Il discorso sul biologico o non biologico è molto dibattuto, fa bene a noi e all’ambiente, ma molto spesso non alle nostre tasche, quindi è meglio capire quali cibi devono essere biologici, o meglio che lo siano.

Stabilito che il cibo biologico proviene da filiere agricole che hanno più rispetto dell’ambiente  e che eliminano/riducono l’utilizzo di pesticidi chimici (i cibi biologici non possono essere trattati con fanghi di depurazione, bioingegneria o radiazioni ionizzanti), bisogna anche tener presente che, specialmente quando si tratta di cibo fresco, dire biologico e non dire “produzione locale” o “chilometraggio zero” è un controsenso.

quali cibi devono essere biologici

Molti dei cibi che troviamo etichettati o venduti come biologici ad uno sguardo più attento risultano poi provenire dall’estero, a volte anche da molto lontano, non perché in Italia non ci sia una produzione sufficiente, ma per logiche di mercato che esulano dalla qualità e si dirigono solo verso il business e le dinamiche dell’economia globale. Dunque prima di tutto bisogna avere un occhio di riguardo per la provenienza e capire se la lunga strada che ha percorso ha un senso per la specialità del prodotto oppure no. Ad esempio per le mele, se le mangiamo di stagione  e durante la stagione è meglio preferire la produzione locale.

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Fatta questa premessa, è anche necessario capire quali cibi valga davvero la pena che siano biologici e quali no.

Ecco quali cibi devono essere biologici:

Pesche – meglio bio perché assorbono molto i residui degli antiparassitari

Mele – è meglio mangiarle con la buccia per salvaguardarne tutte le proprietà e quindi sono preferibili quelle bio

Pere –  sono solitamente molto trattate e quindi meglio quelle biologiche

Uva – molto trattata e quindi meglio quella biologica

Spinaci e lattuga – essendo facile preda dei parassiti contengono livelli molto elevati di pesticidi, quindi meglio biologiche o coltivate in casa

Patate e carote – assolutamente biologiche, crescendo sotto terra raggiungono tassi altissimi di residui e sono tra le colture per cui vengono usati più diserbanti e pesticidi

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Poi ci sono il latte e la carne che fanno discorso a sé. Per quanto riguarda strettamente l’impatto ambientale sarebbe meglio non consumarli, ma nel caso in cui si decida comunque di integrarli nella propria dieta allora sarà preferibile acquistare latte e carne biologici. Il latte non bio, infatti spesso contiene livelli elevati dell’ormone della crescita e la carne ha un alto contenuto di ormoni e antibiotici che sono somministrati agli animali d’allevamento. Gli animali allevati nel rispetto della certificazione biologica hanno solitamente condizioni di vita migliori che garantiscono anche una migior qualità del prodotto, ma è sempre meglio favorire altri tipi di alimenti.

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