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Si può fare il bagno dopo mangiato?

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Bagno dopo mangiato: bisogna aspettare almeno tre ore prima di andare in acqua?

Questo è quello che dall’alba dei tempi viene detto dalle nonne, dalle mamme, dalle zie e anche dai papà e nonni ai bambini che vogliono entrare in acqua subito dopo aver mangiato. Ma è vero?

A sfatare il mito è Roberto Albani, pediatra gastroenterologo. Secondo lui non c’è nessuna correlazione tra il bagno e l’alimentazione. In effetti se ci facciamo caso sono solo i bimbi italiani a rispettare questa regola: tedeschi, austriaci, francesi, inglesi e altri non si fanno problemi ad entrare in acqua dopo pranzo o a lasciare entrare in acqua i propri figli.

5 cose pericolose da far fare ai vostri figli

Gever Tulley, fondatore della Tinkering Scholl parla a TED. Ed invita tutti i genitori e gli educatori a far sperimentare ai ragazzi 5 cose ritenute culturalmente e socialmente  pericolose ma che invece, se gestite in modo adeguato, possono arricchire e non poco la vita di un fanciullo che sta crescendo.

1- Giocare con il fuoco.

 

Il fuoco è da sempre ritenuto un pericolo importante, soprattutto per i bambini che affascinati da questa forza naturale ne sono attratti. Se però non possono sperimentarlo non riescono a viverlo, ne avranno paura per sempre. Se invece possono giocarci riescono a comprendere i meravigliosi principi base del fuoco: come si accende? come si spegne? come funziona la combustione?

Il corpo grida quello che la bocca tace

Il nostro corpo ci invia di continuo messaggi che però rimangono inascoltati. Cerchiamo in tutti i modi di mettere a tacere questi messaggi con farmaci, terapie, pillole di qualsiasi genere.

Ma i sintomi rimangono. Forse mutano d’aspetto, ma rimangono.

I sintomi non sono altro che allarmi inviati dal nostro corpo. E proprio per questo motivo vanno accettati, ascoltati, compresi e non allontanati.

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Il Cordone Ombelicale non va tagliato ma deve staccarsi Naturalmente

Quando un bambino nasce solitamente si recide nell’immediato il cordone ombelicale. Si può richiedere di aspettare qualche minuto prima di questa operazione ma non sempre questa richiesta viene esaudita.

Ma perchè è più opportuno attendere un pò prima di tagliare il cordone ombelicale?

Avevamo trattato la questione in un precedente articolo che potete leggere cliccando qui. Riportiamo un passaggio importante:

“Studi scientifici rivelano che attendere qualche minuto (circa 3) prima di tagliare il cordone è un’azione che giova e non poco sulla salute del nascituro:  se egli riceve tutto il sangue del cordone si farà, per esempio, una bella scorta di ferro per i suoi primi mesi di vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce addirittura di attendere che la placenta venga espulsa naturalmente dalla madre e solo poi tagliare il cordone ormai non più pulsante.

Senza pannolino dalla nascita: è possibile?

Tutti noi siamo abituati a crescere i bambini con il pannolino e a toglierlo solo verso i 2-3 anni. Ma accade così in tutto il mondo?

La risposta è no. Nelle popolazioni più primitive dove la vita è meno frenetica e le attività ruotano ancora tutte intorno ai villaggi e alla famiglia, le mamme crescono i propri bambini senza pannolino tramandando questa usanza di madre in figlia.

Senza pannolino fin da subito. Ma come è possibile? Riescono ad instaurare già con i neonati una relazione profonda: il bambino emette dei segnali quando è ora di fare pipi, la mamma li comprende e si attiva per portarlo in un luogo adatto per potergli far fare i suoi bisogni. Non è fantascienza: tutto sta nel comprendere il bambino.

