Prima della nanna con una preghiera affido i miei bimbi del nido ai loro angeli custodi.
Me li immagino mentre li coprono e poi li guidano e li proteggono durante i loro sogni, consapevoli che solo chi sogna impara a volare, proprio come loro.
Da grandi questo spesso ce lo dimentichiamo, e così ci ritroviamo a non sognare più e ad aver paura di volare, ma in questo modo rinunciamo ad essere noi stessi.
E come dice Raffaele Morelli: “la rinuncia a essere se stessi prima o poi si trasforma in disagio, in malattia“.

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Nausea, acidità di stomaco, ulcera, costipazione, diarrea, colite, disturbi renali: sono tutti messaggi del corpo per dirci che quello che stiamo facendo non funziona, che ci stiamo facendo del male in qualche modo, che ci serve un po’ di coraggio per uscire dal territorio paludoso dell’ormai e per volare in quello luminoso del perché no?

Attraverso ai disturbi o alle malattie il nostro corpo ci parla, è importante ascoltarlo e prestare attenzione ai suoi avvertimenti perché quello è il suo modo di proteggerci e di insegnarci a volare proprio come fa un angelo custode.
Per esempio, parlando del terzo chakra, la salute del tratto gastrointestinale, del peso e dell’immagine che abbiamo del nostro corpo dipende dalla capacità di instaurare un rapporto sano con il lavoro e con le responsabilità.
È importante trovare equilibrio tra il tempo che spendiamo preoccupandoci di compiacere gli altri e quello che passiamo prendendoci cura di noi stessi.

Colite

La salute del tratto digerente, del fegato, della cistifellea è associata a schemi di pensiero che hanno a che fare con la paura: con l’ansia che ci attanaglia le viscere, specie nelle situazioni in cui ci sentiamo inadeguati o oppressi.
I disturbi del tratto digerente in generale sono associati alla paura delle novità.
Chi soffre di colon spastico può avere problemi di insicurezza.
La colite è correlata alla paura di lasciar andare.
I disturbi al colon in generale dipendono dal fatto di essere bloccati nel passato.
Gli schemi di pensiero negativi associati e problemi di peso dipendono dal bisogno di protezione.
Le dipendenze sono una risposta alle emozioni che non sappiamo gestire, è un “fuggire da se stessi”.
I problemi di metabolismo relativi ai livelli di zucchero nel sangue sono associati alla responsabilità e ai pesi della vita.
L’ipoglicemia è sintomo di oppressione nei confronti dei fardelli della nostra esistenza, quella sensazione disperata che ci fa esclamare: “Che senso ha tutto questo?”.

Gli organi che compongono l’apparato digerente sono la bocca, l’esofago, lo stomaco, l’intestino tenue, l’intestino crasso o colon, il retto e l’ano.
Le persone che tendono ad avere problemi legati al tratto digestivo generalmente sono focalizzate sull’ottenere sempre di più.

L’eccesso é stimolante, e noi prosperiamo grazie all’adrenalina perché ci fa sentire più grandi di come siamo in realtà. Ecco perché questi soggetti sono sempre in cerca di accessi: lavorano troppo, mangiano e bevono troppo e continuano a farlo fin quasi a restarci secchi. Ammassano potere e ricchezza materiale nel tentativo di riempire il vuoto che hanno nell’anima.
Perciò, malgrado possa sembrare che queste persone abbiano tutto sotto controllo, questa costante bramosia nasce da una scarsa autostima.
Tutti i problemi di digestione nascono della stessa emozione di base: la paura.

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Per esempio, le persone che hanno disturbi di stomaco hanno paura delle novità e credono di non essere in grado di affrontare ciò che la vita pone loro davanti.
Spesso sono dominate dal panico, dall’ansia e dall’incertezza.
Se tutto questo ti suona familiare e vuoi bandire la paura è affrontare le nuove esperienze a testa alta, l’affermazione di guarigione è: “La vita è d’accordo con me. Assimilo il nuovo in ogni momento del giorno. Va tutto bene.

Se soffri di ulcera i pensieri negativi probabilmente hanno a che fare con la paura di non essere abbastanza bravo, e allora in questo caso l’affermazione è: “Amo e approvo me stesso. Sono in pace. Sono calmo. Va tutto bene.”

La colite (infiammazione del colon) é associata a un profondo senso di insicurezza e l’affermazione corretta è: “Amo e approvo me stesso. Sto facendo del mio meglio. Sono meraviglioso. Sono in pace.

Il peso è un riflesso dell’immagine che abbiamo di noi stessi.
Perciò essere in sovrappeso e avere un appetito eccessivo è il risultato di una scarsa autostima e rappresenta il tentativo di sfuggire ai propri sentimenti.
Il grasso in generale é un guscio protettivo creato dalle persone estremamente sensibili per rispondere al bisogno di proteggersi.
Per iniziare a rimuovere questo guscio e a favorire la perdita di peso, l’affermazione da usare é: “Sono in pace con i miei sentimenti. Sono sicuro qui dove mi trovo. Creo la mia stessa sicurezza. Amo e approvo me stesso.

L’anoressia è associata a una profonda paura, all’odio per se stessi. L’affermazione per dare inizio al processo di apprezzamento nei propri confronti è: “É sicuro essere me stesso. Sono meraviglioso proprio così come sono. Scelgo di vivere. Scelgo la gioia e l’autoaccettazione.”

La bulimia consiste nel rimpinzarsi e nel purgarsi a causa dell’odio che si prova verso di sé, della disperazione e del terrore. L’affermazione di guarigione é: “Sono amato, nutrito e sostenuto dalla vita. È sicuro per me essere vivo.”

L’affermazione che trasforma i pensieri e comportamenti negativi legati e problemi generici delle ghiandole surrenali è: “Amo e approvo me stesso. É sicuro prendermi cura di me stesso.

Le malattie del pancreas, compresa la pancreatite (infiammazione del pancreas) e il cancro, spesso nascono da sentimenti di tristezza.
Problemi gravi correlati al livello di zuccheri nel sangue, come il diabete, potrebbero dipendere dalla delusione di non aver raggiunto gli obiettivi che ci si era prefissati, o dalla profonda tristezza che si prova pensando a ciò che sarebbe potuto essere. In questo caso, l’affermazione sarebbe: “Questo momento è pieno di gioia. Ora scelgo di sperimentare la dolcezza che il giorno mi offre.”

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Ascolta i messaggi che il tuo corpo ti invia sul tuo stato fisico ed emotivo.
Individua i fattori di stress che contribuiscono allo squilibrio.
Cambiare gli schemi di pensiero negativo è cruciale per i sentimenti dolorosi e distruttivi.
È un processo, un viaggio che richiede tempo, impegno e pazienza.
Una volta che avrai cambiato gli schemi negativi di pensiero e di comportamento che ti intralciano e avrai imparato a definire la tua identità non in base alla famiglia, al lavoro o a ciò che fai per gli altri, ma in base a ciò che sei veramente, troverai la salute.
È giusto che tu conosca i tuoi punti deboli, ma non devi rimuginarci sopra né fuggirli.
Alimenta la tua autostima e renditi conto di avere dentro di te una bontà innata.
Resisti ai pensieri negativi su ciò che sei usando l’affermazione: “Sono bravo abbastanza. Non devo sovraffaticarmi per dimostrare che valgo.”
Ama te stesso e andrà tutto bene!

Chiara Benini

Bibliografia
“Guarisci Te Stesso”, Louise Hay, Mona Lisa Schulz, My Life Editore.