La parola chiave per me, da un po’ di tempo a questa parte, è essere.
Mi sento priva di energia, motivazione e convinzione e ho bisogno di riorientarmi e rinnovarmi.
A volte mi sento persa.
So di essere bloccata in un continuo andare avanti e indietro tra fare-avere, fare-avere, fare-avere, senza riuscire a realizzare i desideri più profondi della mia anima, di cui è come se non sentissi più la voce.
So di dover smettere di resistere alla corrente per completare il ciclo della creazione, perché quello che faccio è innaturale ed ha il suo prezzo.

Ma ecco quali sono i segnali che ci dicono che è ora di fermarsi e di mollare la presa:
🔹 Hai l’impressione di dover fare tutto da solo, di non poter contare su nessuno, che a nessuno importi veramente di te.
🔹Sei confuso, depresso, disorientato, demotivato.
🔹Non ti piaci, non ti senti sicuro di te.
🔹Non c’è niente che funzioni: perfino il telefono, il pc, l’auto o la lavatrice.
🔹Hai voglia di dormire anche se non sei stanco.
🔹La gente equivoca ciò che dici, pensi che tutti ti vogliano usare o imbrogliare.
🔹Ti senti sopraffatto e privo dello tuo spazio vitale.
🔹Sei testardo e vendicativo, pensi sempre al passato.
🔹Niente ti interessa o diverte.
🔹Ti lasci andare all’abuso delle sostanze che preferisci.
🔹Sei sicuro che la soluzione sia nel pensare e nell’agire di più, meglio o diversamente.

tristezza

Appena si smette di resistere, l’essere si trova in un baleno, mi è già capitato!
Appena ci si permette di non sapere, non pensare e non fare, ci si avvia verso la terza fase del ciclo della creazione. Così facendo si ritorna all’amore e alla saggezza e il rubinetto dell’intuizione si apre di nuovo.
L’essere é ciò che compone il pensiero, l’azione e la forma.
Quando smettiamo di pensare, fare e formare, l’essere torna subito a manifestarsi.
Nessun intervallo spaziale o temporale ci separa da esso. Il viaggio ascendente verso lo spirito è istantaneo e può compiersi ovunque siamo, nell’istante stesso in cui ci pensiamo.
Basta fermarsi e accettare un’apertura. Accettare che l’anima é una zingara che alterna movimento e quiete, cammino e riposo, ma che sempre tende a qualcos’altro, qualcosa che è più in là, un richiamo che viene dal colore della linea dell’orizzonte, dallo spostarsi delle nuvole in cielo, da un improvviso profumo del vento che porta a rimettersi in cammino con le prime luci del giorno. Che lascia sempre tutto per trovare sempre qualcosa di nuovo in una continua scoperta di nuove realtà.
Ma per non interrompere questo meraviglioso viaggio dell’anima é importante seguire le fasi della creazione.

Nella fase dell’essere è il nostro spirito a guidarci, la parte più elevata di noi che non conosce paura, blocchi o ignoranza. La parte di noi che contiene la memoria di ogni evento, in ogni tempo, in cui abbiamo agito con amore, in allineamento con i principi universali caratterizzati da grazia, fortuna, flusso e gioia. E’ qui che riusciamo a vedere una situazione in modo globale ed è qui che nascono i nostri talenti originali.
Nella fase del fare, invece, è la mente a guidarci. La funzione della consapevolezza che fissa, suddivide, sceglie, registra impressioni, fa associazioni, determina significati, mette in pratica, catalizza. La mente è la volontà personale, che combina il pensiero con il desiderio di creare l’azione.
E poi facciamo l’esperienza dell’avere nel corpo. È in questa fase che l’azione produce dei risultati e le idee hanno un esito. Fino a questo punto non c’era niente di concreto, tangibile stabile.

nascita-spirale

Essere-fare-avere. Perché qualcosa si manifesti, la coscienza deve seguire, nell’ordine, queste tre semplici fasi.
La prima fase del processo è caratterizzata dal movimento verso il basso dello spirito-essere nella mente-fare, dall’ispirazione spontanea e impulsiva.
Durante la prima fase del ciclo ci si ritrova pieni di entusiasmo, di intenzioni e di voglia di espandersi. Si è motivati, curiosi e carichi di un’innocenza infantile priva di dubbi.
Nella seconda fase del processo, il passaggio da mente-fare a corpo-avere, l’obiettivo è chiaro. Grazie alla guida dello spirito si passa all’azione. Non si riesce quasi a distinguere se si tratta di lavoro o gioco presi come si è dall’attività, in un processo di causa ed effetto.
In questa fase aumentano la concentrazione e l’attenzione fino al punto in cui si manifestano i risultati fisici.
La mente riceve un’ispirazione, cataloga questa energia come idea e ne riduce la frequenza rappresentandola con i sensi, poi ne abbassa ancora il carico energetico definendola verbalmente e mettendola a fuoco tramite la forza di volontà. A questo punto l’energia scorre verso l’obiettivo. L’azione rallenta ancora il flusso originale usando parte dell’energia. Infine, quando rallenta abbastanza, si rapprende in una forma fisica, e arrivano i risultati.

