Ad ogni azione corrisponde un’azione uguale e contraria: lo sanno anche i miei bimbi del nido e spesso quando qualcuno dei più grandi subisce un torto, poco dopo averlo causato, invece di piangere mi guarda e mi chiede: “E’ il karma?!”

“I pensieri costruiscono il carattere. L’uomo diventa ciò che pensa. Crediate in tutta verità a voi stessi. L’uomo è responsabile di ciò che è ed è intrappolato nella rete di ciò che ha pensato e fatto.
Egli non può né cambiare né distruggere il passato, ma finché non si siano manifestati gli effetti delle cause precedenti, egli può modificarle con nuove forze.”

Così Maurice Maeterlinck, premio Nobel, sintetizza la legge del Karma e della rinascita.

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Per la legge del Karma ogni essere umano diviene artefice del proprio destino mediante quattro livelli d’azione: il pensiero, i sentimenti, le parole e il comportamento, rispettivamente espressioni di azioni mentali, affettive, verbali e fisiche.
Tutto nell’universo è energia e informazione, per cui l’energia messa in moto dalla legge del karma è destinata a tornare al punto di partenza come in un cerchio che inevitabilmente si chiude e in cui l’effetto diviene a sua volta causa.
Ogni causa ha il suo effetto e tutti gli organismi le sottostanno: dall’atomo, all’uomo, al cosmo.
Questa legge è un’estensione della “legge di gravità” che superando il campo fisico investe il campo comportamentale.
La legge di gravità, applicata alla fisica, comporta che un oggetto lanciato verso l’alto ritorni verso il basso; la stessa legge, applicata al mondo esoterico, fa sì che ogni nostra azione mentale, affettiva, verbale e fisica, produca condizioni che ritorneranno a noi in modo circolare.
Gli ostacoli che incontriamo nella vita non sono altro che lo specchio di ostacoli interni.
È della massima importanza cercare di comprendere quali sono i nostri blocchi interni piuttosto che disperdere l’energia nel cercare cause esterne a noi.
È indispensabile entrare pienamente nella propria responsabilità affrontando i problemi senza riversare sull’esterno la causa di essi.

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Gli ostacoli interni contrastano l’apertura del cuore, e impediscono d’incontrare il Se’ profondo.
I blocchi, e ogni altro aspetto delle nostre personalità, non possono essere controllati, ostacolati o cancellati, ma possono essere accettati e trasformati attraverso un incontro umile e profondo.
Individuare gli aspetti oscuri della propria anima, consente di svelare il bagaglio karmico proveniente dal passato, per conoscerlo, accoglierlo, comprenderlo e integrarlo.
Questo processo di crescita può essere di grande aiuto, ma è necessario sviluppare cuore, umiltà, saggezza e coscienza dell’anima.
Gli avvenimenti che la vita ci propone rappresentano delle possibilità per compiere una trasformazione personale.
La legge del Karma, infatti, è una legge di apprendimento e di comprensione e non ha alcun significato di punizione o vendetta.
Analizzandoci e imparando a rientrare in contatto con il Sè profondo possiamo trascendere il nostro Karma e cominciare a rimodellare idealmente la nostra vita.
Per far ciò dobbiamo uscire dalla gabbia del Karma guardando gli eventi che la vita ci offre come opportunità per compiere una trasformazione personale.
Come dice Lao Tzu: “Ciò che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla.

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La gabbia che in origine sembrava dorata perché illusione di sicurezza e di fedeltà, ad un certo punto appare stretta, scomoda e asfissiante, e allora ecco l’inizio della ricerca di aria, di spazio, di libertà e di ali.
Inizia la ricerca della chiave giusta per uscire dalla casa del passato, verso un futuro e uno spazio proprio, con la ricerca della consapevolezza di aver portato a termine una tappa del viaggio, e di prepararsi per cominciarne di nuove.
La costrizione diventa l’energia che ci fa muovere con più coraggio verso lo spazio libero e personalizzato.
É importante ridare spazio alla nostra storia perché possa avere più opportunità e rimettere in moto il tempo per aprire nuovi scenari visibili e attraenti.
Un tempo che si é arrestato in qualche fase del ciclo vitale, con soste a volte lunghe, altre lunghissime, altre brevi, per preparare la nascita di una nuova individualità ormai pronta.

La comprensione della legge del Karma serve a liberare l’anima dai risentimenti verso Dio, i nostri genitori, gli altri uomini e noi stessi.
Liberarsi dal risentimento significa aprire il cuore all’amore e al perdono: questa è la vera metamorfosi a cui siamo chiamati.
Lo yoga in questi anni mi ha insegnato a forzare le sbarre della gabbia in cui ero imprigionata attraverso l’amore e il perdono.
Mi ha insegnato ad avere una percezione più chiara di me stessa, a sentirmi all’altezza delle scelte che la vita mi ha portato a fare, ad evitare comportamenti contrari alla mia natura per non deludere le persone che amo, mi ha insegnato a non chiudermi in me stessa o a fuggire, ma a vedere con il cuore.
Perdonando e guardando con amore me stessa e gli altri il mio mondo è cambiato.

Come dice Osho “…ognuno di noi è un mago; ognuno tesse e ricama un mondo magico intorno a sé… e poi ne resta intrappolato. Il ragno stesso è intrappolato nella sua tela. Quando lo comprendi, le cose iniziano a cambiare. A quel punto puoi giocare con la vita: puoi cambiare il tuo inferno in paradiso – si tratta solo di dipingerlo partendo da un’altra prospettiva.”
Un buon modo per cominciare è praticare la meditazione che segue: la Meditazione sui genitori.

