Sei in Lavoro

Perchè ho Lasciato il Mio Lavoro Fisso in Anni di Crisi

Di cosa si pentono le persone in punto di morte?
Il rimorso numero uno, secondo la scrittrice australiana Bronnie Ware, è non aver avuto il coraggio di vivere la vita che si voleva, ma quella che ci si aspettava dagli altri.
Soprattutto le donne.

La depressione è una delle maggior disabilità per le donne occidentali, così come l’abuso di alcolici o droghe per gli uomini. Circa 4 mila persone ogni anno si tolgono la vita in Italia, e per ogni persona che riesce a suicidarsi, molte altre ci hanno provato non riuscendoci.
La maggior parte di queste persone aveva un lavoro,  aveva quella solidità economica e lavorativa che ci aspettiamo essere alla base della felicità.

Mia Moglie Non Lavora. E’ Una Casalinga

E’ diventato subito virale il post su Facebook di Ryshell Castlberry della Florida, una mamma a tempo pieno ma soprattutto una donna che viene vista come “una che non lavora” o peggio “lei è a casa non ha niente da fare“…

Quante volte lo sentiamo dire o lo diciamo, consapevolmente o meno? Troppe decisamente. E’ ora di sfatare il mito che le mamme (o i papà, perché sempre più spesso sono loro a stare a casa mentre la moglie lavora) che stanno a casa non facciano niente, o perlomeno non lavorino.

Casalinga

Riconoscere il Valore delle Risorse Umane e quindi del Lavoratore

Sabato sera, ad una cena tra amici, un’ospite raccontò del suo colloquio di lavoro con una ditta Danese durato più di un’ora e mezza per definire il profilo psicologico i talenti e le attitudini.

Abituata al terribile sistema italiano quando si è sentita rispondere “Le faremo sapere” ha pensato –“Sì, come no, le faremo sapere…” dando già per scontato che sarebbe stata contattata solo in caso di assunzione, in tutti gli altri casi non avrebbe ricevuto neanche una mail.

Cercano Personale per Vivere su un’isola Semi-Deserta: Offrono Lavoro e Terra

Se siete mai chiesti come sarebbe cambiare completamente vita? L’opportunità per farlo arriva da un piccolo paesino in Canada dove due sorelle, Heather Coulombe e Sandee MacLean,  cercano personale da assumere per lavorare la terra che sia disposto a trasferirsi per poter ripopolare il loro paese, un territorio ricco di bellezze naturali e paesaggistiche, di cultura, e forte di una solida economia.

Si tratta di Whycocomagh, un villaggio di Cape Breton, un’isola canadese, nella Nuova Scozia, molti giovani hanno lasciato la comunità a lavorare in posti come Halifax o Alberta; qui le due proprietarie del negozio The Farmer’s Daughter Country Market, dove vendono i loro prodotti coltivati in loco, cercano di aumentare il numero dei dipendenti offrendo il terreno per avviare una propria attività.

6 ore di lavoro e stessa paga: ecco la proposta di questo sindaco

In Svezia è stato proposto di fare una prova di un anno durante il quale alcuni funzionari pubblici saranno testati con un nuovo orario di lavoro e con stipendi identici a quelli di chi seguirà gli orari tradizionali.

L’idea nasce per ridurre le assenze per malattia e incentivare la produzione. Il personale che aderisce a questo progetto lavorerà 30 ore settimanali, quindi 6 ore al giorno, e il loro lavoro sarà paragonato ad altri lavoratori che invece lavoreranno 8 ore al giorno per un totale di 40 ore settimanali. A fine anno verrà  valutata la produttività e nel caso quella del primo gruppo fosse maggiore, l’orario ridotto sarà esteso a tutti i dipendenti comunali.

Quid, un Progetto Etico Nato dall’Idea di una Ragazza: Anna Fiscale

Quid è un pronome interrogativo latino che significa alla lettera “che cosa?”. In italiano è diventato un sostantivo invariato che, partendo dal significato latino, conserva un suo carattere interrogativo o perlomeno dubitativo. Sta ad indicare una qualità indeterminata, difficile da definire. [Fonte Dizionario del Corriere.it]

Ma Quid è anche un progetto che nasce dalla voglia di reinserire nella comunità i lavoratori svantaggiati, coinvolgendoli in attività produttive di tipo etico-sostenibile.

