La notizia bomba dell’ OMS la conoscete tutti ormai: insaccati e carne processata sono state dichiarate sostanze cancerogene per gli esseri umani  (gruppo 1) e la carne rossa è  “probabilmente cancerogena”  (gruppo 2a). [1]
Gli esperti e i giornalisti però fanno a gara per rassicurarci:  “il ragù della nonna” non uccide, “l’arrosto della domenica” non causa il cancro. “Tirate un respiro di sollievo e rimettete la bresaola in tavola“. Anche dai salotti televisi ci tranquillizzano: NON serve eliminarli completamente dalla dieta, anzi! Un paio di volte alla settimana sembra quasi salutare includerli.
Incredibile. Ce l’avessero detto anche per il fumo! “Una sigaretta la domenica non causa il cancro!”

Qualcosa a noi della redazione di Eticamente però non torna: sono cancerogeni ma li dobbiamo dar da mangiare ai nostri bambini?   E perchè mai?  Qualcuno senza interessi economici ce lo spieghi, please.

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Capiamo bene che la parola “moderazione”  non infastidisca nessuno sponsor, e che l’industria della carne ha interessi enormi che non si crei allarme, ma che valore ha la moderazione con un cibo provatamente cancerogeno?

Mentre aspettiamo risposte precise dall’alto, noi mamme e donne della redazione ci siamo quindi fatte tre semplici domande: SE, IN CHE QUANTITA’ e PERCHE’ dovremmo ancora dare insaccati e carni rosse ai nostri figli?  E poi da brave donne segugio abbiamo cercato di rispondere a queste 8 domande:
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1- QUAL E’ LA QUANTITA’ SICURA DI CARNE CANCEROGENA PER I BAMBINI ?

2- LE INDICAZIONI DELL’ OMS VALGONO SOLO PER AMERICA & COMPANY ?

3- LA QUALITA’  ITALIANA  CI PUO’ DIFENDERE?

4) E’  PIU’  PERICOLOSO FUMARE O MANGIARE CARNE?

5) COSA CONTENGONO GLI INSACCATI DI COSI’ NUTRIENTE?

6) CHI NON MANGIA CARNE SI AMMALA MENO?

7)  E’ TUTTO UN COMPLOTTO DEI VEGANI?

8) COSA RENDE BUONO IL PROSCIUTTO ?

 

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1- QUAL E’ LA QUANTITA’ SICURA DI CARNE CANCEROGENA PER I BAMBINI ?

“Bambini!!! A tavola! C’è il vostro piatto preferito: PENNE AL CANCRO!!”

Partiamo dai dati ufficiali dell’OMS:  “Il gruppo di lavoro dello IARC ha concluso che mangiare carne processata CAUSA il cancro del colon-retto. Un associazione è stata anche vista con il cancro allo stomaco e alla prostata, ma l’evidenza scientifica non è conclusiva”. [26]

Noi adulti possiamo fare quello che vogliamo. Anche mangiarci prosciutto a colazione e fumare un pacchetto di sigarette al giorno.
I bambini però vanno protetti.
Quali sono le porzioni di insaccati che mettono al sicuro i nostri figli dal poter sviluppare quello che è il secondo tumore in Italia per le donne e il terzo per gli uomini, un tumore “la cui diagnosi in Italia è in forte crescita in entrambi i sessi”? [2, 7]

Citiamo ancora il documento ufficiale: “Ogni porzione da 50g al giorno di carne processata aumenta il rischio di cancro al colon-retto del 18%” [1]

Questo però vale per gli adulti.
A noi non risulta che l’OMS abbia stabilito un livello di consumo SICURO per i bambini.
50g NON sono quindi “il tetto massimo” quotidiano, come ci tranquillizzano da più parti i rappresentanti dell’industria,  ma quantità che rappresentano già un fattore di rischio evidente.
(E 50g  sono davvero pochissimi. E’ facilissimo eccedere senza rendersene conto).

Per non saper nè leggere, nè scrivere, il Fondo internazionale per la ricerca sul Cancro ha detto di EVITARE (non di “limitare”) queste carni processate.

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Per fortuna invece anche qui tutti ci rincuorano:  “il rischio individuale comunque sale di pochissimo“.
Cosa vuol dire?  Abbiamo cercato di capirlo, ma non è facile.
La percentuale potenziale di contrarre un cancro al colon in Italia è del 5%.
5 persone su 100 svilupperanno questa malattia.
Questo è il nostro fattore di rischio DI BASE nazionale.

Il 18% di un 5% in effetti è pochissimo. Facendo i dovuti calcoli, ci dicono che eccedere nel consumo di insaccati farà aumentare il nostro rischio solo dal 5 al 6%.
Un misero punto percentuale.
Dovremo aspettare i dati ufficiali però per capire che unità di tempo è stata presa in considerazione, perché fa la differenza.
Il rischio personale di base inoltre è diverso per ognuno di noi.  Non siamo tutti uguali. Una persona molto in salute, con buoni geni, poco stress e un ottimo sistema linfatico probabilmente può tollerare anche dosi maggiori di sostanze cancerogene di un’altra, perché parte da un livello di rischio già molto basso, inferiore alla media.
Non tutti i fumatori muoiono di tumore ai polmoni dopo tutto, e anche i vegetariani non sono immuni dai tumori, se partono già debilitati.

Allo stesso modo, una persona più fragile, obesa, stressata, e che oltre alla carne consumi anche uova, formaggi e poca frutta e fibre potrebbe già partire da una percentuale di rischio molto più alta e non saperlo. Tra l’altro, non possiamo sapere quale sia realmente il nostro fattore di rischio personale. Possiamo intuirlo, possiamo crederci in salute,  ma i tumori impiegano anni prima di mostrarsi “in pubblico”.

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Come possiamo sapere di non essere già in questo momento al limite sopportabile di tossine (o che un tumore non stia già crescendo dentro di noi)?
Perché rischiare o far rischiare un bambino? E’ questo che non capiamo…
Quello che invece capiamo bene è che smettere di mangiare insaccati annulla del tutto quel rischio in più, mentre continuare a mangiarne quelle porzioni fa aumentare il rischio individuale in continuazione.

Qual è il livello di sicurezza?
THAT, is the question.

Nel documento con le domande e risposte più frequenti, lo IARC spiega chiaramente che il livello di sicurezza NON si sa se esista o meno: “I dati disponibili non hanno permesso di raggiungere una conclusione per dire SE UN LIVELLO SICURO ESISTA”. [12]
E se non esiste, perché dovremmo dare da mangiare questi cibi ai bambini?
O forse queste indicazioni valgono solo per i bambini americani?