Meditazione sui genitori

Concediti il tempo per trovare una posizione comoda, chiudi gli occhi e respira profondamente e in modo rilassato.
Porta tutta la tua attenzione all’area del torace e senti come questa parte si espande durante l’inspirazione e si rilassa con l’espirazione.
Senti le sensazioni all’interno del petto, quando si espande e si rilassa senti l’energia in questo spazio.
Respira in modo rilassato e morbido, non fare nulla, presta solo attenzione alle sensazioni che affiorano.
Consentiti semplicemente di essere senza cercare di cambiare nulla.
Sentire é consentire che affiori qualsiasi cosa, può essere una sensazione spiacevole o piacevole, un sentimento forte o una semplice emozione.
Non cercare in nessun modo di sentire qualcosa.
Il respirare é sufficiente.
Le sensazioni si manifestano se resti semplicemente consapevole.
Qualsiasi cosa succeda, va bene così.

Ora immagina di camminare in una foresta.
Guarda, ci sono alberi, piante, animali e intravedi il cielo stellato.
Da lontano scorgi un fuoco al quale ti avvicini sempre più.
Vedi un cerchio di persone che danzano intorno al fuoco.
Sei ancora troppo lontano e di quelle persone vedi solo le sagome.
Mano a mano che ti avvicini, le riconosci, prima una e poi l’altra.
Sono le persone più importanti della tua vita: genitori, fratelli, amanti, mariti, maestri, amici.
Ognuno di essi é preso dalla sua danza.
Anche tu ti unisci alla danza intorno al fuoco.
Tutti sono presi dal ritmo della musica e si abbandonano a quest’onda di energia.
Ora la musica si attenua e la danza volge al termine
Saluti con un abbraccio tutti quelli che stanno per andare via per la propria strada.
Rimangono solo i tuoi genitori.
C’é tua madre e tuo padre.

Ora immagina di stare davanti a tua madre e di parlarle come non hai mai fatto prima.
Dille tutto ciò che avresti sempre voluto dirle e non hai mai osato.
Le parli di tutte le cose di lei che ti hanno fatto inquietare, tutte le volte che ti sei sentito oppresso e schiacciato da lei, tutte le volte che lei ha deciso al posto tuo o che non ti sei sentito sostenuto nelle tue scelte, tutte le volte che non ti sei sentito nutrito, tutte le volte che non ha rispettato i tuoi ritmi, tutte le volte che ti sei sentito soffocare e non ti sei sentito rispettare come individuo, tutte le volte che ha represso la tua spontaneità.
Confessale tutte le cose che fai fatica a perdonarle.
Ora dille: “Tu sei mia madre. Mamma io sono tuo figlio. Mamma, io voglio la mia indipendenza e la mia libertà. Questo é il momento: non voglio più vivere in un ruolo da bambino, non voglio più sentirmi incapace e bloccato davanti a te, voglio diventare responsabile di me stesso, voglio volare via e prendere in mano la mia vita.”
Non é mai troppo tardi per parlare con lei anche se non c’é più.
Alla fine, dopo averla ringraziata per le sue belle qualità e per tutto quello che ti ha donato, dille: “Ora io mi inginocchio davanti a te e con questo gesto io mi riprendo la vita che mi hai donato.”
Chinarsi é un piccolo movimento che rompe gli argini dell’anima.
Puoi aggiungere: “Tu mi hai dato la vita, devo a te la mia esistenza e per questo ti ringrazio.”
Poi immagina di abbracciarla e senti tutto il calore che ti può donare e tutto l’amore che non è stata capace di esprimere. Per questo senti che in cuor suo ti chiede perdono e ti ama veramente.
Nel grembo materno siamo connessi a nostra madre e la relazione che abbiamo avuto con lei ha determinato la relazione che abbiamo con noi stessi.

Diversamente, la relazione con tuo padre ha determinato la relazione che hai con il mondo esteriore.
Ora immagina di stare davanti a tuo padre e di dirgli tutto quello che non sei mai riuscito a dire.
Parlagli di tutte le volte che ti sei sentito senza la sua guida, la sua protezione, il suo sostegno.
Di tutte le volte che non era presente specialmente nelle fasi di cambiamento.
Di tutte le volte che non ti ha dato la sua attenzione, non ti ha incoraggiato a realizzare, competere e operare.
Raccontagli di quando non ti sei sentito riconosciuto o approvato, di come hai sentito la mancanza del suo amore o solo di piccoli gesti d’affetto.
Non é mai troppo tardi per parlare con lui anche se non c’é più.
Ora ringrazialo per tutte le cose belle che ti ha potuto dare e tutte le qualità che ti ha trasmesso, per tutte le volte che ti é stato vicino e presente.
Ora immagina di inginocchiarti davanti a lui e di dirgli: “Papà, io mi inginocchio davanti a te e con questo gesto io mi riprendo la vita che mi hai donato.”
Poi lo abbracci di un abbraccio caloroso come tra due persone adulte.
Senti che anche lui ti comunica in silenzio il suo grande amore e ti chiede perdono per tutte le volte che non é stato all’altezza delle tue aspettative.

Ruoli e schemi sono abbandonati: ognuno é libero di essere quello che è, le ferite sono sanate.
Ora abbraccia i tuoi genitori, abbracciatevi in una grande, unica danza dove siete tutti uniti, ma allo stesso tempo ognuno balla la sua danza.
Quando il fuoco si spegne ognuno prende la propria strada con la consapevolezza nel cuore di essere uniti, ma indipendenti.

Chiara Benini

Bibliografia

“Emozioni in movimento”, Osvaldo Sponzilli-Enza Carifi, Edizioni Mediterranee
“Il canto della luna”, Vanna Puviani, Armando Editore
“Lavaggio Emozionale Rem”, Osvaldo Sponzilli-Enza Carifi, Edizioni Mediterranee