Questo articolo lo dedico alle tante “anime speciali” che mi hanno insegnato e continuano ad insegnarmi quanto meravigliosa sia la vita sempre, comunque e nonostante tutto.

Conoscersi, divenire consapevoli e imparare ad amare, é il viaggio di tutta una vita ed è proprio per questo che non c’è mai fine alla scoperta della nostra meravigliosa unicità, in cui risiedono talenti, carismi e potenzialità da esprimere e da donare.
Come possiamo definire i confini della nostra individualità, se non prendiamo consapevolezza della mappa storica che ci ha generati?

Il nostro passato ha creato, in ognuno di noi, dei solchi intrisi di vissuti relazionali, dove abitano una moltitudine di sensazioni, emozioni, sentimenti e pensieri.

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Il passato può diventare una calamita che ci riporta sempre sulle stesse antiche rotte, dove si smarrisce il vitale pulsare del presente e la vasta creatività del futuro.
Questo è un passato tiranno, che ci obbliga a rimanere sudditi per tutta la vita della ferita dei “non amati” ed imprigionati dal senso della propria inutilità, dai lacci della vergogna tossica, dal senso di disarmante impotenza, o dal soverchiante peso dei sensi di colpa.
Ma possiamo anche considerare il passato come il nostro punto di partenza, la partitura iniziale su cui lavorare per ricavare la nostra melodia e costruire, note facendo, la bellezza di una sinfonia in cui risuona il canto della fratellanza e della solidarietà.

I nostri genitori sono i primi direttori d’orchestra che ci hanno insegnato le iniziali note, a volte un po’ stonate, con cui iniziare a conoscere la musicalità della vita; alcune note non ce le hanno mai trasmesse, poiché loro stessi non le hanno mai potute imparare, per quanto ci abbiano amato ed aiutato ad imbracciare i primi violini, a sederci davanti al pianoforte delle emozioni o all’arpa dei sentimenti, non sono i proprietari dei nostri spartiti, né gli autori delle nostre musiche.

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Le loro parole non sono la storia della nostra vita, ma una parte di essa; le loro affermazioni sul senso e sul significato della vita, anche se da bambini vengono accolte come le tavole dei comandamenti, delle indicazioni categoriche e indiscutibili, sono semplicemente il loro punto di vista, il loro tentativo di trovare un orientamento nel vasto mare dell’esistenza.
Non è detto che la loro bussola sia perfettamente funzionante e che sappia indicare con esattezza le coordinate della gioia.

La “mappa della gioia” è dentro di noi; non è mai un fatto esterno. Si diventa colmi di gioia quando si intraprendono delle azioni atte ad aumentare sempre più il senso della consapevolezza, per indirizzarsi verso le rotte dell’autenticità. La gioia ci spalanca le sue grandi braccia quando sentiamo e intravediamo il nostro scopo della vita, che non è mai scollegato dallo scopo degli altri, ma ad esso intimamente collegato dai lucenti fili dell’amore.

Il dolore è una delle principali leve del cambiamento e dell’evoluzione spirituale.

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Il dolore ha radici nel nostro passato, ma noi non siamo il dolore, né il nostro passato.
La bella notizia è che: non è mai troppo tardi per avere un’infanzia felice!
Non è mai troppo tardi per imparare a volersi bene e a voler bene in modo autentico, fecondo e libero.
Non è mai troppo tardi per liberarsi in volo e per osservare, dà una serena prospettiva, l’agitato mare del nostro passato.                                                                                                                                                                                               Non è mai troppo tardi per raddrizzarsi, rimettersi in piedi, ricucire le lacerate vesti del passato e farne un abito nuovo.
Non è mai troppo tardi per scoprire il respiro della leggerezza interiore, quel senso di sollievo che in una giornata afosa, come una doccia fresca, da totale ristoro ad ogni poro dell’anima.
Non è mai troppo tardi per riaccendere di stelle lucenti gli occhi tristi del bambino interiore, ricurvo sull’ombra della sua antica malinconia.
Non è mai troppo tardi per ritornare a correre, come cavalli leggiadri, nelle praterie della libertà, accarezzati da un vento fresco e bizzarro.
Non è mai troppo tardi per ritornare a sventolare le lenzuola della fantasia, che dopo un periodo di lunga inattività, riprendono a muoversi, danzare, sognare e a scrollarsi di dosso la polvere della monotonia.
Non è mai troppo tardi per ritornare a scherzare tra i selciati del proprio presente, a guardarsi con gli occhi sbarazzini, vivaci e curiosi di giochi bambini.                                                                                                                                     Non è mai troppo tardi per spalancare gli sguardi del presente a nuovi orizzonti infantili, dipinti dei pastelli dello stupore della meraviglia, come “quando i bambini fanno oh…”!

