Il tradimento è un tema molto delicato e parlarne senza cadere nella trappola del giudizio è un po’ come camminare sul filo del rasoio; proprio per questo motivo merita di essere trattato in modo differente. Ecco perché in questo articolo, proveremo a capire il punto di vista sia del tradito che del traditore nel caso di una coppia dove ci sia un reale sentimento amoroso.

Il tradimento è rivelatore: ciò che si cerca fuori è ciò che manca dentro

Cosa spinge una persona a tradire il partner? Sembra che il fil rouge del tradimento sia un sentimento di mancanza: una mancanza di attenzione, di contatto, di comprensione, di presenza, di complicità, d’amore, da parte del partner. Molti uomini tradiscono perché la routine ha spento la passione, molte donne tradiscono perché non si sentono valorizzate; è così che nella coppia s’insinua una terza incognita.

tradimento

Il risultato? Variabile.

Non si parla solo di separazione o perdono ma anche di rivelazione: il tradimento è quel terremoto che ti fa aprire gli occhi su si te, sul partner, sui tuoi veri sentimenti e su ciò che sta alla base della vostra relazione. Il tradimento mette in luce i sacrifici fatti e ti spinge a chiederti: “Ma a questo punto, tutti questi sacrifici ne valevano davvero la pena?”

Il tradimento è rivelatore: ciò che si cerca fuori dalla coppia è in realtà ciò che la routine si è portata via (o forse che non è mai stato presente): qualcosa di talmente importante da spingere una persona a cercarlo altrove.

Tradire l’altro e/o tradire se stessi?

Il tradito e il peso delle rinunce

Mentre il traditore (o la traditrice) cerca di colmare una mancanza, d’altro canto, la persona tradita si ritrova a fare il punto su se stessa: non sono solo l’amore e la fiducia ad essere stati traditi, ma anche i suoi sogni, i suoi sacrifici, le sue rinunce. Quanti traditi hanno chiuso nel cassetto i propri talenti perché non compatibili col partner, quanti hanno rinunciato ad una parte fondamentale di sé pur di far funzionare la coppia? È così che il tradimento rivela che ognuno ha tradito qualcuno: c’è chi tradisce il partner, e chi tradisce se stesso.

L’amore non ammette mezze misure: una coppia può davvero funzionare se entrambi sono liberi di poter esprimere a pieno il loro essere in mezzo alla coppia, ma se per il quiete vivere si forza la compatibilità di coppia spingendo il partner a rinunciare ad una parte di sé, è lì che si semina la discordia. Ecco perché spesso il tradimento è già presente prima che giunga il terzo incomodo.

“Il vero infedele è colui che ti ama solo con una frazione di sé e ti nega tutto il resto.”
(Fabrizio Caramagna)

Il traditore e il peso della mancanza

Come si diceva in precedenza, ciò che si cerca fuori dalla coppia è spesso ciò che manca. E quelli che hanno già tutto cercano, per assurdo, la mancanza, la perdita.

Questi traditori sono quelli che hanno tutto ciò che una persona potrebbe desiderare ma che avvertono un crudele ed inspiegabile senso di vuoto dentro. È così che sentono la necessità di proiettare questo vuoto interiore all’esterno, perdendo il partner, cercando la sua mancanza. Per loro, il coinvolgimento affettivo con l’amante è di solito superficiale: il loro senso di vuoto perdura sia dentro che fuori dalla coppia, perché ciò che cercano nell’altro in realtà sono loro stessi.

Spesso sono delle persone che hanno rinunciato ai loro talenti, ai loro sogni, per stare nella coppia e malgrado il fatto che la relazione col partner sia “perfetta”, avvertono che qualcosa manca. Si sono persi, dimenticati di sé: prima di tradire la persona amata, hanno tradito loro se stessi e si cercano, cercano ovunque, anche tra le braccia della persona sbagliata, senza trovare la felicità, senza riuscire a colmare il vuoto.

Come comportarsi in caso di tradimento?

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Alcuni psicologi considerano il tradimento come una possibilità di riscatto, non solo per il traditore, ma anche per la coppia stessa: rompendo la routine e aggiungendo un elemento nuovo, la coppia entra in uno stato di crisi dalla quale ha la possibilità di uscirne più forte.

Zygmunt Bauman, sociologo e filosofo polacco diceva in proposito: “È richiesta una volontà molto forte per resistere. Emmanuel Lévinas ha parlato della ‘tentazione della tentazione’. È lo stato dell’ ‘essere tentati’ ciò che in realtà desideriamo, non l’oggetto che la tentazione promette di consegnarci. Desideriamo quello stato, perché è un’apertura nella routine. Nel momento in cui siamo tentati ci sembra di essere liberi: stiamo già guardando oltre la routine, ma non abbiamo ancora ceduto alla tentazione, non abbiamo ancora raggiunto il punto di non ritorno. Un attimo più tardi, se cediamo, la libertà svanisce e viene sostituita da una nuova routine. La tentazione è un’imboscata nella quale tendiamo a cadere gioiosamente e volontariamente.”

È possibile considerare la crisi indotta dal tradimento come un toccasana anche nel caso la coppia decidesse di separarsi: se non ha retto a questa prova, significa che non era abbastanza forte o che le ferite inflitte erano troppo dolorose. Ben venga in questo caso la separazione che permette alla persona tradita di liberarsi da un rapporto che in futuro avrebbe comunque continuato a farla soffrire. Sarà per lei il momento del riscatto personale: riaprire i cassetti per tirare fuori i progetti tenuti al buio fin troppo tempo, tornare a prendersi cura di sé, a valorizzarsi, le farà il più grande bene; sperando che questa grande prova le abbia mostrato che a nulla serve rinunciare a sé per un altro (amare significa accogliere tutto dell’altro, non solo ciò che fa comodo o di cui si ha bisogno).

Per chi tradisce, sarà una seconda possibilità, magari di trovare la persona giusta oppure di fare luce su ciò che sta realmente cercando nella vita.

Sandra “Eshewa” Saporito
Autrice e shamanic storyteller
www.risorsedellanima.it