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Riti di Iniziazione: i Più Curiosi al Mondo e la Loro Importanza

I riti di iniziazione sono cerimonie di passaggio diffuse in molte culture del mondo. Il termine iniziazione deriva dal latino initiatio, che indica per l’appunto l’inizio di qualcosa.

A quanto pare fu l’antropologo belga Arnold van Gennep a parlarne per primo sebbene i riti di iniziazione siano ben più antichi, risalenti addirittura alla Preistoria.

L’antropologo riconobbe 3 stadi che si ripeterebbero costantemente: la fine dello stato precedente, seguito dall’emarginazione, ovvero una fase di transizione, seguita dall’aggregazione, con la quale l’iniziato ritorna nella società rinnovato.

Vari momenti cruciali della vita sono accompagnati da questi riti. Già il neonato passa un rito di iniziazione nel momento in cui viene battezzato. Il battesimo infatti è un rito di passaggio.

Aborigeni Australiani: Un Popolo in Estinzione a Causa Del Razzismo

Nel corso della mia vita sono entrata in contatto con etnie difficilmente avvicinabili ma non ho mai incontrato una tribù indigena in loco. E’ un sogno nel cassetto che spero prima o poi di esaudire. Le popolazioni indigene mi affascinano perché trovo incredibile, non solo curioso, che siano riuscite a conservare le proprie radici e uno stretto rapporto con la natura circostante a dispetto dei cambiamenti intercorsi nel tempo. La loro estraneità allo sviluppo economico e tecnologico è un aspetto importantissimo perché se avessero seguito le orme del mondo cosiddetto civilizzato, avrebbero inevitabilmente perso tutta una serie di conoscenze. Ciò nonostante non è mia intenzione esaltare i popoli indigeni affermando che siano migliori, li ritengo semplicemente diversi e per questo estremamente interessanti.

Le Esploratrici più Coraggiose della Storia

Le donne esploratrici sono forse la “specie” che desta in me maggiore interesse. Perché esplorare, come da dizionario, significa scoprire qualcosa di non visibile, percorrere luoghi sconosciuti per conoscerli e studiarli. Significa quindi spingersi oltre gli orizzonti. Guardare oltre. Osare. Che c’è di più meraviglioso e avvincente dell’esplorazione?

Che si tratti di esplorare il mondo per come lo conosciamo o di inoltrarsi in universi che sfuggono alla normale percezione, l’esplorazione rimane un’esperienza esaltante, che ci aiuta a guardare le cose da punti di vista diversi. A che serve? A metterci nei panni altrui per esempio. Ma anche a osservare la realtà con occhi nuovi per accorgerci se ci piace davvero come l’abbiamo “imparata”. O se preferiamo altro.

La Storia della Parola “Nabajyotisaikia” che Aiuta chi Commette un Errore

C’è una storiella, la possiamo definire così, che gira in rete da qualche anno, nessuna fonte ufficiale, molto probabilmente è una bufala anzi lo è quasi sicuramente, ma mi piace così tanto che sono arrivata alla conclusione che può insegnare davvero un nuovo modo di pensare e voglio raccontarvela e spiegarvene il significato più intrinseco.

La storiella la trovate un po’ ovunque basta cercare su Google la parola “Nabajyotisaikia” che molto probabilmente è inventata e non vuol dire nulla, ma che nel contesto della storia ha un significato ben preciso.

Il Paese delle Favole Esiste e si Chiama Bibury

Si può definire “il più bel villaggio dell’Inghilterra“, ed è proprio così che lo definì lo scrittore William Morris, mentre per l’emittente Fox News è uno dei più pittoreschi villaggi di tutto il mondo… ma di quale villaggio stiamo parlando? Si trova sulle rive del fiume Coln, nell’area delle Cotswolds nella contea del Gloucestershire nell’Inghilterra sud-occidentale e si chiama Bibury, è un piccolo villaggio con status di parrocchia civile e se per caso vi dovesse capitare di immaginare un posto mentre leggete un libro di favole sicuramente sarebbe come questo.

