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Imparare ad Accettare le Ombre Dentro Noi Stessi

Sono responsabile di quello che dico e non di quello che capiscono gli altri

Questa è un’ottima filosofia di vita, una frase sola che racchiude il senso di quello che io voglio che sia la mia vita.

E voi cosa volete?

Tutti abbiamo pregi e difetti e dobbiamo imparare ad accettarli entrambi per vivere completamente e non a pezzi; capita a volte di sentirsi in qualche modo “rotti”, con qualche mancanza, qualche pezzo che non è al suo posto, e questo accade perché non siamo in grado di accettare le ombre della nostra vita.

Ecco cosa cambia nella tua vita quando inizi ad amarti!

Basta iniziare ad amarsi per cambiare la vita in meglio? Tanti dicono di sì, altri sono dubbiosi, alcuni non ci pensano proprio.  Ma una cosa è certa, volersi bene male non fa. Purché non si confonda l’amor proprio con il narcisismo e l’egoismo, che rappresentano una deviazione pericolosa molto lontana dal concetto di amore.

Ma che ne pensavano, e che ne pensano, studiosi, scrittori, filosofi, pensatori come Osho, Raffaele Morelli, Erich Fromm, dell’amore per se stessi? Scopriamolo ricordando frasi, citazioni e alcuni passi estrapolati dalle loro opere.

1. Erich Fromm

Emotional Eating: quando i bambini hanno bisogno di un abbraccio e non di una caramella

Sovente capita di assistere ad un atteggiamento di malumore dei bambini e capita che i genitori porgano loro dei dolcetti per cercare di alleviarlo… Come se una ricompensa potesse confortarlo meglio di un abbraccio o di una carezza.

Bisogna prestare molta attenzione a questo atteggiamento perché usare il cibo come strumento di conforto rischia di portare il bambino e di conseguenza il futuro adolescente in un circolo vizioso chiamato emotional eating.

Emotional Eating

Cos’è l’emotional eating?

Concettualmente si può tradurre con “mangiare per compensazione” ed è quel fenomeno per cui chiunque abbia una emozione che non sa gestire, la sfoga in una abbuffata di cibo.

La Posizione Seduta del Bambino Non va Anticipata

Oggi si è portati a vivere un po’ di fretta e di conseguenza anche a cercare di anticipare sempre un po’ i tempi, e questo viene fatto anche con i bambini, si vuole che siano i primi in tutto e quando questo non accade ci si preoccupa credendo ci siano ritardi o anomalie nello sviluppo motorio e psicologico.

Pensiamo quando non siamo consci di una postura e ci mettono comunque in quella situazione, accade per esempio durante degli esercizi di pilates, l’insegnante ci aiuta a restare in una posizione per noi innaturale e la cosa è alquanto difficoltosa soprattutto i primi tempi; nello stesso modo quando un bambino di pochi mesi viene messo in posizione seduta la sua stabilità non è dettata dalla scoperta della posizione ma da un’imposizione dell’adulto, si troverà quindi in difficoltà.

Staccarsi dalla famiglia d’origine: deluderla a volte fa bene all’autonomia

«Signore, permettimi
di andare a seppellire mio padre»
«Seguimi, e lascia che i morti
seppelliscano i loro morti!».
(Matteo 8,21-22)

In questo passo del Vangelo Gesù rivolge parole dure a chi si dice pronto per la sua chiamata. Il significato metaforico attribuito alle sue parole è che ci sono compiti esistenziali che richiedono rinunce radicali perché vengono prima delle realtà morte. Bisogna lasciare quindi che siano i morti (nello spirito) a seppellire i morti (nel fisico) perché le persone davvero vive, nel caso specifico i seguaci di Gesù, hanno altre priorità. E ciò vale anche se di mezzo ci sono affetti importanti come i genitori. Secondo alcune letture, la parola “morti” usata da Gesù ha infatti un duplice significato, non solo morte fisica ma anche spirituale, quella di chi si cura solo delle realtà materiali vivendo una vita “morta” dentro, quindi una non-vita.