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2- LE INDICAZIONI DELL’ OMS VALGONO SOLO PER AMERICA & COMPANY ?

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Prima le signore.
Le due nazioni con l’incidenza maggiore di tumore al colon-retto per le donne sono l’Australia e la Nuova Zelanda.
Non ci stupisce, dato che in Australia i consumi di carne recentemente hanno superato quelli degli americani (e dove non ci vanno piano neppure con il latte e le uova).
Subito dopo però vengono le donne dell’Europa occidentale.
Solo dietro di noi arrivano le americane.
In ogni caso, ai primi posti al mondo per questo tumore ci sono le nazioni con i consumi maggiori proprio di insaccati e carne rossa, e noi ne facciamo parte.

Quando ci rassicurano che gli italiani siano molto diversi dagli inglesi, dimenticano di dirci che i paesi al mondo con l’incidenza inferiore di questo tumore sono ben lontani dai nostri consumi di insaccati.

Secondo uno studio Aiom il 56% degli italiani mangia carne rossa o insaccati 3-4 volte a settimana.
Secondo Coldiretti ne consumiamo ben 78kg a testa all’anno.
Ne mangeremo meno degli australiani, ma rimangono numeri da capogiro.
Quando pensiamo agli insaccati, tendiamo a ricordare solo la fettina di prosciutto del panino del lunedì, e non vediamo così il ragù sopra gli spaghetti mangiato il martedì, i piselli con la pancetta del mercoledì, la pizza col crudo del giovedì e l’hamburger da McDonald’s la domenica.
E’ facile far salire i kg senza rendersene conto.

I nostri bisnonni non assumevano affatto queste quantità.
E non c’erano i tassi di malattie croniche e di tumori di oggi.
Non vi è nulla di tradizionale nel dare  panini al salame ai nostri bambini.  La carne e gli insaccati erano i cibi dei ricchi.
I dati ISTAT sono chiarissimi a riguardo.
Dopo il boom del dopo guerra, il consumo di carne è aumentato in maniera impressionante in Italia.
Nel 1861 il consumo medio annuale di carne suina era di 3,9kg a persona.
Nel 1970 eravamo schizzati già a quasi 11kg a testa (e nel contempo è crollato il consumo di legumi, frutta secca e di frutta e verdure a foglia verde). [7]

Può essere però  che i salumi e i prosciutti made in Italy ci difendano dal pericolo ?
E’ la qualità della carne a fare la differenza, più che la quantità?

Siamo andate a vedere…

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3- LA QUALITA’  ITALIANA  CI PUO’ DIFENDERE?
COSA CONTIENE LA CARNE DI CANCEROGENO

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Continuiamo a leggere in questi giorni rassicurazioni sul fatto che la qualità italiana della carne è così elevata, e i controlli da noi così intensi, che questi moniti dell’OMS non hanno a che fare con noi.

Secondo vari rappresentanti dell’industria della carne “la carne rossa italiana è simbolo di garanzia. Sono i trattamenti e i metodi di lavorazione e di cottura semmai che possono rendere cancerogeno il prodotto”.
Anche secondo il nostro Ministro della Salute Lorenzin “l’allarmismo è ingiustificato”.[25]

A parte il fatto che la metà della carne consumata in Italia è importata dall’estero, dove è stato detto  che la qualità faccia la differenza?
Abbiamo letto e riletto i documenti offerti dall’ OMS in questi giorni e non c’è traccia di alcuna nozione riguardante la salubrità di certe qualità o tipologie di carne, o di quella prodotta in alcune nazioni rispetto ad altre.

Quello che si teme sia cancerogeno in questo cibo sono alcune sostanze che nulla hanno a che fare con la “qualità” o con il trattamento degli animali e tutto a che fare con il fatto di essere… beh, carne di un animale.

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“Cosa negli insaccati e nella carne rossa fa aumentare il rischio di tumore?”
Ecco la risposta dello IARC a questa domanda specifica:

La carne consiste di multipli componenti, come il ferro eme. Contiene inoltre sostanze chimiche che si sviluppano durante il processo di cottura (per esempio gli idrocarburi aromatici policiclici e le nitrosamine)”.
La cottura della carne produce inoltre amine aromatiche eterocicliche, proseguono.
“Alcune di queste sostanze chimiche sono dei carcinogeni conosciuti o sospetti”. [1, 12]


Anche l’Associazione dei Medici per una medicina responsabile (PCRM) ha spiegato già anni fa la stessa cosa:

Un numero di ipotesi sono state avanzate per spiegare il legame tra consumo di carne e rischio di tumori. Primo, la carne è priva di fibre e di altri nutrienti che hanno un effetto protettivo. La carne contiene grassi saturi, proteine animali e a volte dei composti come le HCA e le PAH che si formano durante il processo di cottura. Inoltre, il contenuto di grassi della carne aumenta la produzione di ormoni, aumentando il rischio di tumori legati a problematiche ormonali, come quelli al seno e alla prostata” [24]

Insomma, niente a che fare con la qualità, con gli ormoni aggiunti, con il trattamento degli animali.
Ma vediamoli uno per uno in dettaglio…

A) IL FERRO EME 

Evidenza epidemiologica e sperimentale supporta l’ipotesi che il ferro eme presente nella carne promuova il cancro al colon-retto”. Questo è il risultato di una recente meta-analisi (praticamente un riassunto di tutti gli studi sull’argomento) che ha osservato i dati di un totale di più di mezzo milione di individui seguiti negli anni e migliaia di casi di tumore. [5]

Più la gente apportava questo ferro con la dieta e più aumentava il rischio di sviluppare questo tumore.
I cibi vegetali contengono un ferro diverso, chiamato “non eme”.
Il ferro non eme, presente nei cibi vegetali, NON è associato a un maggior rischio di tumori o di diabete.
Il nostro prosciutto insomma può essere di qualità e senza ormoni aggiunti quanto vogliamo, ma non si può togliere il ferro eme dalla carne…

B) NITROSAMINE

Una classe di potenti carcinogeni che si trovano anche nelle sigarette.
In effetti è proprio l’agente più cancerogeno delle sigarette.
Queste sostanze si formano per l’aggiunta agli insaccati di nitriti.
Non tutti i produttori di insaccati italiani aggiungono queste sostanze, ma quasi tutti lo fanno per evitare batteri anche mortali come il botulino.
I nitrati, molto simili ai nitriti, sono meno pericolosi ma “in particolari condizioni (calore, batteri, lunga conservazione) possono trasformarsi in nitriti”.
In etichetta i nitriti sono identificati dalle sigle E249 ed E250.
I nitrati dalle sigle E251 ed E252.

