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“I bambini imparano quello che vivono”: un libro guida per ogni genitore!

I bambini imparano quello che vivono.

Una frase, una poesia, il titolo di un libro, un mantra da ripetersi ogni giorno. L’autrice è Dorothy Law Notle, consulente familiare e direttrice pedagogica di una scuola dell’infanzia.
La prima pubblicazione della poesia risale al 1954 su una rubrica settimanale per famiglie in California. Divenne poi un classico conosciuto in tutto il mondo. Nel 2013 arriva il libro scritto a quattro mani con Rachel Harris, psicoterapeuta specializzata in terapia della famiglia.
Un testo semplice, con parole che arrivano a tutti e che hanno nella loro semplicità la capacità di emozionare e di far carpire l’importanza delle stesse.

Le frasi tossiche da non dire ai bambini

Il linguaggio fatto di parole… questa grande capacità che fa di noi degli esseri umani. L’unica capacità che ci distingue dagli animali in modo inconfutabile. Una meravigliosa forma di comunicazione che può essere però un’arma a doppio taglio. Da un lato la grande possibilità di comprendersi, di spiegarsi, di raccontarsi, dall’altro la pericolosa potenzialità di ferirsi, offendersi, colpirsi. Perchè le parole feriscono… a volte più di una sberla. Si insinuano inconsapevolmente nella mente e nel cuore e iniziano a distruggere una parte di noi. Ed ecco che tutte le volte che si dice: “Non sei capace!” “Faccio io!” “Non capisci” “Lascia stare che non ci riesci” andiamo a colpire l’Io del nostro bambino in modo irreparabile. Le parole possono essere una grandissima arma per infondere fiducia, accrescere l’autostima, dimostrare l’amore e il rispetto, ma anche l’esatto opposto.

Maria Montessori e l’invito a dare ai bambini oggetti frangibili

L’espressione “aiutami a fare da solo” è quella più sentita quando si parla di Maria Montessori.

La fiducia incondizionata che riservava al bambino e al suo sviluppo spinto dal maestro interiore sono state le rivelazioni che le hanno permesso di costruire ed elaborare tutto ciò che per fortuna ha poi scritto e messo in atto nella sua vita. La vera scoperta fu che il bambino non era un essere vuoto da riempire, ma una creatura in divenire che aveva già in sè tutte le risposte. Il ruolo dell’adulto era un “aiuto alla vita” e non un “sostituirsi al bambino” nel pensiero e nello sviluppo.

Pazienza: come ritrovarla in 2 minuti grazie a 7 tecniche

Ogni giorno veniamo messi a dura prova. In particolar modo ciò che ci viene richiesto più spesso è di portare pazienza.

E cosa vuol dire?

Significa in realtà tantissime cose: saper attendere, non arrabbiarsi, controllare le proprie reazioni, dare poco peso alle cose anche se sono per noi importanti.

Un bel compitino ricco di insidie mi pare…una pretesa a volte troppo ardita. Perché se già nell’ambiente lavorativo dobbiamo attuare diverse strategie per non esaurire la dose quotidiana di “pazienza”, in famiglia dovremmo sentirci più liberi e meno “obbligati a controllarci”. Ma si sa che quando si hanno dei figli, cambia tutto.

In ogni bambino albergano almeno altri 7 bambini venuti prima di lui

Ogni bambino ha dentro di sè una storia. Cadremmo in errore però se pensassimo che conti solo la sua di storia, perché in realtà, in ognuno di noi, c’è molto di più…

Diversi studi dimostrano che le nostre cellule, la parte più genetica del nostro essere, viene influenzata da almeno 7 generazioni precedenti… quindi, ad onor del vero, nel nostro albero genealogico dovremmo partire da molto tempo prima della nostra nascita per comprendere le nostre origini, la nostra biologia e non per ultimo, i nostri comportamenti e le reazioni a certe dinamiche che si presentano nella nostra vita.

La “Sedia della Riflessione”: un errore educativo che può trasformarsi in opportunità

Da tempo immemore esiste e resiste una modalità di “correzione” dei difetti dei bambini chiamata “la sedia della riflessione”. Chiarisco subito che secondo me viene mal interpretata da chi la agisce. Il termine, sicuramente aulico per la comprensione efficace da parte di un bambino, richiamerebbe però un momento di stop, di fermata, per ritrovare la calma e comprendere la propria azione, il proprio sbaglio, le emozioni vissute e scatenate, per poi da lì ripartire. Lì per lì non mi sembrava affatto sbagliata. Ma l’interpretazione che ho visto negli anni, quella sì che è del tutto errata.

Mamme di figlie femmine: l’opportunità di un’alleata per la vita!

Le mamme! Una categoria straordinaria. Esseri che danno la vita non solo nel momento del parto, ma da lì in poi per tutto il tempo che resta. Donne che scelgono di amare un altro essere umano più di loro stesse; che si condannano per aver alzato la voce, che si mettono in discussione ogni momento della loro giornata. Donne che vengono giudicate e poco comprese perché c’è sempre qualcuno che sa fare meglio. Ma vorrei parlare oggi delle mamme di figlie femmine. Qui i compiti non sono mai finiti. Quando partorisci una figlia femmina, miliardi di sentimenti invadono la tua anima.

Schede da compilare e scuola dell’infanzia: lasciamo al bambino gli anni della fantasia

E’ sempre più frequente ormai che già alla scuola dell’infanzia (e giuro, ho sentito anche in alcuni asili nido) i bambini vengano istruiti alla compilazione di schede e materiale didattico e privati di esperienze vive. Milioni di domande si aprono già a questo punto, perchè ci si domanda che bisogno c’è di pre-scolarizzare ulteriormente i bambini, di “insegnare” chissà quale cosa straordinaria che non possano imparare in altro modo. Non si discute il fatto che siano i bambini stessi a voler imparare, ma c’è modo e modo per acquisire varie competenze e non solamente le famose “schede”, che tra l’altro, se utilizzate con cognizione di causa sono anche utili, ma prima c’è tutto un mondo da esplorare.

I papà di figlie femmine hanno un compito meraviglioso da svolgere!

Quando si parla di educazione, di pedagogia, di bambini, si parla sempre alle mamme e con le mamme. Oggi vorrei parlare invece del ruolo che hanno i papà ed in particolar modo i papà di figlie femmine. Perché se biologicamente siamo diversi, emotivamente questa figura apparentemente estranea al mondo femminile, ricopre un ruolo cruciale.

Le piccole bimbe che nascono diventeranno donne in un batter di ciglia e il papà ha dei compiti che solo lui può ricoprire:

1) essere il loro compagno di giochi (sono spassosi, fantasiosi, creativi, spericolati, interpretano il ruolo che gli viene assegnato e si divertono pure!;-) )

I genitori non sono i costruttori del bambino, ma i suoi custodi

“I genitori non sono i costruttori del bambino, ma i suoi custodi. Essi devono proteggerlo e curarlo in un senso profondo, come chi assume una missione sacra, che supera gli interessi e i concetti della vita esteriore. I genitori sono custodi super-naturali, come gli angeli custodi di cui parla la religione, che dipendono unicamente e direttamente dal cielo, più forti di qualsiasi autorità umana e uniti al bambino da legami indissolubili anche se invisibili. “
Maria Montessori “il segreto dell’infanzia”.

Con queste parole Maria Montessori investe i genitori del ruolo sacro di custodi. Custodi dell’intera umanità che si creerà attraverso l’opera dei loro bambini.

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