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Cosa Sarebbe la Vita Senza Amore?

Amore significa “Dedizione appassionata ed esclusiva, istintiva ed intuitiva fra persone, volta ad assicurare reciproca felicità, o la soddisfazione sul piano sessuale“, bene è tutto qui? Non credo proprio, ci sono milioni di sfumature, centinaia di tipi di affezione, nel corso della vita l’amore entra spesso nel nostro cuore può essere passionale, platonico, può essere un’affinità, una relazione, può essere leggero come una piuma o pesante come un mattone, può partire piano piano per poi travolgerci o partire in quarta per poi spegnersi; ma ogni volta che incontriamo l’amore sul nostro cammino è sicuro che lascia una traccia nella vita psicologica di ognuno.

Il Riccio: Le Leggende Più Belle

E’ un piccolo mammifero dalle abitudini notturne, un po’ impacciato a vedersi, eppure molto rapido nei movimenti, soprattutto nel nuoto. Simboleggia la Fede, intesa come fiducia nella vita, da conservare anche nelle circostanze più difficili. Ma anche l’amicizia, l’innocenza e la spensieratezza, per merito del suo atteggiamento pacifico, poco rissoso. E’ anche simbolo di auto-difesa perché, com’è noto, si ritira in se stesso in caso di pericolo, sfoderando gli aculei.

Il Golem: Leggenda Ebraica dell’Uomo d’Argilla

Si narra che 500 anni fa, in quel di Praga, il rabbino Jehuda Lőw ben Bezalel, noto come Rabbi Lőw (1512-1609), famoso cabalista, creò un Golem di argilla per sconfiggere il male che affliggeva il suo popolo. Gli ebrei del tempo venivano infatti accusati di superstizione e calunniati in tutti i modi possibili. Il rabbino, che poteva comunicare con l’Altissimo, seguì le istruzioni di quest’ultimo per affrontare la situazione, decifrando delle strane parole che gli apparvero in sogno.

Numeri Palindromi: Perché Suscitano Tanta Curiosità

Partiamo dalla definizione di palindromo, termine che deriverebbe dal greco antico il cui significato letterale è “che può essere percorso in entrambi i sensi”. Si tratta di una sequenza di caratteri, sia parole, frasi che numeri, che letta al contrario rimane invariata. E’ quindi una sequenza bifronte e simmetrica, per questo motivo ritenuta nell’antichità simbolo del divino. Qualche esempio: “Ne-ro-ne” oppure “1991”, “2002”. In parole povere che li si legga da sinistra a destra o da destra a sinistra, rimangono invariati. L’inventore sarebbe stato il poeta greco Sotade, che visse ad Alessandria d’Egitto nel III secolo, ma le fonti sono incerte.

Autostima: Potenziarla Gestendo le Emozioni e Avendo Cura di Sé

“Nasciamo con un carattere; ci viene dato, è un dono dei guardiani della nostra nascita, come dicono le vecchie storie… ognuno entra nel mondo con una vocazione.” ~ James Hillman

Nell’articolo Autostima: volersi bene per vivere meglio, abbiamo delineato alcuni concetti importanti relativi alla cura di sé stessi. Ci siamo soffermati sull’importanza dell’introspezione, quale strumento specifico per arrivare a capire di che cosa, realmente, abbiamo bisogno per vivere bene.

Sono stati poi elencati cinque punti fondamentali nel percorso di presa in carico di se stessi e, adesso, analizzeremo uno ad uno questi punti, mettendoli in pratica con semplici esercizi. Cominciamo.

Autostima: Volersi Bene per Vivere Meglio

“Ogni mattino ti è data la possibilità di agire, fare, essere. Sii il meglio di ciò che sei!” ~ Stephen  Littleword

La realtà quotidiana che viviamo è spesso congestionata da mille impegni e responsabilità che occupano per intero il nostro tempo e le nostre energie. A tutto ciò si aggiunge la forte carica di stress, di preoccupazioni, di incertezza che il clima sociale infonde, specialmente per il lavoro, per il futuro. In questa situazione, ne converrete con me, non è semplice riuscire a vivere serenamente e, soprattutto, a dedicarsi quell’attenzione necessaria a permetterci di recuperare equilibrio ed energie per  vivere al meglio la nostra esistenza, nell’ottica di onorare la nostra missione di vita.

Numeri Sfortunati: Quali Sono e Perché

Triscaidecafobia, tetrafobia, eptacaidecafobia… cosa significano questi strani termini? Sono accomunati dalla “fobia” per alcuni numeri: il 13, il 4 e il 17. Non che i numeri sfortunati, secondo la superstizione e le varie dicerie popolari, si limitino a questi ma sono forse i più conosciuti alle nostre latitudini, fatta eccezione per il 4.

La Leggenda del Babau: una Figura da Rivalutare

Orribile a prima vista. Ma, a ben osservarlo con occhi spassionati, si notava, per la piega benigna della bocca e il luccichio quasi affettuoso delle pupille, relativamente minuscole, un’espressione tutt’altro che malvagia”. Il Babau di Dino Buzzati

Il folklore di tutto il mondo affianca a figure rassicuranti e protettive, altre destabilizzanti e paurose o ancora personaggi ambigui sospesi tra il bene e il male. Sebbene ritenuti spesso retaggio di un passato “barbaro”, i cosiddetti cattivi hanno una loro funzione non meno rilevante della controparte buona, sia nelle fiabe che nelle leggende popolari. E’ a mio parere sciocco pensare di poterli redimere o tentare ingenuamente di trasformarli in altro: perderebbero la loro preziosa funzione.

Segno zodiacale del Toro: le caratteristiche

Secondo segno dello Zodiaco, governato da Venere, il suo elemento è la Terra, qualità fissa. Il segno del Toro include i nati tra il 20 aprile e il 20 maggio, si tratta di un segno “femminile”, molto metodico e a volte piuttosto lento nello svolgimento dei compiti, che tuttavia porta quasi sempre a termine. Se l’Ariete è irruento, il Toro recupera le energie con il suo modo di agire, ed essere, pacato, tranquillo, portato alla conservazione. Il suo scopo è vivere una vita appagante e serena, non è portato per i drammi, è un segno con i piedi decisamente per terra. Ovviamente queste caratteristiche riguardano il segno “puro” e quindi difficilmente rispecchiano fedelmente un individuo Toro. Come specifico sempre, è solo il tema natale a offrire un quadro esaustivo della personalità individuale, il segno solare è una parte dell’insieme.

Il significato della Pasqua “tra le righe”

Cos’è la Pasqua? Nel mondo cristiano si tratta di una festività che celebra la risurrezione di Gesù nel terzo giorno dalla sua morte in croce. La data cambia di anno in anno seguendo i cicli lunari: cade infatti la domenica successiva al primo plenilunio primaverile. La Pasqua cristiana differisce un po’ dalla Pasqua ebraica pur derivando da quest’ultima.

La Pasqua ebraica, detta Pesach che significa “passare oltre”, deriva dal racconto della decima piaga inflitta da Dio al popolo d’Egitto, con la quale provoca la morte dei primogeniti maschi egiziani. Dio ordinò al popolo di Israele di marcare le porte con del sangue di agnello, in modo da “passare oltre” (pesach), colpendo l’intero Egitto senza che a loro accadesse niente. La Pesach ebraica celebra quindi la liberazione di Israele dalla schiavitù egiziana e il suo esodo verso la Terra Promessa.

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