Siamo andate a fare un giro al supermercato e ci siamo lette gli ingredienti di 10 marche a caso di prosciutti e salami e niente da fare: contenevano tutte nitriti o nitrati.  Anche negli insaccati biologici ne sono comunque concessi alcuni tipi, come  l’ E 250 e E 252.
Solo in pochissimi insaccati, non confezionati, solitamente non ne hanno.

Il Comitato Scientifico per l’Alimentazione della Commissione Europea ha valutato che “l’assunzione giornaliera accettabile di nitriti  è minuscola: siamo circa sullo 0,07 mg/kg di peso corporeo”.
L’OMS però ha dichiarato che la quantità accettabile è ancora meno: solo 0,01mg/kg.  [13, 28]

Un bambino di 35kg quindi dovrebbe consumarne ben meno di 2mg al giorno, se facciamo bene i conti.
Per legge però scopriamo che in un etto di insaccato possono essere presenti anche 5 mg di nitriti alla vendita. [13]
La legge inoltre “impone  al produttore di riportare in etichetta quale additivi ha usato, ma non la quantità che ha aggiunto”.
No comment.
Alla faccia della qualità italiana.

Insomma, ci chiediamo come mai sia ancora possibile che queste sostanze siano accettabili per legge.
Qualcuno, speriamo, ci risponderà presto.
Finché arrivano altre delucidazioni dall’alto, e per non diventar matte a leggere tutte le etichette nel frattempo, far evitare questi cibi del tutto almeno ai bambini ci sembra la cosa più facile, semplice e ragionevole da fare.
Ed è anche il consiglio che offre il WCRF, il fondo mondiale per la ricerca sul cancro, che consiglia di EVITARE del tutto le carni processate.

Che questi cibi vengano dati ai nostri bambini nelle mense scolastiche (anche più volte a settimana) ma anche in quelle ospedaliere, o nei reparti di oncologia, non ci pare proprio più un rischio accettabile.

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—> FIRMA LA PETIZIONE “VIA GLI ALIMENTI CANCEROGENI DALLE MENSE SCOLASTICHE”

N.B.  Non spaventatevi  se leggerete che anche i cibi vegetali contengono nitriti.
I nitriti di per sé sono ottime sostanze in natura, come spiega il buon Dottor M. Greger con santa pazienza.
Quando però vengono consumati in assenza di cibi vegetali o di fitonutrienti come la vitamina C (che salumi e prosciutti non contengono) ALLORA si trasformano in nitrosamine cancerogene. [8]
Insomma: la natura fa i coperchi e le pentole.
Noi ci mettiamo becco e spariscono i coperchi.

C) PAH – Idrocarburi Policiclici Aromatici   e HCA – Ammine Eterocicliche

Non è chiaro al gruppo di studio di Lione se il tipo di cottura faccia la differenza o meno per lo sviluppo del tumore. Quello che però si sospetta da tempo è che più le temperature si fanno alte, più il rischio aumenta.

PAH e HCA sono nomi terrificanti da pronunciare per intero (e ancora di più da mangiare).
I PAH si sviluppano “nei processi di carbonizzazione del muscolo animale ad alta temperatura, come le cotture alla griglia delle carni o nel pesce affumicato”.

Alcuni di questi composti sono stati ormai identificati come cancerogeni e mutageni. In pratica, grigliare la carne sulla fiamma (tipo barbeque) fa cadere dei grassi sulla fiamma stessa e in questo modo si formano questi PAH. [11]
Anche in questo caso quindi non è la qualità della carne che conta ma come viene cotta e la quantità dei grassi che contiene. E’ vero che al giorno d’oggi si stanno cercando di produrre carni sempre più magre, ma carni ed insaccati restano comunque tra i cibi più grassi che abbiamo in circolazione, insieme ai formaggi.

Pensate. Anche il fumo generato dalla carne che frigge sul barbeque contiene la stessa sostanza, tanto che alcuni studi hanno mostrato possa essere pericoloso da respirare anche per le donne incinte (anche se non consumava la carne). [11b]
Per le Ammine Eterocicliche non serve neppure che la fiamma sia così alta o viva, qui basta anche una normale frittura. [11] Ovviamente la carne bruciacchiata e cotta più a lungo a temperature alte è la peggiore (e che sia rossa o bianca la carne in questo caso non fa differenza: un petto di pollo grigliato ha addirittura più HCA di una bistecca di manzo alla griglia!) [11c]

Abbiamo invece capito che questo problema di cottura non si pone con i cibi a base vegetale.
Come spiega il Dottor Greger: “I burger vegetali, non contenendo muscolo, non contengano ammine eterocicliche anche quando vengono fritti”. [11]
Come rassicura anche il Comitato di Dottori per una Medicina Responsabile (PCRM) “I cibi vegetariani non producono, anche quando sono grigliati, livelli percepibili di HCA”. [11c]

Insomma: se cuociamo troppo la carne rischiamo tumori, se la cuociamo troppo poco ci possiamo beccare l’ e-coli o peggio.
Una bella fetta di polenta grigliata coi funghi, no?
Fa troppo 1800 ?

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D)  PESTICIDI

Si nominano i pesticidi e ci vengono in mente frutta e verdure.
A questo punto:  “Meglio la carne che tutte le verdure e la frutta piene di pesticidi che si mangiano i vegetariani”: giusto?

Anche questa l’abbiamo sentita molto spesso ultimamente. A differenza nostra, che possiamo scegliere frutta e verdura biologica e senza OGM, agli animali vengono dati quasi ovunque mangimi a base di soia OGM e di cibi vegetali pieni di pesticidi.

E mentre i pesticidi di frutta e verdura vengono in gran parte lavati via o eliminati con la buccia, quelli ingeriti dagli animali si accumulano nei loro tessuti grassi per un processo noto come “biomagnificazione”, e poi passano a noi.  Tra l’altro, per arrivare ad avere 1 Kg di carne servono dai 5 ai 15kg di cibi vegetali.
Non ci pare quindi un buon motivo riempirci di carne per evitare i pesticidi ai nostri figli. Anzi. Per evitare più della metà di esposizione ai pesticidi basterebbe proprio non consumare cibi animali (ed evitare quelli ortofrutticoli più trattati, come le mele e gli aranci, e preferirli biologici).

