Altromercato presenta la sua nuova collezione di abbigliamento per la stagione autunnale ed invernale 2011.
I prodotti sono molteplici: dall’abbigliamento vero e proprio come maglie, pantaloni e gonne all’oggettistica come borse e gioielli ma si possono trovare anche scarpe. Ed è vero che c’è molta scelta per l’universo femminile ma anche l’uomo può trovare alcuni capi adatti a lui come felpe e le sneakers unisex.
Sono prodotti davvero di alta qualità e la loro particolarità sta nel fatto che ogni fase della loro lavorazione (quindi dalla raccolta della materia prima fino al prodotto finito) avviene nel totale rispetto dei diritti dei lavoratori: una sicurezza difficile da trovare nei marchi di abbigliamento usuali!
Greenpeace ha lanciato la campagna Detox per protestare contro il rilascio di sostanze tossiche nei fiumi cinesi durante tutta la filiera produttiva delle grandi marche d’abbigliamento.
L’associazione ha presentato due rapporti di denuncia e organizzato una sfilata di protesta a cui hanno partecipato in migliaia: e ciò è servito per raggiungere dei risultati fondamentali.
Dal sito si Greenpeace si legge infatti che “I tre maggiori brand dell’abbigliamento sportivo - Nike, Adidas e Puma – si sono impegnati pubblicamente a ridurre a zero il rilascio di sostanze chimiche pericolose in tutta la loro filiera produttiva e nei prodotti entro il 2020″. Ciò vuol dire che le sostanze tossiche non verranno diminuite bensì eliminate: un risultato decisivo per poter porre finalmente fine a tutte quelle aziende che inquinano mari e fiumi e di conseguenza anche l’uomo!

Forse in pochi conoscono la differenza tra il cotone biologico e quello non biologico.
Quest’ultimo viene coltivato secondo i metodi più tradizionali: in questo caso l’uso di pesticidi e fertilizzanti è massiccio! Il 25% di tutti i pesticidi a livello mondiale vengono utilizzati solo per la coltivazione del cotone.
L’impiego del cotone per i tessuti è davvero enorme e di conseguenza anche la sua coltura è di notevoli dimensioni: le sostanze tossiche impiegate per esso vanno però ad inquinare fauna e flora e si rivelano pericolose anche per gli esseri umani.
Ariel, Paola e Raffaella sono le tre ragazze che hanno creato Stileetico.com.
E’ uno dei principali siti italiani di raccolta di aziende che rispettano i diritti dei lavoratori tessili e degli animali.
Quotidianamente, infatti, vengono pubblicati sul sito nomi ed indirizzi di negozi (soprattutto on line sia stranieri che italiani) che aderiscono a seri principi etici ed animalisti.
Non tutti sanno, a questo proposito, che la maggior parte del vestiario  che utilizziamo possiede al proprio interno del componente animale: scarpe, cinture, borse, portafogli e via dicendo sono degli esempi quotidiani di oggetti costruiti con pelle di animale. In questo sito la persona sensibile alle tematiche animaliste può riuscire ad essere coerente anche dal punto di vista dell’abbigliamento e degli accessori connessi.
Questo libro dovrebbe essere letto da ogni acquirente di abbigliamento.
Quando infatti si acquista un capo di vestiario – anche delle marche più note e rinomate –  si sta contribuendo il più delle volte allo sfruttamento dei lavoratori che operano nel settore dell’abbigliamento.
Ma come è possibile questa ingiustizia? Noi non ce ne rendiamo conto perchè lo sfruttamento avviene lontano dalle nostre case. Le aziende tessili, infatti, per riuscire a guadagnare il più possibile delocalizzano la loro produzione in paesi in cui è presente massicciamente lo sfruttamento minorile, condizioni di lavoro malsane ed ingiuste, il divieto dell’organizzazione salariale. In questo modo gli operai vengono sottopoagati e le grandi aziende riescono a guadagnare sempre più!