La promotrice di questa iniziativa si chiama Anna Fiscale, una giovane laureata che ha pensato, insieme ad un gruppo di amici, di recuperare le materie prime come i tessuti di fine serie e riprogettarli e creare quindi un lavoro per  persone svantaggiate.

La crudele verità dei giocattoli: ecco le massacranti condizioni delle fabbriche cinesi

Possiamo dirlo: l’unico Paese al mondo che sembra non essere sfiorato neppure lontanamente dalla crisi economica internazionale è la Cina.

Ma non è tutto ora quel che luccica. Dietro al grande mercato cinese, infatti, si nasconde purtroppo una crudele realtà.

Non è una novità, lo sappiamo bene, ma qualche volta dovremmo davvero fermarci e metterci a riflettere su quanto succeda nel resto del mondo, in questo caso nei paesi asiatici.

Violenza, violazione dei diritti umani e dei lavoratori. Sono queste le parole chiavi che si nascondono dietro il mercato cinese.

Importante Sentenza: Riconosciuti al Papà i Permessi per l’Allattamento

Grande vittoria quella di Isabella Dessalvi, avvocato e Consigliera di parità della Provincia di Cagliari, che si occupa di discriminazione di genere sul lavoro.
Grazie al suo operato si crea un precedente che fa si che venga riconosciuta la piena equiparazione del lavoro casalingo a qualsiasi altro lavoro, e tutela il diritto dovere alla genitorialita’ condivisa, a sostegno delle donne.
Il Tar della Sardegna ha riconosciuto ad un papà poliziotto i permessi di allattamento che gli erano stati dapprima negati visto che la madre era casalinga.
Il papà aveva chiesto il permesso per uno solo dei due gemellini, ma gli era stato negato, ora il tribunale ha sentenziato che il ministero dovrà pagare lo stipendio di ogni singolo giorno di cui non ha potuto godere, visto che ormai i gemelli hanno due anni e i permessi non sono più usufruibili.
Isabella Dessalvi spiega che: “Il ruolo della consigliera di parità è tutelare le lavoratrici e i lavoratori dalle discriminazioni subite in ragione del sesso e ora la promozione delle pari opportunità tra uomini e donne nel lavoro viene rilanciato da questa sentenza che crea un precedente molto importante“.
Inoltre alla redazione di Eticamente, Dessalvi racconta l’importanza della suddivisione del carico di lavoro casalingo:
“Questa sentenza e’ molto importante perché vede il riconoscimento del diritto-dovere di entrambi i coniugi di assistere ed educare la prole, soprattutto perché la mamma lavoratrice casalinga e’ distolta dalla cura dei figli come una qualsiasi altra mamma lavoratrice.
Sentenze come questa sono fondamentali, ma la vera sfida e’ favorire il cambiamento culturale, giacché in Italia, anche per un retaggio arcaico che vede la donna relegata alla cura della famiglia e della casa, tutto il lavoro di cura è prevalentemente in capo alle donne e  questo impedisce una piena affermazione delle donne sul mercato del lavoro”.
 

Combattere la disoccupazione: ecco le professioni green più richieste

In un periodo come questo di piena crisi economica, in cui il lavoro o non lo si ha o lo si “inventa”, ecco che prendono sempre più piede nuove professioni lavorative legate al mondo dell’ecologia e dell’eco-sostenibile.

Quando si parla di “economia verde“, o più comunemente green econmomy, ci si riferisce dunque a quel ramo dell’economia che prende in considerazione, oltre che i principi dell’economia stessa, l’impatto ambientale, cioè i potenziali danni ambientali prodotti dall’intero ciclo di trasformazione delle materie prime a partire dalla loro estrazione, passando per il loro trasporto e trasformazione in energia e prodotti finiti fino ai possibili danni ambientali che produce la loro definitiva eliminazione o smaltimento.

Olbia, domestica licenziata: la famiglia Bassu si difende dall’accusa: “E’ tutto falso!”

Giusto ieri in un precedente articolo (che potete trovare qui) vi abbiamo raccontato la storia di Alessandra Dalu, una colf che ormai da due anni lavorava come domestica per un noto e benestante imprenditore di Olbia, la quale è stata licenziata con un semplice sms dopo aver informato i suoi datori che non sarebbe potuta andare al lavoro per soccorrere la sorella, vittima dell’alluvione che nei giorni scorsi ha colpito la Sardegna.

La donna aveva deciso di denunciare l’episodio all’emittente regionale “Cinquestelle Sardegna“, e questa storia ha in un men che non si dica creato molto scandalo e scalpore.

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