Per finire, in uno studio del 2010 si è proprio visto che i vegani eran significativamente meno inquinati degli onnivori per quanto riguarda una lunga lista di pesticidi e tossine industriali, pur vivendo nello stesso posto e anche a parità di peso ed età. [27]

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E)    PROTEINE

Nel 2013 è uscita una recensione della letteratura dove si è cercato di capire come mai vi fosse una correlazione tra consumo di carne e rischio aumentato di tumore al colon. [7]
Risultato?
Una maggiore fermentazione batterica di proteine non digerite e produzione di metaboliti batterici derivati dagli aminoacidi possono avere effetti sulla rigenerazione dell’epitelio del colon”.

Sappiamo inoltre che stiamo tutti consumando già troppe proteine, non troppo poche.
E’ del 2014 uno studio enorme che ha mostrato come le persone con 4 volte più tumori e diabete siano quelle che assumevano più proteine animali (carne, uova, latticini).  [28]

F) SALumi, SALsicce, SALamine: sono tutte SALate…

Salatura

Che siano biologiche o DOP non fa la differenza: il sale è l’ingrediente che non possono evitare.
Sappiamo bene come il consumo di sale al giorno d’oggi sia eccessivo per quasi tutti. Consumarne tanto è associato a pressione alta, malattie cardiovascolari, problemi ai reni e poi a problemi proprio al colon.

Chi lo dice? Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF).
Nel 2008 il loro pannello di esperti mondiali si è espresso chiaramente a riguardo: “Il consumo di SALE e di cibi salati aumenta probabilmente il rischio di cancro al colon, mentre il consumo di frutta e verdure povere di amido risulta invece protettivo”. [30]

Lo stesso pannello di esperti ha consigliato di non superare i 2g di sodio al giorno (ma si fa presto a superarli con un pò di insaccati – vedi tabella nei punti successivi).

Per arrivare a questa dose massima consigliano di “EVITARE i cibi conservati col sale e salati”, ed “EVITARE le carni processate”.

Anche perchè non c’è solo il colon a rischio: “La più forte evidenza scientifica sui metodi di conservazione dei cibi mostra che quelli conservati con il sale sono una probabile causa
di tumore allo stomaco”. [31]

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Insomma, a noi non risulta che la qualità della carne e la sicurezza dei controlli e la salute degli animali negli allevamenti  possa far cambiare le proteine, il ferro eme e i grassi che contengono, né la loro mancanza di fibre o i contenuti di nitrati e nitrosamine.  E non possiamo smettere di cuocerla, soprattutto noi mamme o le donne incinta.
Perché allora continuano a sottolineare l’importanza della qualità delle “nostre carni”?
Qui non ci pare proprio una questione di qualità, ma di… sostanza.

Una sostanza cancerogena.

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4) MEGLIO FUMARE UN PACCHETTO DI SIGARETTE O FARSI UN PANINO CON LA SALSICCIA?

TABAGISMO

MMMhh… mamma, che buono il panino col salame! E per dessert cosa c’è? Una sigaretta ?”

C’è poco da ridere.
La carne processata è stata inserita nella stessa categoria di rischio di sostanze come il tabacco.
Diversi italiani stanno vedendo come esagerata la nozione che la carne insaccata e in scatola sia cancerogena come il tabacco.  Fanno bene.
L’ OMS infatti non ha detto che il rischio sia uguale.
Sono entrambe sostanze sicuramente cancerogene ed entrambe fanno parte dello stesso gruppo 1 per il quale la certezza è la più alta, “ma questo non significa che siano pericolose allo stesso modo”, ci rincuorano.

Ci dicono di non allarmarci perché non c’è paragone tra le nitrosamine contenute nel tabacco e quelle nella carne.
Le sigarette con filtro hanno 11 volte più nitrosamine della carne processata.
E’ proprio così?   Per noi c’era odore di bruciato.
Siamo andate a controllare anche questo (Miss Marple a noi ci fa un baffo!).

Il Cancer Project in America per esempio ha da anni paragonato visivamente la carne processata alle sigarette, quando parla di rischio per i tumori.  Perchè  fare questo paragone  se il fumo è molto peggio?

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Secondo l’ esperto di alimentazione Dr. Michael Greger, autore del sito “Nutrition Facts”, è vero che le sigarette  hanno 11 volte più nitrosamine della carne processata “ma questo valore è PER KILO”.
Dato che le sigarette hanno meno di 1g di tabacco ognuna e gli hot dogs sono 60 volte più pesanti di una sigaretta, ecco che si è visto che 4 hot dogs ne contengono di più di un pacchetto di 20 sigarette”.

Svelato l’arcano.
Non a caso, il tumore al colon-retto è la prima causa di tumori tra i non fumatori nelle nazioni ricche e che seguono diete ricche di carne e cibi animali. [3]
E comunque, non esiste solo questo tumore.

Su vari giornali inglesi e italiani, con bei grafici a colori,  ci mostrano che il rischio di tumore legato al fumo è molto più alto di quello tra tumore al colon-retto e carne insaccata.
Muoiono molte più persone per tumore ai polmoni“,  scrivono tutti i giornalisti, “che non per tumore al colon“!
Ok. Ci crediamo.
Resta il fatto però che i consumi di insaccati e carne rossa sono  ormai associati scientificamente non solo al tumore al colon ma anche (seppur meno) a quello della prostata, agli infarti, al diabete, all’artrite reumatoide, all’obesità ecc. ecc.
E questo non lo diciamo noi casalinghe di Voghera.
Proprio l’esperto Klurfeld dell’OMS, membro del Pannello dello IARC,  ha detto in questi giorni: “Studi epidemiologici hanno collegato il consumo di carne rossa o processata all’obesità, al diabete di tipo 2, a malattie cardiovascolari e a vari cancri in più organi”.

Insomma:  la carne non è pericolosa solo per il tumore al colon.
Epoi,  non è con la “moderazione” delle sigarette che abbiamo protetto i giovani  dal tumore ai polmoni da adulti.
Non è dando loro una sigarettina o due come premio nel fine settimana, ma  smettendo completamente di dargliele, non facendoci vedere a fumare davanti a loro, evitando di fargli prendere “il vizio”, l’abitudine, la dipendenza.
Perché anche questo ci sarebbe da discutere: quanta dipendenza causano gli insaccati?

