Pochi giorni fa mi ha scritto una vecchia compagna delle elementari, aveva letto il mio articolo “Sesto chakra, i nostri sogni sono i nostri maestri spirituali” e trovava che esprimesse molto bene la fase di sogni e risveglio che stava vivendo. Mi ha detto anche di avere una congiuntivite ricorrente e mi ha chiesto se poteva anch’essa essere collegata al sesto chakra.
Per questo, per Elena e per tutti i miei lettori che apprezzano questo genere di articoli, ho rispolverato il libro “Guarisci te stesso” da cui ho tratto questo articolo: buona lettura!

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Il sesto chakra è legato al cervello, agli occhi e alle orecchie. La sua salute dipende da quanto riusciamo ad assorbire le informazioni provenienti da tutte le dimensioni sia terrene che spirituali e da come le utilizziamo nella nostra vita. Dipende dalla flessibilità del nostro modo di pensare e da quanto riusciamo ad imparare attingendo da prospettive diverse dalla nostra.

Le problematiche di salute legate al sesto chakra vanno da patologie specifiche al cervello, agli occhi e alle orecchie e a questioni di più ampio respiro come problemi di apprendimento e sviluppo. Sembra che le persone che hanno problemi di salute al sesto chakra manifestino uno squilibrio nel modo di vedere il mondo e di apprendere da esso: alcune sono radicate nella dimensione terrena e non hanno una connessione con l’universo più grande, altri invece sono completamente legate alla dimensione spirituale e non hanno i piedi per terra.
Trovare il modo di bilanciare gli stimoli di entrambe le dimensioni quando si affrontano gli alti e bassi della vita porta la salute nel sesto chakra.

In base alla teoria delle affermazioni di Louise Hay la salute del cervello, degli occhi e delle orecchie richiede la capacità di essere ricettivi alle informazioni e la flessibilità di pensare e trovare il modo di uscire dalle situazioni.

Il cervello

Il cervello è come un computer che riceve le informazioni, le elabora ed esegue le funzioni opportune. Le informazioni viaggiano da ogni parte del corpo verso il cervello e viceversa. A volte però l’organismo può essere distolto dal suo lavoro da componenti emotive come la paura, la rabbia e l’inflessibilità.

Sembra che le persone che hanno problemi legati al cervello, come emicranie o altri tipi di mal di testa, insonnia, convulsioni, problemi di memoria, ictus, sclerosi multipla, morbo di Alzheimer o morbo di Parkinson, cerchino di vivere con i piedi piantati saldamente a terra e che vogliano eccellere sia nelle attività in cui viene usato il lato destro, creativo, del cervello, sia il sinistro, razionale. Ma vivere a lungo in questo modo può portare queste persone ad una crisi che li costringerà a vedere il mondo da un’altra prospettiva. Con un disturbo al cervello infatti non saranno più in grado di contare sulla via dell’apprendimento che hanno sempre usato e dovranno rivolgersi ad altre fonti di conoscenza e alla fede, cioè informazioni provenienti da un potere superiore.

Per questo apprendere nuove forme di conoscenza e sperimentare il mondo attraverso la fede può ridurre la probabilità di sviluppare una patologia cerebrale e attenuare i sintomi già presenti. La maggior parte delle persone a cui viene diagnosticata una malattia cerebrale prova molta paura e ansia.

Le affermazioni sono importantissime perché ci possono aiutare a riprogrammare il nostro cervello eliminando gli schemi di pensiero che fanno aggravare la patologia, ci permettono di acquisire nuovi modi di pensare e ci infondono fiducia nei confronti dell’universo.

Per esempio, secondo la teoria delle affermazioni, gli schemi di pensiero associati all’epilessia consistono nel rifiuto della vita, nella lotta costante e nel senso di persecuzione.

Per aprirci alla vita e riconoscere il bene che porta con sé possiamo usare l’affermazione:

“Scelgo di vedere la vita come eterna e gioiosa. Io stesso sono eterno, gioioso e in pace”.
Sempre secondo questa teoria l’insonnia viene associata a sentimenti di paura e colpa e alla sfiducia nei confronti della vita.

Per questo chi ha problemi di insonnia abbinati all’ansia, può calmare i nervi e dormire meglio con l’affermazione: “Lascio andare il giorno con amore e scivolo in un placido sonno, sapendo che il domani avrà cura di sé.

Allo stesso modo, se emicranie e mal di testa segnalano che si sta opponendo resistenza alla vita e che si ha paura di essere pressati o indotti a fare qualcosa, si può trovare sollievo dall’emicrania lasciando andare e ripetendo l’affermazione:

“Mi rilasso lasciandomi andare al flusso della vita e lascio che mi fornisca tutto quello di cui ho bisogno, facilmente e liberamente. La vita è dalla mia parte.”