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Ricordiamoci sempre che quello che siamo in questo momento è la scelta migliore che potevamo fare rispetto alle circostanze in cui siamo cresciuti e alle risorse interne ed esterne che abbiamo potuto, di volta in volta utilizzare.
Il comportamento intelligente da attuare é rimboccarsi le maniche e migliorare, trovando gioia e soddisfazione in ogni piccolo passo in avanti, perché “un centimetro alla volta possiamo scalare le pareti dell’inferno e i centimetri sono dappertutto, attorno a noi, in ogni istante della nostra vita“.

Per risolvere vecchi traumi c’è un mudra molto potente che si chiama “Mudra per fare ordine” o “Mudra per la risoluzione dei traumi“.

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Preparazione
Sfregatevi le mani allo stesso modo di come fareste se con della pasta di pizza voleste formare una sfera.

Mudra
Piegate le dita di entrambe le mani e portate le punte sui monti delle dita, che si trovano alle radici delle stesse. Le punte di entrambi i pollici, allo stesso modo delle articolazioni medie delle dita medie, sono unite. In seguito appoggiate le mani sull’addome – tanto a fondo quanto possibile.

Respirazione
Respirate in modo profondo, lento, ritmico e sottile. Le pause successive all’inspirazione e all’ispirazione sono un po’ più lunghe. Seguite la respirazione nel torace e nell’addome.

Effetto
Il mudra per fare ordine efficace per portare alla luce i traumi o semplicemente risolverli. Ha la stessa importanza nei confronti dei ricordi non elaborati di vecchie ferite, che sono nascosti nel subconscio.

Praticate questo mudra per sette giorni, da tre a sette minuti. Durante questi sette giorni fate attenzione a mangiare leggero e bere molto. Tutti noi abbiamo riportato ferite di natura fisica, spirituale, dell’anima che sono immagazzinate nel nostro subconscio. Tali ferite possono rappresentare un ostacolo nella vita quotidiana oppure in determinate circostanze, spingendoci a relazioni inadeguate, liberando ansie, facendoci divenire tristi, o perfino causando nuovi dolori. Molti traumi sono immagazzinati nel nostro subconscio, perché a suo tempo non abbiamo potuto lavorarli, o perché hanno provocato in noi un eccesso di vergogna, di rancore, di senso di colpa e così via.

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Se praticate questo mudra può succedere che aumentino i sogni.
E, anche i sogni possono portare ordine nel subconscio e liberarci.
Se emergono antichi ricordi, oppure divenite coscienti di spiacevoli eventi legati al passato, lasciateli andare immediatamente, lasciate andare tutto qualunque cosa sia successa, la consapevolezza é la medicina più efficace per le vostre ferite.

Questo mudra nasconde anche un piccolo segreto: lasciatevi meravigliare!
Dato che nel subconscio ci sono anche tante belle cose, come ad esempio il vostro potenziale inutilizzato, i vostri talenti, possibilità e creatività nascoste, se aprite un po’ questi ambiti, anch’essi si manifesteranno.
Si può abbinare a questo mudra la seguente affermazione: “Io trovo il nocciolo del bene in ogni situazione nella quale c’é da imparare.”

Un abbraccio a Greta, Fabio, Luca, Anna, Alessia, Laura, Elena, Diego, Daniele e a tutte le “anime speciali” che stanno lavorando su di sé, perché… non é mai troppo tardi per avere un’infanzia felice!

Chiara Benini

Bibliografia
“I nuovi mudra”, Gertrud Hirschi, Edizioni Mediterranee
“Impariamo ad amare”, Pietro Lombardo, Casa Editrice Vitanuova