Non abbiamo trovato una risposta precisa, ma con tutto il sale che contengono, sospettiamo che non sia poca.
Forse per questo ormai li inseriscono anche negli omogeneizzati?
(Meglio abituare presto il consumatore al gusto dei cibi salati?)
Perché dovremmo rischiare di “dare il vizio” ai bambini, se non hanno bisogno di questi cibi?

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A questo punto, chiarito il quanto (non c’è minimo sicuro), e il se (non c’è qualità che tenga) rimane solo una domanda a cui vogliamo una risposta come mamme: PERCHE’ dovremmo dar da mangiare queste carni ai nostri bambini ?

I benefici sono più dei rischi?

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5- COSA CONTENGONO GLI INSACCATI DI COSI’ PREZIOSO da non potervi rinunciare ?

Gli articoli apparsi in questi giorni ripetono come un mantra che la carne rossa e gli insaccati sono buone fonti di “zinco, proteine e ferro” e che quindi fanno parte di una buona dieta bilanciata.
Da noi il presidente dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica Carmine Pinto  ha fatto notare che “la carne rossa ha un valore nutrizionale”.
Quale?

Dato che anche il WCRF consiglia di EVITARE gli insaccati, vuol dire che è risaputo se ne possa beatamente fare senza.

Andiamo a vedere cosa di buono contiene una piccola porzione di carne, quella considerata come a rischio dall’OMS come consumo al giorno (praticamente due fettine):

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A un primo sguardo non possiamo non notare  siano privi di fibre, privi di vitamina C e che forniscano a noi e ai nostri bambini praticamente zero carboidrati per muoverci, studiare, essere attive.
Sono inoltre pieni di sale, grassi (anche quelli magri, se li paragoniamo ad altri cibi vegetali) e  colesterolo.

Perché mai dovremmo darli da mangiare a un bambino o a chi amiamo?
Eppure anche l’esperto D. Klurfeld del Dipartimento di Agricoltura americano dice che: “La carne ci fornisce proteine, ferro eme, zinco e vitamine del gruppo B, come la B6”. [12]
Siamo allora andate a vedere, per curiosità, quanto zinco, ferro & company contenga realmente la carne e quali cibi li superino abbondantemente.

– ZINCO [19]

100 g di spalla di maiale cotta ne contengono 4 grammi
100g di lenticchie secche: 4 grammi. Siamo a pari.
100g di manzo magro arrosto il doppio: 8 grammi
100g di noccioline americane tostate: 7 grammi
e 100g di semi di sesamo: 10grammi

Capiamo come mai neppure i vegani abbiano problemi con questa vitamina.

– FERRO

Su questo c’è solo una cosa da fare: chiedersi da dove lo prendono i vegetariani dato che non consumano carne a volte dalla nascita, dato che non sono tutti in ospedale a farsi trasfusioni ogni due per tre, mentre l’anemia è una delle carenze più tipiche nel nostro paese (nonostante tutti i consumi di carne… mistero).

Questo video ha risposto a tutte le nostre domande [20].

In pratica: il ferro è presente in tutti i cibi vegetali in abbondanza.
Ne sono ricchissime le verdure a foglia verde e i legumi, ma in generale è così onnipresente da non risultare un problema neppure per i vegani, bambini compresi…
Quello non-eme poi viene assorbito dal corpo “quanto basta”, mentre quello principale della carne  (eme) viene assorbito che al corpo serva o meno.

Non solo, ma abbiamo visto che il ferro eme animale è proprio uno dei componenti sospetti della carne. Perché quindi dovremmo rischiare quando un ferro migliore è ovunque in natura, e senza questi rischi?

– VITAMINA B6

100g di spinaci crudi = 4 g
100g di zucchine = 3 g
1 melone da mezzo chilo = 5g
2 banane = 2g
100g di prosciutto magro = 1g
100 g di carne di manzo magra = 1 g

Problemi zero anche qui.
Passiamo al prossimo…

– VITAMINA B12

Questa non è contenuta in nessun cibo vegetale ma in realtà neppure nei cibi animali. E’ infatti una vitamina sintetizzata dai batteri.
Ormai la vitamina B12 viene aggiunta nei mangimi degli animali di routine (mangimi INTEGRATI), ed è quindi  comunque già un’integrazione in ogni caso per tutti, sia onnivori che vegani.
Chi mangia carne semplicemente non la vede.
Ed  è comunque una vitamina di cui c’è sempre più carenza in tutto il mondo, nonostante tutta la carne consumata.

– PROTEINE e FIBRE

Non c’è ormai alcun dubbio che non solo anche i vegani assumono le proteine necessarie allo sviluppo dei muscoli, ma che anche loro ne stiano assumendo fin troppe!
L’ultimo studio a riguardo ha paragonato 20.000 vegetariani, 5.000 vegani e 30.000 onnivori e di nuovo ha confermato la stessa cosa. [15]
Ci può bastare…

Non abbiamo quindi bisogno di dare ai bambini insaccati o di mangiarli noi per andare a pari con le proteine.
E’ ben risaputo che sia legumi che frutta secca sono ottime fonti proteiche. Le proteine sono contenute in TUTTI i cibi vegetali.

C’è invece un nutriente di cui è carente il 97% degli americani, e immaginiamo una buona percentuale di italiani: le FIBRE. Ne abbiamo bisogno di circa 30g al giorno come minimo. [15]
In media ne assumiamo meno di 20 invece, soprattutto gli uomini.
I bambini di oggi ne mangiano sempre meno, e sono sempre più stitici ed obesi.

Quante fibre contengono gli insaccati?
Zero.
Solo i cibi vegetali ne contengono.
(E i vegani ne assumono tre volte di più in media degli onnivori).

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Ricapitolando: cosa contengono gli insaccati di così prezioso da non potervi rinunciare ?

Nulla diremmo. Assolutamente nulla che non sia contenuto in proporzioni anche maggiori anche in altri alimenti.
E togliendoli dalla nostra tavola ci leviamo anche di torno un sacco di grassi saturi e colesterolo e abbassiamo il rischio di varie malattie che vanno al di là del solo tumore al colon.
(Probabilmente migliorerà anche la nostra stitichezza, ma questo resti tra noi).

La pubblicità però continuerà a convincerci che questi prodotti siano una manna dal cielo e che siano “la carne della casalinga“.   Vogliamo continuare a farci mettere le fette di salame sugli occhi e a nascondere la testa nella sabbia?