Per capire meglio alcuni passaggi ci viene in aiuto Francesco Musitelli che dice: “Se ci pensiamo tutto è energia, qualsiasi cosa. La differenza tra un oggetto ed un altro è solo una diversa densità che chiamiamo frequenza o vibrazione. Più c’è densità (materia) più lenta è la vibrazione.
Il ghiaccio vibra più lentamente dell’acqua allo stato liquido, che a sua volta vibra più lentamente del vapore acqueo.
Ghiaccio, acqua liquida e vapore sono tre diverse vibrazioni energetiche della stessa sostanza.
Ugualmente corpo (ghiaccio), mente (acqua liquida) e spirito (vapore) sono tre piani di vibrazione dell’essere, ma l’essere è uno, così come l’acqua è una nei suoi tre differenti stati. Tre in uno.
Per ottenere uno stato denso si deve togliere energia allo stato meno denso, se si toglie energia all’acqua, cioè la si raffredda, si ottiene il ghiaccio.
Il corpo fisico quindi non è altro che l’aspetto denso dello spirito.”

Per “fare vostro” il ciclo della creazione vi propongo di seguito degli esercizi e qualche consiglio.

equilibrio-ciclo-della-creazione

Come attivare la fase 1. del ciclo della creazione: da ispirazione a scelta

🔺Elenca tre nuove idee che ti entusiasmano.
🔺Elenca le tre prime impressioni che hai avuto su una situazione.
🔺Elenca le tre prime impressioni che hai avuto su una persona.
🔺Elenca tre intuizioni che hai seguito oggi.

Per passare dall’essere al fare pratica l’innocenza e l’umiltà. Sii ricettivo e fertile. Lascia che nasca spontaneamente il nuovo impulso o pensiero dall’interno del corpo, fallo salire a poco a poco in superficie finché non si imprimerà nella tua mente. Abbi fiducia nel seme che è stato piantato. Poi, usando i sensi, fai in modo che questa idea acquisisca maggiore concretezza. Non solo, toccala, guardala realizzarsi nella tua immaginazione. Abbi ben chiaro in testa ciò che vuoi. Permetti a te stesso di continuare a ricevere energia dello spirito, fai in modo di assimilarla tutta, diventando bello pieno e succoso come un frutto maturo. Non agire prematuramente. Aspetta il momento cui il frutto cade da solo dall’albero.

Come attivare la fase 2. del ciclo della creazione: da azione a manifestazione

🔺Elenca tre episodi della tua vita in cui hai agito senza esitare.
🔺Elenca tre occasioni in cui sei stato del tutto assorbito da quello che facevi.
🔺Elenca tre risultati che ti hanno stupito.
🔺Elenca tre risultati che desideri particolarmente ottenere.

Per passare dal fare all’avere esercitati ad essere presente e vigile nel tuo corpo. Prendi coscienza del flusso, entra nella corrente dell’azione e fonditi con il moto. Inizia il movimento quando è il movimento stesso ad afferrarti, non dovrebbero essere necessarie né forza né costrizione, sarà l’stinto a dirti dove virare e dove rallentare.
Non precipitarti nel futuro: il processo attuale contiene tutte le informazioni che ti servono per sapere quali risultati aspettarti, e la formula del risultato è già codificato nel flusso. Quando arriva l’esito, osservalo, e vedi che è semplicemente la cristallizzazione di un modello già vissuto. Amalo, apprezzalo, usalo.

Come attivare la fase 3. del ciclo della creazione: da dissoluzione a rigenerazione

🔺Elenca tre momenti in cui ti sei annoiato e ti sei staccato da qualcosa.
🔺Elenca tre modi in cui potresti fare una pausa o aprirti un po’ di più ogni giorno.
🔺Elenca tre modi in cui potresti perdere tempo in modo positivo.
🔺Elenca tre cose che, a tuo avviso, comportano più svantaggi che vantaggi. Potresti rinunciarci e trasformarle in qualcosa di diverso? Cosa potrebbe succedere?

Per passare dall’avere all’essere sii umile. Presta attenzione alla tensione che avverti e non fuggire dalle tue emozioni.
Ricorda che il processo contiene già al suo interno la saggezza necessaria. É come dire che la neve ghiacciata sa di essere stata una nuvola e che ci ritornerà presto senza dover fare nulla.
La funzione rivelatrice della coscienza é ormai vicina, ti conforta e ti guida. Sentiti sollevato, perché ora sai di avere un aiuto, non sei solo. Smussa gli angoli. Abbandonati alla vastità dello spazio. Avverti la presenza del cuore. Nota ciò che è reale. Divertiti.
Pochi giorni fa un caro amico mi ha detto: “Se hai bisogno di perderti perditi…io ti sto accanto con il cuore e ti tengo per mano.” Ho la fortuna di avere lui a parlarmi quando penso di non riuscire a sentire la voce della mia anima, quando, come un fiocco di neve ghiacciata ho bisogno di fare l’esperienza del cadere, di perdermi un po’, prima di tornare nuvola.

Chiara Benini

Bibliografia
“La forza dell’intuizione”, Penney Peirce, Tea Edizioni

“Suono nel vento”, Donatella Ruini, Hermes Edizioni