Il meraviglioso uso del verbo Proibire

Solitamente il verbo proibire rimanda alla mente qualcosa che non dobbiamo fare, che ci limita, che ci blocca. Colleghiamo a questo verbo un vissuto di sottomissione, di paura, di negatività.

Ci vengono in ricordo regole ferree che dobbiamo rispettare in diverse situazioni: è proibito usare il telefonino in auto, è proibito alzarsi a scuola senza chiedere all’insegnante di poterlo fare, è proibito entrare in una proprietà privata. Se facciamo ciò che è proibito in un modo o nell’altro la pagheremo cara: con la vita, con delle punizioni, con dei sensi di colpa.

Il discorso di Andrew Solomon rivolto ai genitori

Andrew Solomon è docente di Psichiatria alla Cornell University e consulente del dipartimento di Psichiatria della Yale University. Ha scritto diversi libri e ha vinto 14 premi nazionali.

Oggi vogliamo parlarvi del suo ultimo libro ma anche e principalmente vogliamo farvi ascoltare un suo discorso.

23 minuti che ogni genitore ma anche ogni educatore dovrebbe ascoltare. 23 minuti in cui si assapora la diversità in tutte le sue forme: la diversità non deve spaventare ma deve essere accolta, compresa e se possibile anche amata. Ogni genitore, quando nasce un figlio, si trova catapultato in un mondo nuovo: spaventa il fatto che una piccola e fragile vita dipenderà da lui stesso. Ma non c’è altro da fare che rimboccarsi le maniche e cercare di capire e poi di agire in modo creativo. Questo è tutto ciò che serve ad un figlio: amore, comprensione e creatività!

“In bocca al lupo”: il più bell’augurio che si possa fare!

Solitamente diciamo “In bocca al lupo” a chi deve sostenere un esame scolastico, una visita medica o comunque deve affrontare una qualche difficoltà o prova della vita. E’ un modo per augurare che tutto possa andare bene, nel migliore dei modi.

Ma vi siete mai chiesti il vero significato di questo augurio? Purtroppo non abbiamo mai l’abitudine di andare in profondità delle cose, la nostra curiosità è spesso arrugginita e non ci fa spingere più in là della comoda ma improduttiva pigrizia. E’ proprio per questo motivo che a questo augurio  siamo soliti rispondere con la classica risposta “Crepi!”.

Streghe, la femminilità messa al rogo

Herbarie, ammaliatrici, levatrici, curandere, sapienti, libere, detentrici del sapere erboristico, solitarie per necessità, in una parola Streghe.

Le streghe rappresentano l’anima ferita e percossa della donna, sono il simbolo delle ferite, dell’usurpazione, del potere fallocratico di certi uomini, il simbolo della libertà implorata, pretesa, rubata, raggiunta, sacrificata; il simbolo del sacrificio della donna per la donna, del diritto al sapere, della rivendicazione di quel sapere che da sempre appartiene al femminile perché conseguenza diretta dell’istinto di cura. Circa cinque secoli di persecuzioni, roghi, torture, annegamenti, confessioni forzate per ridurre e sottomettere lo spirito naturale della donna, la sua capacità di imparare e condividere hanno segnato la storia della “civile” Europa.

Allattamento al seno: Stacey Turner e il suo progetto fotografico per sostenere tutte le mamme

L’allattamento al seno è una fase molto importante della vita del bambino e della mamma. Per il neonato, infatti, attaccarsi al seno e succhiare non è solo la soddisfazione di una necessità fisiologica primaria, ma è soprattutto un momento di relazione con la mamma, ricco di emozioni e di sensazioni tattili, acustiche, gustative ed olfattive.

Al seno della mamma, il bambino trova l’amore e la sicurezza necessarie per un corretto sviluppo psicofisico. A sua volta, la mamma allattando prende coscienza del legame profondo con suo figlio e di quanto il suo bambino dipenda da lei: è un modo per accudirlo, confortarlo e fargli percepire quanto sia grande il suo amore.

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