L’incubo sembra volgere al termine, almeno per gli abitanti dell’Isola del Giglio e per tutti i turisti frenati nell’arrivo sull’isola proprio per la vista della Costa Concordia e del disastro compiuto quella maledetta notte.
Dopo le operazioni di svuotamento dei serbatoi e i primi piani per la rimozione del relitto che dovrebbero iniziare a Maggio, ecco le cominciano le attività operative di ”caretaking”, ovvero la pulizia del fondale da tutti i materiali e gli oggetti che sono usciti dalla Nave. A rendere nota la notizia è la struttura commissariale della Protezione civile che ha sottolineato il fatto che le condizioni meteo e marine favorevoli hanno agevolato l’inizio delle operazioni. Intanto, i tecnici delle società Smit Salvage e Neri hanno già prelevato alcuni materiali che saranno trasportati al porto di Talamone e, in seguito al sito di stoccaggio temporaneo.
L’incubo per l’ambiente è finito? Ancora no visto che in mare c’è ancora di tutto di più da liquidi vari a sedie, a oggetti vari e strumentazioni, ma almeno non corriamo più il rischio di un disastro vero e proprio causato dal riversamento in mare del petrolio presente nei sebatori della nave Costa Concordia.
Gli abitanti dell’Isola del Giglio, ancora schiavi di quel relitto, possono finalmente tirare il primo respiro di sollievo visto che si sono tecnicamente concluse le operazioni di «defueling» dalla Costa Concordia.Nonostante i giorni, almeno dieci, in cui le condizioni meteo non hanno permesso di andare avanti con i lavori, 20 mezzi marini e un team di circa 100 persone hanno portato a termine le attività  all’interno delle cinque settimane previste inizialmente.
Il meteo è benevolo e questo potrebbe aiutare a risolvere velocemente la situazione all’Isola del Giglio.
Sperando che non sia troppo tardi, non tanto per il carburante quanto per tutti gli altri materiali a bordo della nave, sembra proprio che le operazioni di prelievo del carburante della Costa Concordia potrebbe concludersi prima del previsto e al massimo in tre settimane lavorative.
A rendere nota la notizia è la stessa Costa Crociere che in una nota ha fatto sapere: “La struttura del Commissario delegato per l’emergenza per il naufragio della Concordia e Costa Crociere informano che le operazioni di prelievo del carburante dalla Costa Concordia proseguono ininterrottamente dalle ore 17 del 12 febbraio 2012, secondo il piano definito dai tecnici di Neri/Smit Salvage”.
Stiamo camminando su un filo e questo ormai abbiamo imparato a saperlo. A preoccupare gli abitanti dell’Isola del Giglio e dell’intero Mediterraneo non è solo il carburante particolarmente pericoloso presente in mare e che addirittura in Antartico è vietato, ma anche tutto il materiale a bordo.
Questa vola è proprio Greenpeace a lanciare l’allarme con tanto di pubblicazione di un inventario delle sostanze e dei materiali ancora presenti a bordo della Concordia. L’inventario aggiunge cose molto importanti a quello fornito da Costa Crociere e in particolar modo allunga la lista con una serie di tendaggi, tavoli, tappeti ed elettrodomestici che contengono additivi chimici molto pericolosi.
Emergenza neve anche all’Isola del Giglio dove, dopo 20 anni, arriva la neve anche lungo il litorale e questo ferma, ancora una volta, i lavori sulla Nave della Costa Concordia.
Le operazioni preliminari riguardante l’estrazione del carburante dal relitto della Costa Concordia sono state rimandate e anche i collegamenti con l’isola sono stati sospesi.  Questo mette sempre più a rischio la situazione ambientale e l’ecosistema attorno alla nave che, non solo per via del carburante, è sempre più a rischio. Se il maltempo e il mare grosso continueranno a ostacolare le operazioni di recupero del carburante, ai detriti e alle altre sostanze inquinanti che si sono riversate già in mare, potrebbe aggiungersi anche il petrolio che mettere ko il nostro mare e non solo intorno all’isola.
Sarebbe dovuta essere solo una presentazione ma in realtà si potrà unire l’utile al dilettevole in questo caso. Sto parlando della presentazione del famoso robot Hydronet che, dopo tre anni di sperimentazione da parte di un consorzio europeo, potrà essere operativo entrando in azione proprio al Giglio.
Dopo oltre una settimana dal terribile incidente, ecco che la costa Concordia, il gigante del mare spiaggiato all’Isola del Giglio, è stato messo in sicurezza. Prendono il via, così, le operazioni di svuotamento dei serbatoi che, secondo quanto annunciato dalle autorità competenti, non interferirà con le operazioni di ricerca dei superstiti.
Mentre il numero delle vittime torna a salire, dopo il ritrovamento di due corpi anche ieri, la tragedia potrebbe risparmiarci una catastrofe ambientale. I cittadini dell’isola e dell’intero bacino del Mediterraneo hanno tenuto il fiato sospeso in questi giorni ma finalmente, dopo l’annuncio della messa in sicurezza di ieri, oggi inizieranno le operazioni per lo svuotamento dei serbatoi della Costa Concordia.
L’incidente è avvenuto venerdì sera: la nave da crociera Costa si è incagliata davanti all’Isola del Giglio. Purtroppo ci sono stati morti e feriti e tuttora ancora dispersi.
Ma ad aggiungersi a questa tragedia c’è anche un altro fattore: cresce di ora in ora la preoccupazione per un possibile disastro ambientale!
Il carburante della nave, infatti, rischia di fuoriuscire e di provocare danni enormi:  parliamo di ben 2400 tonnellate di gasolio! Il rischio è purtroppo abbastanza elevato poichè la nave si è inclinata da un lato in seguito all’incidente.
Uno dei posti più belli d’ Italia per le immersioni sta per diventare una discarica?
A quanto pare sì visto che Greenpeace ha rilevato che le condizioni dei fondali di Cala Cupa presso l’ Isola del Giglio sono davvero sull’ orlo di un tracollo. Dopo aver scandagliato il fondale, l’ Associazione lancia il suo allarme visto che sono state avvistate più di duecento bottiglie di plastica insieme a scarpe, lattine e altri oggetti tra cui una lavatrice e uno stereo.