Da quando ho intrapreso la strada dello yoga ho sperimentato un sacco di meditazioni, ma quello che mi ha permesso di “entrare maggiormente nella mia anima”, di percepire profondamente “cosa sono nata per essere” è stato scrivere il mio libro “Battito d’ali”.

Durante quel lavoro interiore sono riuscita a percepire il mio chakra della corona aprirsi, a sentire collegati mente, corpo e spirito e a dare un senso a tutte le esperienze che avevo fatto fino a quel momento sulla terra. Da allora, avendo imparato a lasciarmi guidare dal mio sé superiore, il mio modo di meditare è cambiato, perché ho imparato ad “arrendermi”.
La spiritualità richiede di lasciarsi andare diventando un tutt’uno con l’universo.
Questo non significa perdere se stessi, ma “ridisegnarsi”. Non è solo un “tuffarsi”, ma un “imparare a nuotare” finché i nostri movimenti siano liberi e fluidi.

E’ nel chakra della corona che l’Io e il Tu diventano Noi.

E l’espandersi nella mente universale, l’unione con il divino e la condizione totale dell’essere, in cui confini del sistema sono scomparsi per ricreare un’unità profonda e più grande.

Sahasrara, il chakra della corona, è il loto dai mille petali. I petali del loto si incurvano verso il basso come un girasole, stillando nettare nella corona e giù verso gli altri chakra.
In questo modo i due estremi dello spettro, il sé individuale e la creazione universale, si uniscono, il finito con l’infinito si collegano pur conservando le proprie qualità.
Perché questo loto fiorisca il nostro stelo deve essere collegato senza interruzione alla Terra e le nostre radici devono affondare profondamente nel terreno.
É infatti grazie a questo collegamento che il nostro loto é nutrito e continua a fiorire.
Il chakra della corona è una porta di entrata e di uscita per ciò che sta oltre.
Si apre verso l’esterno, aldilà di noi stessi, verso l’infinito e si apre verso l’interno verso il basso, al mondo della visione, della creazione ed infine della manifestazione.

Il diritto del settimo chakra è il diritto di conoscere.

Questo comprende il diritto ad un’informazione accurata, il diritto alla verità, il diritto alla conoscenza, il diritto di sapere semplicemente che cosa sta accadendo.
Certamente l’educazione é una parte importante della conoscenza. Altrettanto importanti sono i diritti spirituali di ciascuno come il diritto di essere in contatto col divino nel modo che ci sembra più appropriato. L’imposizione di un dogma spirituale infatti danneggia i diritti spirituali e personali del nostro settimo chakra. Negare informazioni e educazione significativa soffocare la ricerca naturale del settimo chakra. Al contrario, nutrirsi d’informazioni, è un modo di rafforzare il chakra della corona. Può essere utile frequentare un corso o leggere un libro che ci attira per aumentare la conoscenza del mondo dentro di noi e del mondo intorno a noi ampliando di conseguenza la conoscenza di noi stessi, l’obiettivo del settimo chakra.

Nel settimo chakra giungiamo all’identità universale. Più si espande la nostra coscienza, più ampia diviene la nostra identità. Quando ci rendiamo conto del grandioso scopo del cosmo, ci viene data l’opportunità di trascendere il nostro mondo più piccolo e più limitato e ci identifichiamo con l’universo intero.

Il demone del chakra della corona è l’attaccamento. L’attaccamento significa non aver fiducia nella saggezza dell’universo, che invece tenta di insegnarci qualche cosa.
Rimaniamo attaccati per difenderci dalla sofferenza, invece di considerare la sofferenza come un insegnamento. L’attaccamento ci dice che siamo sicuri di sapere quello che è meglio, mentre è l’umiltà ad aprirci a qualcosa di più grande.

Rinunciare all’attaccamento riguarda il modo in cui indirizziamo la nostra energia: quando rinunciamo all’attaccamento lasciamo andare la fissazione su qualcosa di esteriore, ci lasciamo alle spalle il bisogno di controllare, il desiderio di un certo risultato.