Perché non disturbare un bambino mentre gioca

Un bambino mentre gioca è in uno stato di meditazione, la sua concentrazione è al massimo e tutto di lui, corpo e mente, è focalizzato al gioco. Sta lavorando per poter crescere, capire e allenare la creatività.

La perfezione di questo meraviglioso lavoro avviene quando il gioco è libero, quando è il bambino stesso ad essersi immerso spontaneamente in quell’attività e non quando l’adulto si è intromesso per suggerirgli quello o quell’altro passatempo: dev’essere il piccolo stesso, grazie anche all’ambiente adatto a lui e preparato con cura e ordine dall’adulto, a scegliere con naturalezza ciò che il suo istinto lo porta a fare.

Il Principio della Rana Bollita di Noam Chomsky

Conoscete il “principio della rana bollita”? E’ utilizzato dal filosofo americano Noam Chomsky per descrivere la Società e i Popoli che accettando passivamente, il degrado, le vessazioni, la scomparsa dei valori e dell’etica, accettando di fatto la deriva.

Non ci sono basi scientifiche a dimostrare questo principio, ma è un ottimo spunto, valido in sociologia e psicologia, per spiegare determinati comportamenti.

Principio della Rana Bollita

Ma cominciamo dall’inizio, di cosa stiamo parlando? Mica penserete davvero che vogliamo mostrarvi come bollire una rana!! Assolutamente no, questo principio serve a spiegare la capacità di adattamento che ha l’uomo e che spesso questo adagiarsi e accettare gli eventi porta inesorabilmente alla morte, e infatti c’è chi afferma che non ha importanza la durata della vita, ma la qualità.

Leggenda Sioux sulle relazioni di coppia: il vero amore unisce ma non vincola

Nel libro “American Indian Stories”, l’autrice Sioux Zitkala-Sa, ha raccolto una serie di racconti e leggende del suo popolo d’origine. Fra questi una curiosa leggenda riguardante le relazioni di coppia.

La leggenda racconta che un mattino una coppia di indigeni Sioux raggiunse lo sciamano del villaggio. Il ragazzo era un guerriero molto coraggioso, la ragazza una donna decisa molto innamorata del futuro sposo. I due chiesero consulto allo sciamano perché temevano che la loro relazione potesse in futuro spezzarsi e volevano quindi che lo stregone fornisse loro una protezione. Lo sciamano prese la mano della ragazza e le disse che per far durare la relazione, avrebbe dovuto salire su una collina catturando con le mani il più forte falco, per poi riportarglielo vivo il terzo giorno dopo la Luna piena. Il ragazzo avrebbe dovuto scalare una montagna e prendere l’aquila più vigorosa e selvaggia, quindi portarla allo sciamano lo stesso giorno in cui la ragazza avrebbe portato il falco.

Ikigai: Come Trovare la Propria Ragione di Vita

Avete mai sentito parlare di “ragione di vita”? Cioè un qualcosa per cui vale la pena svegliarsi al mattino, qualcosa per cui vale la pena vivere? In giapponese si dice ikigai, e secondo questa cultura tutti ne possiedono uno e tutti dovrebbero ricercare il proprio.

Spesso il termine ikigai viene usato per indicare la persona amata, perché solitamente è colui o colei che ci fa alzare col sorriso sulle labbra, è la persona per la quale faremmo di tutto.

Come Riconnettere la Nostra Vita alla Nostra Anima

Quante volte capita di andare così in fretta da perdersi pezzi di vita, capita di correre al lavoro, di correre a fare la spesa, di correre sempre travolti dalle mille cose che dobbiamo fare, e poi ad un certo punto ci si guarda indietro e ci si accorge di aver perso tante piccole cose che purtroppo non torneranno più.

Un racconto africano spiega in maniera davvero efficace il concetto che cerco di spiegare:

Si narra di un uomo che decise di avventurarsi negli inospitali territori dell’Africa, accompagnato soltanto dai suoi portatori. Ciascuno di loro impugnava un machete con cui si aprivano strada tra la folta vegetazione. Il loro obiettivo era avanzare a tutti i costi.

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