Siete persone intraprendenti e costruttive? State progettando di costruire grandi cose nella vostra vita? Volete andare incontro alla felicità nel modo più pieno possibile? Preparatevi allora a conoscere quelli che molto probabilmente saranno i vostri più fedeli compagni di viaggio, che non vi abbandoneranno mai e che saranno lì ad esultare con voi ad ogni vostra vittoria: i vostri sensi di colpa.

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Sarà bene che voi facciate la loro conoscenza nel modo più completo possibile, poiché trascorrerete tanto tempo e momenti felici insieme a loro. In realtà, esiste anche un’altra possibilità: potrete scegliere, in parte inconsapevolmente, degli ottimi fallimenti, perché il fallimento alla fin fine può essere un modo per sentirsi meglio, per non doversi confrontare con le facce scure delle altre persone e, anzi, per avere moltissimi amici intorno a voi pronti a consolarvi e a dirvi che andrà meglio, e che siete stati solo sfortunati.

Scherzi a parte, i sensi di colpa vanno conosciuti e riconosciuti al fine di dare un volto e un nome a ciò che ci si porta dentro, che può equivalere ad avere con sé una bomba ad orologeria, pronta ad esplodere appena si fa il tentativo di avvicinarsi a quella che comunemente è chiamata “felicità”. Può essere molto utile instaurare un dialogo con loro e, come con dei vecchi amici al bar, starli ad ascoltare per capirli profondamente, fino ad arrivare alle radici dell’anima.

La colpa è il demone del secondo chakra, perché inibisce il libero scorrere del movimento, soprattutto privandolo del piacere. Se mi sento in colpa per quello che sto facendo, non ne gioisco pienamente. Non posso farne pienamente esperienza perché una parte di me è congelata, limitando e cercando di controllare quello che sto facendo. Man mano che il secondo chakra si apre alla natura duale della realtà, subito la colpa lo segue da vicino e polarizza la dualità. Ci divide in luce contro ombra, in bene contro male. Un giorno ci sentiamo meravigliosi e il giorno dopo orribili e tutto per qualcosa che abbiamo fatto.

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Il comportamento impeccabile però impedisce il naturale scorrere dell’energia, che sale dai chakra inferiori e tende a polarizzare mente e corpo. Senza la molteplicità dell’arcobaleno ci troviamo infatti bloccati in scelte in bianco e nero. Quando non viene distorto, il senso di colpa ci avverte dove sono i limiti e dove abbiamo bisogno di cambiamenti. NeI suo posto appropriato di retroazione, la colpa non è un demone ma una guida. Solo quando la colpa diventa eccessiva, abituale, interiorizzata e tossica, domina il libero scorrere del movimento e la piena esperienza sensibile della vita che è così necessaria al secondo chakra.

La colpa è maestra quando ci guida, ma un demonio quando ci lega.

Quando entriamo nel secondo chakra incontriamo il regno acquoreo delle emozioni. Mentre nel primo chakra abbiamo lavorato per il radicamento e la stabilità, ora coltiviamo le emozioni e il movimento. Il nostro elemento associato è passato dalla terra all’acqua, da solido a liquido.

Se pensiamo al corpo come un vaso per l’anima e lo spirito, allora l’elemento terra, nel primo chakra, offre sostegno e contenimento per l’essenza fluida del secondo chakra, proprio come un vaso che contenga dell’acqua.