Soltanto abbandonando i nostri attaccamenti, i nostri inutili sistemi di credenze, le nostre abitudini alla dipendenza, il nostro bisogno di controllare, potremmo fare veramente esperienza della grandezza della nostra identità universale e soltanto allora ci apriremo alle numerose possibilità che esistono: rinunciando alle piccole cose che ci teniamo tanto strette, saremo sollevati e trasportati nella grazia.

Se il chakra della corona è “chiuso”, la corrente liberatoria non può terminare il suo viaggio e noi non potremmo raggiungere la libertà. Le energie della trasformazione che si alzano all’interno del corpo non possono giungere pienamente alla coscienza e dunque non giungono a realizzarsi.
Nella nostra vita gli schemi si ripeteranno senza sosta, in quanto tenteranno di giungere continuamente alla coscienza.
L’opposto della conoscenza e della possibilità infinita è quello di fissarsi su un unico punto di vista considerandolo la sola e unica via. Se la mente si chiude alle nuove informazioni, lo scetticismo diventa parte integrante dell’identità.
Un “eccesso” nel chakra della corona è cosa piuttosto comune, dal momento che ci spingiamo verso la testa per difenderci evitando i sentimenti e prendendo le distanze dalle richieste del mondo. Infatti chi ha perso il contatto con il proprio corpo e con le proprie emozioni, chi si sente impotente o solo, potrebbe inviare per necessità le energie non risolte verso la corona.

Per guarire il settimo chakra, in eccesso o in difetto, può essere molto utile la meditazione.

La meditazione è una tecnica che energizza, calma e chiarifica la mente.
Il suo scopo è quello di educare la mente ad entrare in stati di coscienza e trascendere le preoccupazioni che in genere affollano la mente, permettendoci di accedere ad uno stato di consapevolezza più profonda e vasta.

Moltissime sono le tecniche che si possono usare per raggiungere lo stato di meditazione:
– regolazione e osservazione del proprio respiro;
– fissare un’immagine, come una fiamma, un mandala o un simbolo;
– mormorare un mantra, una frase, un’affermazione;
– fare esercizi di presenza;
– seguire i propri pensieri
– camminare in silenzio e prestare attenzione;
– seguire visualizzazioni guidate;
– visualizzare l’energia che scorre in su e/o in giù lungo il nostro corpo;
– rilassarsi semplicemente ed essere ricettivi a qualunque cosa ci venga.

Le tecniche che funzionano meglio sono da stabilirsi in base al vostro carattere e alle necessità che di volta in volta si presentano.
Se durante una crisi cercate di calmare il vostro pensiero, può essere utile contare i vostri respiri, in quanto un respiro calmo e regolare calma il corpo.
Se rimanere seduti vi è difficile, al punto da non permettervi di meditare affatto, potreste provare una meditazione in movimento, camminando.
Se avete la testa piena di chiacchiere, potreste provare a meditare su un mantra, che stabilisce un ordine ritmico nella mente, portando armonia nei pensieri e nelle azioni.
Se volete liberarvi dello stress che vi portate a casa dal lavoro, è utile far scorrere l’energia attraverso il corpo, come se ci si facesse una doccia di sensazioni e di luce.

La meditazione può avere effetti profondi. Poiché spesso i nostri pensieri ci invischiano in schemi ripetitivi e in idee limitate, la meditazione crea un gran silenzio interiore che ci apre le porte di una saggezza più grande, di un più profondo stato di coscienza.

Quando riusciamo ad acquietare la mente, possiamo scegliere di staccarci dalle nostre reazioni abituali (rabbia o critica, paura o desiderio), e di liberarci da questi schemi.
Quando riusciamo a staccarci, diventiamo più leggeri, più vuoti e avremo maggiori possibilità di accedere agli stati trascendentali della coscienza universale.

Vi auguro di trovare presto il “vostro modo” per equilibrare il vostro settimo chakra e sentirvi in armonia con il tutto riconoscendo la scintilla divina che c’è in voi, ma anche in tutte le persone, gli animali, le cose, i fenomeni, gli accadimenti, in tutto ciò che vi circonda.

Chiara Benini

Bibliografia
“Il libro dei chakra”, Anodea Judith, Neri Pozza Editore