L’inizio dell’anno e i buoni propositi sono sempre andati insieme a braccetto.
A questo riguardo un’amica mi ha confidato che il suo proposito per il 2016 é quello di trovare la persona giusta per lei, perché é stanca di finire sempre con uomini sbagliati.
Mi ricordo di averle chiesto: “Ma tu ti dai il permesso di sbagliare ogni tanto?”

Sì perché io ho imparato tante cose da quando mi sono data il permesso di sbagliare!
Il sapere di non sapere è il primo passaggio per permetterci di avviare un percorso di vera crescita interiore.
Accorgersi della propria immaturità affettiva e di come tale fragilità possa originare sofferenza a noi stessi e alle persone che ci stanno vicino non è una realtà semplice da accettare, ma è la realtà!
Ed è quando si comincia a fare chiarezza e verità dentro di sé che inizia il processo di guarigione. Il diritto alla felicità si realizza solo se si ha il coraggio dell’umiltà e del mettersi a nudo, dell’accettare di incontrare le nostre parti ferite e mutilate, per poi prendersene cura con amorevolezza, gentilezza e pazienza.

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Darsi il permesso di sbagliare è l’unico modo per imparare tante cose ed è per questo che dovremmo essere grati a tutti coloro che, in qualche modo, ci hanno rigato il volto con lacrime di abbandoni, tradimenti o maltrattamenti; tramite i loro sbagli abbiamo potuto imparare molte cose e incamminarci così sul sentiero dell’apprendimento per arrivare, un centimetro alla volta, a conoscere sempre più in profondità il vero significato della parola AMORE!

L’amore arriva solo quando smettiamo di essere perfetti.
«Vorrei tanto ma lascia stare». L’abominevole paura della gente, l’abominevole capacità di saziare a metà quel che può essere intero.

Io per tanto tempo ho avuto paura, tanta paura, paura di sbagliare, di non riuscirci, paura di non fare il passo giusto nella direzione giusta.
Ma ho capito che l’amore esiste solo quando due mondi si uniscono senza avere la minima idea di come fare a unirsi.
L’errore è cercare quel che non esiste.
Bisogna dimenticare la possibilità di una coppia perfetta per assaporare nella perfezione la coppia possibile, imperfetta.
L’amore esiste solo quando due persone si incontrano in mezzo a due viaggi diversi.

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L’amore é permettersi di fallire. Senza esitare. Permettersi di essere umani, qua e là incoerenti, permettersi di dire la parola sbagliata, la frase sbagliata, perfino il testo sbagliato, agire qua e là senza pensare.
È permettersi di capire, di volere, di crederci.
D’insistere, di lottare, scoprire, imparare, insegnare.
L’amore é permettersi di sbagliare per superare i propri limiti e imparare a correre quando basterebbe camminare, saltare quando basterebbe correre, volare quando basterebbe saltare.

Ma per fare questo serve tanto coraggio, il coraggio di un leone!
La posizione yoga di cui sto per parlarvi é tra le mie preferite ed è una delle prime che insegno ai miei bimbi del nido perché favorisce l’autostima.

Simhasana, la posizione del leone

Il leone è un animale solare; infatti la sua criniera è simile al sole raggiante.
È il re degli animali, simbolo di forza, coraggio e saggezza.
Attraverso la postura, la gestualità e la mimica, mettiamoci in una situazione in cui non pensiamo semplicemente a un leone, ma “diventiamo” noi stessi un leone.
Lasciamo che il “ruggito” salga dal più profondo del nostro essere.

Esecuzione

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Ci sediamo sui talloni, la schiena è eretta e morbida, le braccia distese.
Premiamo saldamente i palmi delle mani sulle ginocchia. Le dita sono aperte a ventaglio e allargate come gli artigli affilati di un grosso felino.
Irrigidiamo le braccia mantenendole ben distese.
Inspiriamo profondamente con il naso, quindi spalanchiamo la bocca, come quando sbadigliamo, e simultaneamente portiamo la lingua con la punta rivolta verso il basso in direzione del mento, gli occhi sono ben aperti e lo sguardo viene diretto alla radice del naso, contraiamo i muscoli della parte anteriore della gola ed espirando lentamente con la bocca emettiamo il suono “ahhhgh” (il ruggito del leone).
Si ripete da quattro a dieci volte.

Benefici

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Quest’asana dal punto di vista fisico rimuove i disturbi della gola, del naso e delle orecchie, mantiene tonico il platisma (muscolo della gola) contrastando gli effetti dell’invecchiamento del collo, é utile per i balbuzienti. Cura l’alito cattivo, la digestione e lo stomaco e pulisce la lingua.
Ma non solo.
Questo ruggito ci libera dalla paura, dalla pressione interna del giudizio, dalle nostre lotte interne nell’assurdo tentativo di correggerci e di tentare di non essere quello che siamo.
É un ruggito che ci libera dall’idea di perfezione e ci insegna ad accettarci con le nostre luci e le nostre ombre, riportandoci ad una condizione rilassata.
Solo quando saremo rilassati e in ascolto, infatti, potremo farci dirigere dalla saggezza della nostra anima istante dopo istante verso la nostra realizzazione.
E il centro da cui prende origine e forma l’autentico scopo della nostra vita è imparare ad amare: l’unica lezione che non ha la campanella finale, che ci invita ogni giorno a scuola dove “sbagliando s’impara“!

Chiara Benini

Bibliografia

Il mio yoga”, Daniela Borgini, EPUB
“Impariamo ad amare”, Pietro Lombardo, Casa Editrice Vitanuova
“Lo Yoga dei cinque elementi“, Kirti Peter Michel, Wolfgang Wellman, Edizioni Mediterranee
“Prometto di sbagliare”, Pedro Chagas Freitas, Garzanti Editore

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