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©Saffron Blaze – License: CC-BY-SA 3.0

L’Alimentazione è lo Specchio della Società, ecco Perchè

Cibo, nutrimento, alimentazione sono tutti argomenti molto in voga su cui ci sarebbe molto da dire. Perché ciò che portiamo in tavola, e il come lo facciamo, rispecchia una moltitudine di aspetti culturali, sociali, simbolici. Le tradizioni culinarie, le regole che le caratterizzano, le abitudini alimentari di ciascun popolo non nascono a caso ma dipendono dalla sua storia. Se è vero che nutrirsi è un’esigenza di tipo biologico, il modo in cui si risponde a questa esigenza è di tipo sociale. Le modalità di nutrimento ci parlano dell’identità di ciascuna etnia, il cibo riflette la struttura della società assumendo significati di volta in volta diversi. La condivisione dei pasti è un gesto rituale che ha a che vedere con l’integrazione sociale e famigliare, come suggerisce Sepilli.

Poesie e Benedizioni degli Indiani d’America

Prima dell’invasione ad opera degli europei, gli Indiani d’America erano suddivisi in tribù o villaggi dove le famiglie si univano per un comune aiuto e soccorso e dove risiedevano i guerrieri. Ogni villaggio aveva un proprio capo il quale si incontrava coi capi degli altri villaggi per decidere su questioni importanti o per i riti della loro cultura, che era molto più vasta di quello che possiamo immaginare. C’erano riti per ogni cosa per esempio per la foratura delle orecchie, per fumare il Calumet della pace, per la danza degli spiriti, poi c’era la cerimonia della visione, il rito di passaggio della donna, la danza del sole, ma queste sono solo alcune delle tradizioni che col tempo e con l’influenza del cattolicesimo si sono andate perdendo nei tempi.

Momijigari: l’Autunno Magico Giapponese

Si sa, l’autunno è un po’ magico ovunque, ma in Giappone acquista connotati davvero meravigliosi, i colori si accendono come in nessun altro posto al mondo tanto da sembrare infuocati.

momiji

La parola momijigari (紅葉狩), è formata da momiji (紅葉), “foglie rosse” o “albero di acero” e da kari (狩り) che significa “caccia”, ed è la tradizione secolare giapponese proprio della “caccia alle foglie rosse”, a Hokkaidō si chiama kanpūkai (観楓会) che letteralmente può essere tradotto con “andare insieme a vedere le foglie”.

I luoghi più frequentati sono a  Nikkō e Kyoto, che diventano quasi luoghi di pellegrinaggio per famiglie, giovani, coppie di innamorati e gruppi di anziani, e tutto per vedere la natura che cambia colore passando dal verde al rosso fino al giallo intenso, regalando tripudi di colore e paesaggi magici.

La Leggenda di Santa Lucia

13 Dicembre, Santa Lucia, la santa della luce.

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Immagine by Daniela Sciascia

La leggenda vuole che la Santa, originaria di Siracusa, fu accecata perchè essendosi convertita dal paganesimo al cristianesimo, non volle sposare l’uomo che i suoi genitori le volevano imporre.

Lei visse tra il 283 e il 304 dopo Cristo, decise di dedicare la sua vita al Signore e per questo fu perseguitata, mutilata e uccisa.

Da allora divenne la Santa protettrice degli occhi e della vista e si dice che l’inizio del suo martirio fu proprio il 13 dicembre, la leggenda la vuole sopra un asinello a distribuire i doni ai bambini buoni.

Gaddo Ferrini: Le Meravigliose Foto del Mondo che Non Conosciamo

 

Oggi voglio raccontarvi di Gaddo Ferrini e delle sue straordinarie foto.

Ferrini nasce ad Arezzo nel 1986 e si avvicina all’arte della fotografia in un momento particolare della sua vita, da allora ha un progetto in mente che è quello di girare il mondo per raccogliere immagini di culture e costumi che corrono il rischio di venir dimenticate per sempre.

Nelle sue foto troviamo i colori e la passione, le usanze e l’armonia di popolazioni, etnie che stanno scomparendo. Guardando queste foto si sente la magia, Ferrini riesce a catturare nei suoi scatti il calore della gente che immortala, dei paesaggi che “rapisce” con un click.

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