Il compito del secondo chakra è di costruire un vaso capace di essere riempito, di contenere e di svuotarsi. Se nel primo chakra sviluppiamo radicamento, stabilità, attenzione e immobilità, ora la sfida del nostro secondo chakra è proprio l’opposto: lasciarsi andare, scorrere, muoversi, percepire e cedere. Biologicamente siamo programmati per muoverci verso il piacere e lontano dal dolore. Il dolore ci fa contrarre, ritirare o chiudere, mentre il piacere ci invita ad aprirci, espanderci e a metterci sulla lunghezza d’onda dei nostri sensi. Se lo scopo generale del secondo chakra è quello di stimolare il movimento, il piacere è il modo più invitante per ottenere questo scopo. Quando ci lasciamo andare scorriamo liberamente, sperimentiamo una maggiore quantità di energia vitale all’interno di noi stessi. Noi sistemiamo l’esperienza attraverso il campo delle emozioni. Quando il piacere viene negato perdiamo il diritto ad esso, ci sentiamo in colpa per la sua mancanza, ci vergogniamo di possederlo.

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Come dice Osho: “Smettila di sentirti in colpa! Sentirsi in colpa è come vivere all’inferno. Non sentirti colpevole, e avrai la freschezza delle gocce di rugiada al primo sole del mattino, avrai la bellezza dei petali del fiore di loto nel lago, avrai lo splendore delle stelle nella notte. Quando il senso di colpa svanisce, avrai una vita completamente diversa, radiosa e colma di luce. I piedi inizieranno a danzare e il cuore canterà mille canzoni”.

E un modo per cominciare potrebbe essere praticare al bisogno la respirazione che segue.

LA RESPIRAZIONE QUADRATA PER LAVARE VIA I SENSI DI COLPA

a) Respira con la respirazione quadrata:
– Inspira dal naso riempiendo prima la pancia e poi il petto.
– Fai una piccola apnea a polmoni pieni.
– Espira dal naso svuotando petto e pancia.
– Fai una piccola apnea a polmoni vuoti.
– I quattro atti respiratori: ispirazione, apnea a polmoni pieni, espirazione, apnea a polmoni vuoti, devono avere la stessa durata. Ricorda che le apnee devono essere “piacevoli”, devi “starci bene dentro”, non forzare.
Cerca di tenere un ritmo respiratorio tale da non provare alcun senso di fatica.e tara la durata delle fasi respiratorie su quella che ti viene meno facile.

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b) Continuando ininterrottamente la respirazione quadrata,
– porta l’attenzione al secondo chakra, Svadhisthana. Questo centro si trova nell’area degli organi genitali e il suo colore è l’arancione.
– Visualizza una luce color arancione nella zona dei tuoi organi genitali e respira attraverso questa zona del corpo come se l’aria entrasse e uscisse attraverso la luce arancione, perforando il secondo chakra.
– Ad ogni inspirazione senti che, come se si aprisse un rubinetto, una cascata d’acqua invade il tuo essere e ad ogni espirazione senti l’acqua defluire dal tuo essere per ritornare al cosmo.

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c) Medita sulla tua unione con l’acqua.
Medita sullo spirito libero, selvaggio e puro dell’acqua, elemento del secondo chakra.
Lo stesso bisogno di libertà e di purezza che è proprio dell’acqua è presente nel tuo chakra pelvico, il centro della tua energia sessuale. Nel secondo chakra la censura, la condanna, la repressione della mente è molto pesante: il secondo chakra ha bisogno di lavar via da sè i sensi di colpa, ha bisogno di sentirsi puro, libero, vitale. L’elemento acqua in tutta la natura ha bisogno di essere purificato, liberato, rivitalizzato. L’acqua è uno degli elementi che ti compongono: tu sei fatto d’acqua, non puoi guarire te stesso senza guarire l’acqua e tutti gli spiriti della natura che vi appartengono.

d) Senti che, attraverso la tua respirazione e la tua disposizione interiore, stai purificando e liberando l’elemento acqua in te e nella natura.

Medita per circa tre-cinque minuti consecutivi.

Chiara Benini

Bibliografia

“Il libro dei chakra”, Anodea Judith, Neri Pozza Editore
“Iniziazione allo yoga sciamanico”, Selene Calloni, Edizioni Mediterranee
“Liberarsi dai sensi di colpa”, Luca Saita, FrancoAngeli Editore