinque respiri profondi.

“…per realizzare il proprio sogno, ha bisogno di una volontà salda, e di un’immensa capacità di abbandono. Sebbene abbia un obiettivo, il cammino per raggiungerlo non è sempre quello che immagina.”

fig. 3 – Il maestro Yiengar in Virabhadrasana III

Virabhadrasana III è una posizione molto diversa dalle due precedenti, si abbandona la solidità e la forza a favore della ricerca di una condizione di equilibrio. Questa asana rappresenta sia il momento in cui viene inferto il colpo di spada dall’eroe, sia che guerriero, spada e colpo sono una cosa sola, così come uomo, spirito e divinità.
Con questa posizione l’ego è ormai vinto e l’eroe può trovare la pace.

Esecuzione
Posizione di partenza: Virabhadrasana II.
Inspirando torna nella posizione di Virabhadrasana I.
Espirando piega il busto sulla coscia davanti portando sulla stessa linea glutei e indici, stacca la gamba dietro mantenendola tesa e allineala con gli indici, lo sguardo é rivolto agli indici delle tue mani.
Rimani per cinque respiri profondi.

Se per te é più facile seguire un video puoi usare questo:

www.youtube.com/watch?v=sCReePaPF50&feature=youtu.be

Eseguiamo queste tre posizioni come se compissimo un rito, un rito che ci porta nel “senza tempo”, che ci aiuta ad uscire da una mente troppo stretta che soffoca la nostra anima, che le impedisce di fiorire.
Usiamo queste tre posizioni per neutralizzare l’immagine nemica che ci sta allontanando dall’amore, usiamole per “innamorarci di nuovo della vita” e tornare a suonare finalmente la nostra canzone che é unica ed irripetibile dentro ciascuno di noi.

Andrá tutto bene.

Chiara Benini

Bibliografia:

– “Hatha Yoga”, di Assam Bihar, Edizioni R.E.I.

– “Il mito dietro le asana: Virabhadra, il guerriero I, II, III“ di Marco Sebastiani, Yoga Magazine Italia.

Le mie fonti d’ispirazione per questo articolo:

– Diretta della scrittrice Selene Calloni Williams su Facebook del 7 marzo 2020 (https://www.facebook.com/selenecalloniwilliamsfanpage/videos/812330785941012/?vh=e&d=n).
– Video su YouTube: “La paura si supera guardandola!” di Raffaele Morelli (https://youtu.be/YcU3t1ZG1dE).
– Video su YouTube: “Il panico viene per farci innamorare di nuovo della vita” (https://youtu.be/5FjbP_Xks2U).