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6) I VEGETARIANI e I VEGANI SI AMMALANO MENO DI TUMORE AL COLON, INFARTI e DIABETE?

dieta-vegetariana

Indovina cosa c’è per cena caro! Cancerogeni del gruppo 1, proprio come piace a te!!!”

A sentire molte delle interviste di questi giorni, su vari giornali internazionali, tutti ora sembrano consapevoli “già da anni” che la carne rossa e gli insaccati facessero male: “Si sapeva già da tempo“.  “L’avevo sempre detto io“.
A noi non sembra che fosse poi così scontato fino a ieri.

Lo stesso vale per il fatto che i vegani si ammalino meno di tumore, in media, degli onnivori.
Fra qualche anno tutti diranno “Ma si sapeva”.
Al momento però sembrano mettere in dubbio che i vegani siano poi così protetti.
Dice per esempio un intervistato per la BBC: “Vale la pena notare che c’è poca o nessuna evidenza che i vegetariani inglesi abbiano un rischio più basso di tumore al colon di chi mangia carne”. [6]

Anche in Italia si leggono frasi simili. In pratica: non è stato provato che chi non mangia carne abbia un’incidenza inferiore di questo tumore, quindi potrebbe non essere la carne il colpevole.

Da brave Tommaso, abbiamo deciso di non crederci senza prima averci ficcato il naso. Cosa abbiamo scoperto?

Che in realtà le evidenze ci sono, e anche molto recenti e su gruppi enormi di popolazione umana.
Ecco solo l’ultimo in ordine di tempo che abbiamo scovato:

Maggio 2015 – Pubblicato niente di meno che sulla prestigiosissima JAMA: “Schemi dietetici vegetariani e il rischio di tumori al colon-retto”. [4]
Più di 70.000 uomini e donne del gruppo americano degli Avventisti sono stati seguiti per anni, dividendo la loro dieta tra vegani, vegetariani e onnivori.
Chi si è ammalato di meno di questo tumore?
Le diete vegetariane e vegane sono associate ad una incidenza più bassa di tumori al colon-retto”.
Un rischio inferiore del 15-20% in media.
In particolare per le donne, si è visto che quelle vegetariane avevano l’incidenza minore di tutti i tumori gastro-intestinali, colon compreso (ma anche stomaco, pancreas e fegato). [7]

Nello stesso studio, pochi anni prima, si era già visto che chi consumava più fibre aveva un 40% in meno di rischio di sviluppare questo tumore, e chi non consuma carne e cibi animali aumenta di molto l’apporto di fibre (presenti solo nei cibi vegetali). [7]
Altro studio, altro regalo.
Nell’Università di Harvard hanno scoperto che le persone che mangiavano tutti i giorni carni di manzo, maiale o agnello avevano 3 volte il rischio di tumore al colon rispetto a chi generalmente le evitava. [9,10]

Qual è uno dei principali fattori di rischio per questo tumore? L’obesità.

obesità (1)
E’ risaputo che vegani e vegetariani tendano ad avere in media meno problemi con la bilancia e un BMI migliore.
In Italia purtroppo i nostri bambini sono ormai in cima alle classifiche europee per eccesso ponderale.
Considerando quanti grassi contengono gli insaccati, anche quelli magri, continuiamo a non capire perché dovremmo dargli altro salame e prosciutto…

Quando poi guardiamo gli studi su diabete e malattie cardiovascolari,  di nuovo non ci pare vi sia paragone.
Solo alcuni esempi dei centinaia tratti dal libro “La Salute di Eva” [7]

2012  Meta-analisi di tutti gli studi sul nesso tra salute cardiaca e dieta
I vegetariani (donne e uomini) avevano in media il 30% in meno di mortalità per malattie ischemiche.

2013  – Escono i risultati del monitoraggio di 70.000 americani e canadesi avventisti.
Rischio quasi DIMEZZATO tra gli uomini vegani di morire di problemi cardiaci rispetto agli uomini onnivori.

2013  Studio AHS-2 sul diabete
25.000 donne americane sono state monitorate per anni negli Stati Uniti.
Anche a parità di peso, età, attività fisica ecc.  le donne che seguivano una dieta vegana avevano il rischio più basso di diabete rispetto alle altre donne del gruppo. Questa dieta è stata giudicata come “protettiva”.

Studi clinici recenti hanno inoltre dimostrato che “la dieta vegana povera di grassi ha migliorato maggiormente i valori di glicemia rispetto alla dieta proposta dall’ADA (American Diabetes Association).

Insomma…
Tranquilli! Continuate a tenere la testa nella sabbia e continuate a comprare la nostra carne!”
Così cominciano a suonarci le rassicurazioni  dell’industria dopo i moniti dell’ OMS…

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7) E’ TUTTO UN COMPLOTTO DEI VEGANI?

mucca-uomo

Anche questa si sente spesso in rete in questi giorni.
Fa venire da ridere perché crediamo non vi sia nulla di meno vegano dell’OMS.
I vegani sono solo il 2% della popolazione.
Gli interessi dell’industria della carne coprano il restante 98%.  Non c’è gioco in quanto a potenza nell’influire le decisioni dei governi.

Detto questo, abbiamo comunque deciso di vedere se per caso il gruppo degli esperti e degli osservatori scientifici presenti nel pannello dello IARC non fosse lì in missione pro-vegetariana, mossi da chissà quali torbidi interessi etici.  (Non sia mai che volessero difendere degli animali innocenti: spudorati!)

Quello che abbiamo scoperto ci ha tolto le ultime fette di salame dagli occhi.
E’ stata pubblicata l’intera lista sia degli scienziati e studiosi internazionali che hanno votato la classificazione dell’IARC, sia l’elenco degli OSSERVATORI. [21]

oms-carne-cancerogena-osservatori

Chi sono questi osservatori, ci siamo chieste?
Che ruolo avevano?
Secondo le linee guida dello IARC, hanno il compito e l’opportunità di “parlare in gruppi di plenaria o sessioni di sottogruppi, solitamente dopo aver osservato una discussione dei dati scientifici”. [22]
Beh, non solo non c’era nessun vegano tra loro, ma la maggior parte erano rappresentanti dell’industria della carne americana, lì a mettere fiato caldo sul collo dei ricercatori (sperando si siano limitati a fare quello).
Il primo della lista, Dominik D. Alexander, osservatore per conto dell’Istituto statistico EpidStat, sembra uno dei pochi a non avere niente a che fare con l’industria della carne ma nelle note abbiamo letto questo commento (sì, ci siamo lette anche le note scritte in piccolo per voi!):
Riceve supporto finanziario significativo da BEEFCHECKOFF per ricerca, consulenza, viaggi e impegni pubblici.