E se l’Alzheimer e altre forme di demenza sono associate al rifiuto di affrontare il mondo così com’è, all’essere bloccati in vecchi modi di pensare, alla paura verso le nuove idee e al sentimento di impotenza e rabbia, per aprire il cuore e la mente a modi diversi di approcciarsi alla vita si può usare l’affermazione:

“C’è sempre un modo nuovo e migliore per me di sperimentare la vita. Perdono e lascio andare il passato. Avanzo nella gioia.”

Chi invece  è preoccupato di invecchiare, ha problemi di memoria e sente di essere giunto ad un punto morto, può lasciare andare questo modo di pensare giudicante con l’affermazione:

“Amo e accetto me stesso in ogni età. Ogni momento della vita é perfetto.”

E ancora se Il morbo di Parkinson è indice di paura e di forte desiderio di controllo su tutto e tutti, per rinunciare a parte di questo controllo si può usare l’affermazione:

“Mi rilasso sapendo che sono al sicuro. La vita è dalla mia parte e io confido nel suo dispiegarsi.”

Se la sclerosi multipla è associata all’inflessibilità, alla durezza mentale e ad una volontà di ferro, per ammorbidire la mente rigida possiamo usare l’affermazione:

“Scegliendo pensieri amorevoli e gioiosi, io creo un mondo amorevole e gioioso. Sono libero e al sicuro.”

Problemi di apprendimento e di sviluppo

Secondo Louise Hay “ogni essere umano viene al mondo con il cervello programmato in un certo modo. Alcuni soggetti sono inclini ad utilizzare maggiormente l’emisfero destro, più emotivo e legato allo spazio, mentre altri sfruttano per lo più quello sinistro, logico e strutturato.
Quando si tratta di problemi di apprendimento, notiamo che questi soggetti vivono, imparano e lavorano in ambienti che rendono disorganizzato il loro apprendimento.
Dopo ripetuti fallimenti a scuola e al lavoro, acquisiscono un modo di pensare scorretto, convincendosi di essere stupidi, pigri e incapaci. Molti dei problemi che sperimentano derivano dal fatto che sono maggiormente radicati in una estremità della mente, vale a dire nell’emisfero destro o in quello sinistro del cervello.
Per esempio chi utilizza di più l’emisfero destro spesso è in grado di vedere meglio la situazione nel suo insieme e forse riesce a farlo da una prospettiva completamente nuova ed entusiasmante, ma ha difficoltà a gestire i dettagli della nostra società fortemente articolata. Chi invece si basa di più sull’emisfero sinistro di solito è brillante dove contano i dettagli, come nella matematica e nelle scienze, ma non sa gestire la parte emotiva della vita.
In questi casi non si tratta solo di una predominanza di un emisfero del cervello sull’altro, ma di un forte squilibrio nell’intelligenza che tende in una direzione senza riuscire ad attingere alle risorse dell’altro emisfero. La chiave sta nell’essere in grado di insegnare il cervello funzionare meglio, con la maggior efficacia possibile. Un modo per farlo è individuare e cambiare i pensieri negativi che ci ostacolano nell’acquisizione di tutte le nostre doti intellettuali.”

Per affrontare gli schemi di pensiero sottostanti la ADHD, Louise consiglia l’affermazione:

“La vita mi ama. Mi amo così come sono. Sono libero di creare una vita piena di gioia che funzioni per me. Va tutto bene il mio mondo.”

Ma raccomanda anche di usare altre affermazioni per affrontare alcuni dei tratti più comuni di questo disturbo. Per esempio l’iperattività associata alla ADHD spesso accompagnata da schemi di pensiero che comprendono la sensazione di essere sotto pressione irrequieti. Perciò se tendiamo ad essere iperattivi e non riusciamo a concentrarci, potremmo aver bisogno di un’affermazione calmante per lasciare andare l’ansia e la preoccupazione. Una buona affermazione generale è :

“Sono al sicuro. Tutte le pressioni si dissolvono. Io sono bravo abbastanza.”

Balbettare, un comportamento associabile alla dislessia, può nascere dall’insicurezza e dalla mancanza di autoespressione e l’affermazione utile in questo caso è:

“Sono libero di esprimere le mie opinioni. Adesso sono sicuro di come mi esprimo. Comunico solo con amore.”

La sindrome di Asperger, secondo Louise, spesso è associata alla depressione, perciò chi ne soffre può usare l’affermazione:

“Ora vado oltre le paure e i limiti degli altri. Creo la mia vita.”

Sembra sia tutta questione di cambiare il modo in cui pensiamo e ci comportiamo, solo così potremo raggiungere l’equilibrio tra coltivare la propria mente e restare radicati nel mondo reale.

Per ricordarsi di essere capaci e forti è utile l’affermazione:

“Sono io a gestire il mio cervello. Mi amo esattamente così come sono. Sono bravo abbastanza. Va tutto bene.”

