Vi siete mai chiesti perché sia così difficile stare nel qui e ora?
Dai miei studi ho capito che si fa un’enorme fatica quando si cerca di starci con la mente perché in realtà la consapevolezza nasce dal cuore.

E’ il cuore, infatti, che ci dà la vera consapevolezza dell’attimo presente ed è una capacità che può essere sviluppata e usata sia di giorno che di notte, perché solo se siamo consapevoli del visibile e dell’invisibile siamo veramente nel qui e ora.
Tutto appare e scompare: quando mangiamo, quando dormiamo, quando respiriamo, quando passiamo da un’emozione ad un’altra, abbiamo l’opportunità di viaggiare tra il visibile e l’invisibile. Per “vedere” l’invisibile abbiamo bisogno di aprire il nostro terzo occhio che si contrae profondamente fino a chiudersi, quando abbiamo paura.
Quando avviene questa chiusura non riusciamo più a percepire tutti i momenti in cui le immagini appaiono e scompaiono, ma registriamo soltanto quelli in cui le immagini appaiono e mettendole insieme, una dopo l’altra, avremo una prospettiva deformata della realtà.

Solo sciogliendo la paura e tutte le limitazioni che ci poniamo, possiamo riuscire a stare nel qui e ora che è ovunque.

Perché se il nostro cuore e il nostro terzo occhio sono aperti possiamo “vedere”, incontrare chi c’è, chi c’è stato e chi ci sarà, senza limiti di spazio e di tempo ed è una sensazione meravigliosa!
Per ritornare in relazione profonda con l’invisibile serve fede.
La fede è un’energia, una forza, un potere che abbiamo per diritto di nascita, i bambini ce lo insegnano, loro non hanno fede in questo o in quello, in un’idea o in un’altra, in un Dio o in un’altro hanno semplicemente fede.
Fede e amore vincono la paura.

Ognuno di noi scrive la propria storia, il proprio mito, la propria narrazione interiore, ognuno di noi “concepisce” la propria vita.
Ma per concepire, la natura ci insegna che bisogna essere in due e anche la nostra narrazione interiore, questa vita che noi mettiamo in scena vivendo, la scriviamo a quattro mani, perché non si può concepire da soli.

Quando abbiamo paura scriviamo la storia della nostra vita solo con ciò che è visibile: quello che ci dice la società, quello che leggiamo sui giornali, che vediamo in televisione, quello che ci hanno inculcato da bambini…

Scegliendo come partner la nostra mente creeremo e metteremo in scena una storia fatta di limitazione, di dolore e di sofferenza perché la mente vede solo quello che non va bene, giudica, analizza, divide, non permettendoci di conoscere in toto.

Quando invece scegliamo un compagno invisibile con cui creare, che possiamo chiamare sé superiore, anima, spirito oppure Dio, riportiamo il sacro nella nostra vita vivendo un’esperienza di libertà e di elevazione in cui ogni albero, ogni fiore, ogni persona che incontriamo lo viviamo come una grande opportunità da non perdere, ma da vivere senza paura.

Per stare nel qui e ora dobbiamo quindi scegliere il compagno giusto con cui creare.

Lo so solo all’idea vi sentite già perdenti, ma ecco che può venire in nostro aiuto Ujjayi, il respiro vittorioso che scioglie la paura come neve al sole e calma la nostra mente permettendoci di stare nel qui e ora.

Ujjayi è una parola sanscrita composta da “ud” e “jaya
Il prefisso “ud” attaccato ai verbi ed ai nomi significa “verso l’alto” o “superiorità di rango”.
Si può tradurre anche con gonfiare o dilatarsi. Esprime il senso di potere.
“Java” invece significa conquista, vittoria, trionfo o successo, ma anche controllo.
A me piace tradurre Ujjayi con: “Evviva, ho vinto!”
Durante questa respirazione i polmoni vengono completamente dilatati ed il torace esteso come quello di un valoroso conquistatore.
La tecnica consiste nel respirare chiudendo parzialmente la glottide.
La glottide è una valvola che ha la funzione di chiudere le vie aeree mentre deglutiamo e di scaldare l’aria prima che arrivi ai polmoni.
Si dice che gli yogin possano sciogliere la neve usando la respirazione Ujjayi.
Questo perché chiudendo parzialmente la glottide l’aria rimane più a lungo nelle cavità nasali e nella faringe a contatto con la mucosa ricca di sangue che ha il compito di riscaldarla diventando caldissima. Il calore generato internamente massaggia gli organi ripulendoli dalle tossine e rende più sicuro l’allungamento muscolare.

Respirando con la chiusura parziale della glottide si produce un suono che ricorda quello che si sente in una conchiglia per questo ujjayi viene anche chiamata respirazione oceanica.
È una respirazione calmante utilizzabile in tutti i casi di accelerazione della mente come ad esempio negli stati ansiosi e negli attacchi di panico perché ci permette di “vincere” la mente e sconfiggere la paura rilassando il sistema nervoso.
Praticata dolcemente, è utile per coloro che soffrono di pressione alta.
Rallenta il battito cardiaco.
Se praticata prima di dormire combatte l’insonnia ed è consigliata durante il parto per sentire meno dolore e ossigenare bene il bambino.
Se praticata a lungo, permette una rapida connessione con il proprio sé spirituale, spesso disturbata da condizionamenti e blocchi emotivi.

Pratica

Siediti in una posizione comoda mantenendo la schiena diritta e per iniziare fai questo esercizio propedeutico: inspira ed espirando a bocca aperta, immagina di appannare un vetro, concentrati sulla tua gola mentre fai questo in modo da percepire la chiusura parziale della glottide.
Ora respira solo dal naso e cerca di riprodurre la stessa chiusura quando espiri.
Tenere il mento vicino allo sterno può aiutarti.
Poi prova a mantenere la chiusura parziale della glottide anche quando inspiri.
Cerca di far fluire lentamente il respiro in maniera uniforme inspirando ed espirando.
Quando riesci a padroneggiare questo modo di respirare puoi introdurre una piccola apnea a polmoni pieni e una a polmoni vuoti.

Vi assicuro che è facile amare questa respirazione e abbiate fede: grazie al controllo del respiro la vostra mente si calmerà e potrete stare nel qui e ora.

E quando si riesce a stare nel qui e ora ci si trova sicuramente tra le braccia dell’amante giusto pronti a creare qualcosa di meraviglioso da vivere!

Chiara Benini

Bibliografia

Teoria e pratica dello yoga, B. K. S. Iyengar, Edizioni Mediterranee
Respira che ti passa, Jayadev Jaerschky, Amanda Edizioni
Lo yoga e la gestione delle emozioni, Maria Cavalluzzi, Edizioni Lulu

Riferimenti alla conferenza su “Il qui e ora” di Selene Calloni Williams del 17 marzo 2019 tenuta alla galleria Artender di Alassio