L’industria della carne insomma era là, presente.
Immaginiamo che molte voci negative nei mass media di questi giorni possano essere partite proprio da chi ha più interesse economico che la notizia dell’ OMS venga presa poco sul serio.
(E in tanti ci sono cascati in pieno, a giudicare dai molti commenti nei social media di questi giorni).

Non c’era nessun rappresentante dei consumatori, nessun rappresentante dei vegetariani ad osservare e a poter dire la propria (e a correre poi a casa per preparare in tempo la reazione in pubblico e la difesa mediatica).
Eppure neppure questi osservatori, che hanno molta più influenza di ognuna di noi, che rappresentano COLOSSI mondiali, sono riusciti ad evitare che gli studiosi dicessero quella che è ormai una verità innegabile: che la carne processata è cancerogena.
A maggior ragione ci sembra una notizia da prendere ancora più sul serio.

bambina-spaghetti

I rappresentanti dell’industria della carne in Italia hanno ricordato che ci sono 180.000 posti di lavoro nel settore delle carni e carni lavorate e che quindi questa notizia mette a rischio alcuni di loro.

Beh. Dovremmo smettere di dare un cibo cancerogeno ai nostri figli solo perché così non rischi di chiudere il nostro macellaio in fondo alla via di casa?
Ci dispiace, ma non ci pare proprio una buona motivazione.

Come diceva Darwin, chi più è capace di adattamento sopravviverà.
Abbiamo una nazione che è al top per i prodotti vegetali: approfittiamone.
Se diminuirà globalmente il consumo di carne, potremmo esportare più i cibi realmente “italiani”.
Facciamo conoscere al mondo la nostra varietà impressionante di legumi (quante di voi hanno cucinato lupini e cicerchie ultimamente nel Nord Italia?), la nostra varietà di frutti freschi (sapete quanti tipi di pere esistono, che stiamo per perdere?), la nostra varietà di cereali antichi e di ortaggi, per non parlare degli oli, dei funghi, delle erbe aromatiche e delle erbe selvatiche.
Torniamo alla natura…
Torniamo a dettar legge in campo alimentare nel mondo.
Peccato sia finito proprio in questi giorni Expo.
Fosse uscito questo Report anche solo  un paio di mesi prima… chissà come si sarebbe potuto dare più voce alla notizia.
(Coincidenza che sia uscito proprio adesso? Mistero…)

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8) MA IL PROSCIUTTO E’ BUONO !!! OK, MA COSA LO RENDE BUONO?

Arriviamo al punto dolente. Non fingiamo di non pensarlo.
Anche l’industria della carne sa bene che all’uomo medio interessa poco sia della sofferenza degli animali, sia dell’ambiente, e sia anche della propria salute (finchè non gli succede qualcosa ed è troppo tardi).
Quello che spinge la gente a comprare questi prodotti è il PIACERE.

cervello

Qualche anno fa è uscito uno studio pubblicato proprio dal giornale “Scienza della Carne” (Meat Science) dove si diceva ai produttori di stare tranquilli: “Ad influenzare le decisioni dei consumatori ci sono sempre di più motivazioni legate alla salute e al benessere degli animali. Ma la ragione che supera tutte queste considerazioni è la bontà del prodotto” [18]
A questo punto ci siamo quindi chieste, per finire, se sia veramente BUONA la carne processata, o se lo diventi in qualche modo proprio grazie ai trattamenti, o per via di una sensibilità sempre peggiore delle nostre papille gustative.

Ancora una volta scopriamo che è così.
Questi cibi sono pieni zeppi di sale, o non si chiamerebbero SALumi dopotutto.
Senza sale non esisterebbero.
E’ ormai sempre più chiaro cosa faccia il sale nel nostro cervello e sulle nostre papille gustative.
Libri interi sono stati scritti sul potere dei cibi grassi e salati di creare dipendenza.

Più mangiamo cibi salati, più il nostro corpo pare provare assuefazione e vogliamo cibi sempre più salati. Ecco perché a molti bambini non piace il formaggio (altro cibo ricco di sale, dopo gli insaccati) e poi crescendo, piano piano, cominciano ad apprezzarlo sempre di più.

Se davvero la carne di un animale morto da mesi fosse buona, allora la prossima volta che vedremo un animale morto investito per strada, gatto, cane o topo che sia, dovremmo provare una voglia irresistibile di dargli un morso (se abbiamo fame), e trovarlo anche buono.
Non solo invece la visione di un animale morto ci fa schifo, ci fa voltare dall’altra parte, o ci fa provare una gran pena, ma questo cibo potrebbe essere mortale per noi.
Non sarebbe neppure commestibile senza enormi rischi, e di certo non sarebbe “buono”.

Per non parlare di tutti gli aromi che è concesso aggiungere a salumi & company anche nel nostro paese, anche per chi li fa in casa.
Avete mai visto un video che spiega come viene fatto il prosciutto cotto?
Ve ne consigliamo uno. E’ molto illuminante.

https://www.youtube.com/watch?v=iHe4sRx_ysA&spfreload=10

video-prosciutto-cotto

Cosa ci sarà dentro quel sacco con la polvere bianca?
La chiamano “Soluzione essiccante”.
E’ fatta di SALE, ZUCCHERO (zucchero?) e poi “altri ingredienti che costituiscono un segreto industriale”.
E’ questa soluzione, iniettata nella carne con apposite macchine, a dare al prosciutto il suo sapore, dicono nel video…
Altrimenti “la carne saprebbe solo di… maiale arrosto”.

Interessante.

E non pensate che gli aromi valgano solo per salami e prosciutti stranieri! E’ risaputo che anche per i salami fatti in casa sia la norma aggiungere prodotti vegetali profumati come “vino, pepe macinato, peperoncino piccante, aglio, finocchietto & co.” Ecco cosa li rende “saporiti” insomma! [29]

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Insomma, che  la carne insaccata sia buona per natura non ci sembra.
Buona per la salute ormai è chiaro oltre ogni dubbio che non sia e non esiste una “dose sicura” per i bambini.
Buona per l’ambiente nemmeno. E’ uno dei cibi la cui produzione è più impattante sul pianeta.
Buona per gli animali uccisi e le loro madri che li devono mettere al mondo, senza neppure poter star loro vicino, neppure.