Occhi e orecchie

Sempre secondo la teoria delle affermazioni di Louise Hay gli occhi e le orecchie sono il canale che ci permette di conoscere il mondo esterno, e la salute in ciascuna di queste aree dipende dal piacere che proviamo nel ricevere certe informazioni. E sembra che tutti i problemi agli occhi abbiano a che fare con la paura e la rabbia nei confronti delle situazioni in cui ci troviamo. Per esempio i bambini con problemi di vista forse cercano di evitare di vedere qualche cosa in famiglia, mentre gli anziani affetti da cateratta probabilmente hanno paura di ciò che il futuro ha in serbo per loro.

Da migliaia di anni, lo studio della medicina tradizionale cinese associa i disturbi agli occhi, come la congiuntivite, la secchezza oculare e il glaucoma, alla frustrazione emotiva, alla rabbia e all’irritabilità. È interessante notare che gli studi scientifici oggi stanno riscontrando gli aspetti psicologici dei disturbi agli occhi. In uno di questi studi, i soggetti quando con dolore agli occhi dicevano di “rimuovere” attivamente i sentimenti che temevano sarebbero stati troppo dolorosi da tollerare.

Se i disturbi agli occhi e orecchie sono causati da schemi di pensiero e da comportamenti che bloccano la capacità di vedere e sentire ciò che ci viene mostrato o detto è fondamentale cambiare questi pensieri e modi di fare affrontando la paura e l’ansia con le affermazioni.

Per la salute generale degli occhi si può usare l’affermazione:

“Vedo con amore e gioia.”

Per i problemi agli occhi:

“Ora creo una vita che amo guardare.”

Per la miopia, che avrebbe a che fare con la paura del futuro e con la mancanza di fiducia nei confronti di ciò che ci aspetta, possiamo usare l’affermazione:

“Confido nel processo della vita. Sono al sicuro.”

Per la presbiopia, che al contrario sarebbe sintomo di paura verso il presente, possiamo usare l’affermazione:

“Sono al sicuro nel qui e ora. Lo vedo chiaramente.”

Per i disturbi agli occhi come la cataratta, che sarebbero il segnale della sfiducia nei confronti della vita e di una visione del futuro tetro e scoraggiante, possiamo usare l’affermazione:

“La vita è eterna e piena di gioia. Non vedo l’ora di vivere ogni momento. Sono al sicuro. La vita mi ama.“

Per il glaucoma, che riguarderebbe una percezione distorta della vita causata da una forte sofferenza di vecchia data, per lasciar andare il dolore del passato e iniziare il processo di guarigione possiamo affermare:

“Vedo con amore e tenerezza.”

Se le orecchie rappresentano la nostra capacità di ascoltare, la perdita o l’alterazione dello stato di salute delle orecchie o della loro funzionalità significa che non siamo in grado di ascoltare il mondo esterno o di aprire del tutto la mente ad esso. E se i problemi alle orecchie sono associate anche la mancanza di fiducia, un’affermazione generale utile potrebbe essere:

“Ora imparo a fidarmi del mio sé superiore. Elimino tutte le idee che non esprimono la voce dell’amore. Ascolta con amore la mia voce interiore.”

Se la sordità è associata all’isolamento, alla testardaggine e a quello che non si vuole ascoltare, per aprirsi a nuove idee si può usare l’affermazione:

“Ascolto il divino e gioisco di tutto quello che riesco a sentire. Sono un tutt’uno con l’Universo.”

Se avere mal d’orecchie significa non voler ascoltare, unito alla rabbia e ricordi di un tumulto, come una lite con i genitori, per lasciar andare la rabbia e il caos nella mente si può usare l’affermazione:

“Sono circondato da armonia. Ascolto con amore ciò che è piacevole e buono. Sono un centro d’amore.”

Se le problematiche all’orecchio medio, come problemi di equilibrio e le vertigini, sono causate da un modo di pensare frammentario incostante, per contrastare la disattenzione e la confusione possiamo usare l’affermazione:

“Sono profondamente centrato e in pace nella vita. È sicuro per me essere vivo e felice.”

Se il tintinnio o il fischio alle orecchie che si verifica nelle malattie come la sindrome di Ménière, è associato alla testardaggine e al rifiuto di ascoltare la propria voce interiore, possiamo ricordarci di avere tutte le risposte dentro di noi con l’affermazione:

“Confido nel mio sé superiore. Ascolto con l’amore la mia voce interiore. Elimino tutto ciò che dissimile dall’azione dell’amore.“

Per avere un approccio più consapevole alla vita, proviamo l’affermazione di Louise per il sesto chakra:

“Quando trovo un equilibrio tra creatività, ragione e spiritualità con disciplina e flessibilità, ho sempre successo.”

Perché quando il nostro cuore e la nostra mente sono aperti va tutto bene!

Chiara Benini

Bibliografia
Guarisci te stesso di Louise L. Hay e Mona Lisa Schultz, My Life Editore

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