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8 Marzo: un giorno da festeggiare o solo da commemorare?

Di Giordana - 7 Marzo 2014

L’8 marzo è la festa delle donne, cene tra amiche, spogliarelli, tristi e vuote imitazioni dei già tristi addii al celibato degli uomini, ma spesso poca memoria, poco tempo speso per la commemorazione, dedicato al ricordo di tutte quelle donne maltrattate, abusate, uccise in passato e ancora adesso.

La Giornata Internazionale della Donna nacque negli Stati Uniti il 28 febbraio del 1909. Fu istituita dal Partito Socialista americano che organizzò una grande manifestazione in favore del diritto delle donne al voto.

“Tra il novembre 1908 e il febbraio 1909 migliaia di operaie di New York scioperarono per giorni e giorni per chiedere un aumento del salario e un miglioramento delle condizioni di lavoro. Nel 1910 l’VIII Congresso dell’Internazionale socialista propose per la prima volta di istituire una giornata dedicata alle donne. Il 25 marzo del 1911 nella fabbrica Triangle di New York si sviluppò un incendio e 146 lavoratori (per lo più donne immigrate) persero la vita. ” [Fonte Wikypedia].

Questa sovrapposizione di elementi probabilmente ha fatto si che si venisse a creare la leggenda diffusissima, dell’incendio nella fabbrica “Cotton” da dove si narrava che derivasse la festa della donna.

L’8 Marzo non può, non deve essere una giornata per dimenticare, ma deve essere una ragione in più per ricordare che dobbiamo essere fedeli a noi stesse, che niente e nessuno può impedirci di essere libere nel pensiero e nelle azioni e per ricordare che anche se in questo contesto storico, in occidente, le cose sono cambiate, almeno in parte, ci sono parti del mondo in cui la libertà di pensiero è ancora un lusso, una giornata per essere più attente a non cadere nei giochi di potere di una società che ci chiede di essere uguali agli uomini per essere rispettate, perché la libertà e la vera emancipazione non consistono nell’uguaglianza fondata sull’annullamento delle differenze di genere, ma in una libertà reale e profonda che consiste proprio nel rispetto totale della differenza, di genere e non.

[photo by: inventati.com]





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