(Anche solo vedendo questa foto ci era già passata la fame…)

peta

Per concludere…
SE, QUANTO e PERCHE’
dovremmo consumare ancora insaccati e darli ai nostri figli, ci siamo chieste?
La nostra indagine ci ha portato a concludere che la risposta a queste tre domande sia:
NO, ZERO, PER NESSUN BUON MOTIVO tranne la comodità, il piacere effimero di papille gustative morte e il lavaggio del cervello che non siamo più disposte a farci fare dall’alto…
Né a noi, né a loro.

simmenthal

La carne in scatola e gli insaccati sono sempre stati pubblicizzati come cibo “veloce”, il fast-food che rende libere noi donne, e felici uomini e bambini.
La fretta fa i gattini ciechi ed è una pessima consigliera,  forse anche a tavola.
Questi cibi sono in effetti comodi e veloci da usare per noi donne, però la comodità degli adulti di mettere al volo una fettina di prosciutto o due wurstel nel panino ai nostri bimbi,  non la devono pagare loro da adulti…

Noi della Redazione abbiamo deciso che il gioco non vale la candela, perlomeno non per i nostri figli.
E per fortuna abbiamo capito che non serve dover comprare seitan e tofu.
Il fast-food più veloce di tutti è la frutta, e si possono fare squisiti hamburger anche con le nostre nostrane e protettive lenticchie e una manciata di noci.

Immagine by https://www.facebook.com/ilfornellovegano/
Immagine by www.facebook.com/ilfornellovegano

Forse semplicemente dobbiamo tornare a mangiare come facevano le nostre trisnonne.

Se anche voi volete imparare a cucinare senza la carne da oggi, e dare alternative più sane ai vostri figli,  ecco alcune pagine Internet  che vi consigliamo caldamente di visitare:

1. VEGAN IN ITALY
http://www.vegan-in-italy.net/#!migliori-ricette-vegane/ch8j

Una selezione DOC delle migliori ricette italiane delle più famose  food-blogger vegane, con idee di menù stagionali, liste della spesa e consigli utili.

2. SSNV
http://www.scienzavegetariana.it/

Il sito ufficiale della società scientifica di nutrizione vegetariana.
Articoli chiari e affidabili per mamme, esperti, medici e nutrizionisti

3. GENITORI VEG   –    Gruppo Facebook di genitori vegetariani (con la presenza di una nutrizionista vegana):
https://www.facebook.com/groups/genitoriveg/?fref=ts

E per capire come creare un menù vegetariano bilanciato, potete seguire la guida di VegPyramid:
http://www.vegpyramid.info/menu.php

 

Buon appetito… e ben alta la testa fuori dalla sabbia 🙂

 

Redazione Eticamente 

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Fonti principali:

1. Comunicato stampa ufficiale dell’ AIRC e OMS:
http://www.iarc.fr/en/media-centre/pr/2015/pdfs/pr240_E.pdf

2. http://www.tumori.net/it3/rapporti%20sedi/Colonretto.pdf

3. http://cancerpreventionresearch.aacrjournals.org/content/4/2/177.full

4. Orlich MJ et al. “Vegetarian dietary patterns and the risk of colorectal cancers”. JAMA Intern Med. 2015 May;175(5):767-76. www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25751512

5. http://cancerpreventionresearch.aacrjournals.org/content/4/2/177.full

6. http://www.bbc.com/news/uk-34637278

7. La Salute di Eva – di Aida Vittoria Eltanin (Ed. Cosmopolis – 2014)

8. http://nutritionfacts.org/video/are-nitrates-pollutants-or-nutrients/

9. Giovannucci E, Rimm EB, Stampfer MJ, Colditz GA, Ascherio A, Willett WC. Intake of fat, meat, and fiber in relation to risk of colon cancer in men. Cancer Res. 1994;54(9):2390-2397.

10. Willett WC, Stampfer MJ, Colditz GA, Rosner BA, Speizer FE. Relation of meat, fat, and fiber intake to the risk of colon cancer in a prospective study among women. N Engl J Med. 1990;323:1664-1672.

11. PCRM – Meat consumption and cancer risk http://www.pcrm.org/health/cancer-resources/diet-cancer/facts/meat-consumption-and-cancer-risk

11 b. Video del Dr. M. Greger: Meat fumes Dietary secondhand Smoke
(http://nutritionfacts.org/video/meat-fumes-dietary-secondhand-smoke)

11c. http://www.pcrm.org/health/reports/the-five-worst-foods-to-grill

12. http://www.iarc.fr/en/media-centre/iarcnews/pdf/Monographs-Q&A_Vol114.pdf

13. http://www.albanesi.it/alimentazione/nitriti.htm

14. http://nutritionfacts.org/video/prevention-is-better-than-cured-meat/

15. http://nutritionfacts.org/2015/09/29/where-do-you-get-your-fiber/

16. http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/prosciuttocrudo-Parma.htm

17. http://www.my-personaltrainer.it/tabelle-nutrizionali/salame-cacciatore.htm

18. http://nutritionfacts.org/video/when-nitrites-go-bad/

19. http://nutritiondata.self.com/

20. http://www.scienzavegetariana.it/medici/domande/faq/ferrozinco.html e video Dottoressa Baroni: https://www.youtube.com/watch?v=Uwu3nJDqDH0&spfreload=10

21. http://monographs.iarc.fr/ENG/Meetings/vol114-participants.pdf

22. http://monographs.iarc.fr/ENG/Meetings/ObsGuide0111.php

23. https://www.youtube.com/watch?v=iHe4sRx_ysA

24. http://www.pcrm.org/health/cancer-resources/diet-cancer/facts/meat-consumption-and-cancer-risk

25. http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/carne_conserfanti_oms/notizie/1648847.shtml

26. http://www.who.int/features/qa/cancer-red-meat/en/

27. H. Arguin et al. Tremblay. Impact of adopting a vegan diet or an olestra supplementation on plasma organochlorine concentrations: results from two pilot studies. Br J Nutr., 103(10):1433-41, 2010.

28. http://www.theguardian.com/science/2014/mar/04/animal-protein-diets-smoking-meat-eggs-dairy

29. http://www.lucianopignataro.it/a/come-si-fanno-i-salumi-salsiccia-cotechino-salame/21233/

30. WCRF Second Expert Report 2008 http://www.wcrf.org/int/research-we-fund/continuous-update-project-cup/second-expert-report

31.  http://www.wcrf.org/sites/default/files/english.pdf