Vi è mai capitato di andare al supermercato e pensare due volte prima di acquistare un prodotto della linea dello stesso? A me si, mi chiedevo mille volte ma sarà buono? Come mai costa così poco rispetto ai prodotti di marca? Sarà un prodotto scadente?… Invece con mia grande sorpresa mi sono sempre dovuta ricredere, allora ho voluto indagare più a fondo. Da dove arrivano i prodotti che vengono marchiati con il logo del supermercato? Prendiamo per esempio lo yogurt CONAD, molto buono, costa un terzo degli altri, ma proviamo a leggere lo stabilimento di produzione…. che sorpresa scoprire che è prodotto dalla Vipiteno. Ma non è finita, l’olio d’oliva sempre della della CONAD è prodotto dalla Farchioni.
Se potessi farei volentieri a meno dell’automobile, preferirei viaggiare solo se necessario, viaggiare con mezzi di trasporto, viaggiare meglio, vivere in posti così belli ed accoglienti da preferire un libro ad un viaggio… torniamo alla realtà!
Ecco l’automobile che vorrei.
L’automobile che vorrei dovrebbe essere un mezzo di trasporto comodo, spazioso, economico e soprattutto sicuro. Potenza e look sono secondari.
Il concetto è che l’automobile dovrebbe servire per viaggiare in sicurezza: una buona automobile è quella che mi porta a destinazione senza rischio per me e per gli altri utilizzatori della strada.
C’è un motivo per il quale in una nazione evoluta come l’Italia non si potrebbe eliminare il denaro contante?
Direi che la risposta potrebbe essere: no!
Stando così le cose, in un momento storico nel quale la tecnologia permea tutte le nostre attività quotidiane e nel quale la crisi economica obbliga tutti ad una riflessione sul proprio modo di vivere, ci chiediamo se esista un modo per obbligare tutte le categorie sociali a pagare le tasse.
Eliminare il denaro contante potrebbe essere una soluzione, analizziamone i pro e i contro.
VANTAGGI
T. Colin Campbell è un famoso scienziato americano.La sua fama è dovuta principalmente ai suoi studi trentennali riguardanti la correlazione tra dieta e malattia nell’uomo. Le sue ricerche sono riassunte in un libro eccezionale “The China Study” edito in italia da Macro Edizioni.
Chi è Colin Campbell?
Biochimico e nutrizionista americano, Campbell nasce da una famiglia contadina. Cresce in una fattoria, circondato da animali d’allevamento ed alimentandosi secondo la più classica delle diete onnivore: principalmente prodotti del lavoro della sua famiglia ossia cereali, latte, formaggi, uova, carne e ortaggi. Diventa biochimico e ricercatore alla Cornell Univesity nello stato di New York, si specializza in nutrizione.
Molte persone lamentano giustamente
l’inadeguatezza della rete di trasporti pubblici in Italia, soprattutto nelle province, ma anche nella maggior parte dei centri cittadini.
La maggior parte delle città italiane non ha una metropolitana, quelle esistenti non sono certo comparabili con le omologhe in altre città europee.

Treni, autobus, filobus, tram non sono certo mezzi di trasporto che permettono agli utenti spostamenti veloci ed efficienti, basti verificare la condizione e gli umori della maggior parte dei pendolari italiani.
Quali sono i motivi di questa inefficienza?
Un mio arguto collega, interpellato sul tema, mi ha dato uno spunto illuminante, il seguente.
In Italia, pensiamo solo alla nostra Pianura Padana, la pessima pianificazione territoriale ha reso il nostro territorio esageratamente urbanizzato. Le città hanno centinaia di paesi, i paesi numerose frazioni anche di pochissimi abitanti, le zone industriali e gli uffici sono sparsi un pò ovunque. Alcune province sono un unico continuum di edifici, abitazioni, strutture industriali, spezzoni di campagna, ecc…
Tutti noi prima o poi abbiamo avuto a che fare con il notaio per il rogito di una casa, una successione, un’eredità, un testamento o un atto di compravendita. Nessuno di noi avrà dimenticato la tariffa e le spese cui è incorso in tali atti, ma pochi si saranno chiesti il perchè di tali oneri.
In questo articolo vogliamo ragionare su questa figura professionale al fine di capire come tale professionista potrebbe diventare più utile e meno oneroso per la cittadinanza.
C’è qualcuno di noi che oggi giorno potrebbe vivere senza possedere un’automobile?
Probabilmente si: chi non ha soldi per mantenerla, chi abita in città ben servite dai mezzi di trasporto pubblici, chi vive e lavora vicino a casa o addirittura in casa.
Oggi tuttavia l’automobile è diventata un mezzo essenziale per la maggior parte di noi.

Per comodità o pigrizia a volte non riusciamo nemmeno a fare 500 metri senza automobile, ma anche per esigenze effettive, di lavoro e di spostamento. La stragrande maggioranza di noi vive fuori città o in città non servite da mezzi pubblici efficienti, quindi è costretta a muoversi in automobile.
Chiunque sia andato ad abitare in una nuova casa che abbia dello spazio esterno avrà provato svariate modalità per rendere quanto più utile e confortevole questo piccolo fazzoletto di terra.
Chi si diletta con un bel prato, aiuole fiorite, orticelli più o meno professionali, terrazze…
Ad ognuno la scelta pratica ed estetica che più gradisce.
Personalmente sono passato per tutti questi stadi e con il passare degli anni il traino delle mie scelte è stato il criterio di utilità che, aiutato da una proverbiale ed ecologica pigrizia, ha di gran lunga soppiantato il criterio estetico di bellezza.
In sostanza l’evoluzione è stata: giardino (questo è stato l’apice estetico), orto (apice ecologista a Km zero), ghiaino.
Per anni sono stato travolto dal “vizio” dell’acquisto di libri. Libri di narrativa, di saggistica, di alimentazione, libri per fare regali…
Libri, libri, libri…. dovevo averli, dovevo poterli riporre sulle mensole della mia libreria, che ormai tappezzano varie parti della casa, dovevano essere sempre alla portata, a mia disposizione.
Poi un giorno mi sono chiesto: quante volte hai riletto un libro?
Alla risposta “Mai!” sono sorti altri interrogativi: ha senso comprare tutti questi libri? C’è un modo migliore di un altro per leggere? E’ davvero indispensabile possedere i libri che leggo?
La risposta non è scontata, ma ci da l’occasione di affrontare un argomento d’attualità.
L’Italia è lo Stato che ci ospita e nel quale siamo cresciuti. Fin da piccoli abbiamo sfogliato mappamondi, disegnato cartine geografiche, tracciato confini, imparato e giocato con i colori delle bandiere nazionali, viaggiato per il mondo con i nostri passaporti.

Negli anni i
confini sono cambiati velocemente, di continuo, sono caduti muri, sono scoppiate guerre che hanno cambiato la morfologia e la vita di molti stati.Ad un attento osservatore non sarà sfuggito che in questi primi anni di globalizzazione gli stati hanno perso la capacità di governare le proprie economie che hanno attraversato ogni frontiera creando dinamiche incontrollabili dalle legislazioni nazionali. Ed allora gli stati cercano di federarsi, come fu per gli Stati Uniti d’America, come sta accadendo all’Unione Europea, come accadrà probabilmente in futuro in Medio Oriente o nel nord Africa o in Sud America.
Chiediamoci: perchè accade questo? Cosa significa? Perchè un uomo è legato dalla sua nazionalità alla terra in cui nasce e non può muoversi liberamente tra stati e nazioni, mentre una multinazionale può tranquillamente operare in tutto il mondo?