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Val di Non: allarme pesticidi

Il Trentino è una delle regioni italiane che presenta un alto numero di colture intensive e perciò l’uso dei pesticidi è massiccio. Soprattutto per quanto riguardano i meleti.

Il Comitato Non-Pesticidi della Val di Non era riuscito già nel 2010 ad approfondire la questione riuscendo ad analizzare le urine degli abitanti trentini: i risultati fecero scalpore per la presenza di pesticidi nelle urine stesse.

Anche Legambiente si è occupata di questa situazione dichiarando che le mele provenienti dal Trentino sono le più contaminate da sostanze tossiche a causa dell’uso troppo elevato e spesso addirittura fuorilegge dei pesticidi.

Riso integrale: alleato della salute

Mangiare integrale è meglio e ciò vale anche per il riso!

Da un recente studio pubblicato sul British Medical Journal si apprende che l’abitudine di mangiare riso bianco è spesso associata con l’insorgere del diabete di tipo 2.

L’indice glicemico è infatti più elevato nel riso non integrale. In quest’ultimo poi vi è un minor contenuto di magnesio e di fibra solubile ed anche altre sostanze risultano in minor quantità.

Comprare biologico è davvero così costoso?

Ormai è appurato che mangiare biologico è un’abitudine molto salutare: il nostro corpo non viene intaccato da nessun pesticida velenoso e la maggior parte dei nutrienti contenuti nei cibi rimane invariato.

Il biologico è quindi consigliato a tutti: in modo particolare ai bambini che così facendo non introducono nessun veleno chimico.

Ma se i benefici del biologico sono ormai inconfutabili c’è chi continua ad acquistare prodotti non biologici poichè considera quest’ultimi troppo costosi o introvabili.

Ciò può essere vero se ci si ferma a degli acquisti superficiali o se si danno per vere convinzioni popolari e pregiudizi senza indagarne la veridicità.

Biologico: Emilia Romagna in testa alla classifica Bio

È l’Emilia Romagna la regione dove si produce di più Biologico, e che ha ben 2700 aziende dedicate al Bio, con altre 860 aziende che sono in fase di trasformazione e 441 quelle in conversione, e ben 625 allevamenti. Oltre 3600 sono i lavoratori occupati nel settore, e sono sfruttati da questo settore ben 76mila ettari di terreno, il 7% della superficie regionale, insomma una regione sempre più Bio. Tra le province quella più impegnata è quella di Forlì-Cesena con 549 aziende agricole biologico, vengono poi Parma con 434 e Bologna con 359 aziende. Ed anche se le aziende Biologiche sono il 3% del totale regionale hanno ricevuto ben 181 milioni di euro di contributi, il 34% del totale, per far fronte agli alti costi di questo settore.

Biologico: un Italiano su sei usa questa categoria di prodotti

biologico1La Coldiretti-Swg ha realizzato una ricerca sull’alimentazione degli Italiani, presentata in un’evento creato da lei stessa a Cernobbio, il “Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione“. Da questa ricerca è emerso che il 14% degli Italiani, uno su sei, usa prodotti biologici, mentre un altro 15% compri prodotti alimentari direttamente dal produttore. Il presidente della Coldiretti, Sergio Marini dichiara che ”la crisi non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini che continuano ad esprimere un forte interesse per le produzioni ad elevato contenuto salutistico, identitario e ambientale, esiste in realta’ una polarizzazione nei comportamenti. Chi ha disponibilita’ di reddito ed e’ un consumatore attento alla qualita’ e alla tipicita’ consolida i propri stili mentre chi si trova in difficolta’ e’ spesso costretto a rinunciare”.

“Alta Rosa”: intervista a Valeria Doga. Per un abbigliamento più etico ed ecologico

Abbiamo deciso di intervistare chi ha creato il marchio Alta Rosa, un nome connesso con la produzione e la vendita di abiti naturali e da coltivazione biodinamica.
1) Che cos’è il marchio “Alta Rosa”? Perchè questo nome?

ALTA ROSA è una linea di abbigliamento con tessuti naturali e da coltivazione biologica. Abbiamo iniziato la nostra attività con le due collezioni annuali per la donna che poi si è arricchita con la linea di abiti da sposa e la mamma in attesa.

Abbigliamento in cotone biologico: quali sono i vantaggi?


Forse in pochi conoscono la differenza tra il cotone biologico e quello non biologico.

Quest’ultimo viene coltivato secondo i metodi più tradizionali: in questo caso l’uso di pesticidi e fertilizzanti è massiccio! Il 25% di tutti i pesticidi a livello mondiale vengono utilizzati solo per la coltivazione del cotone.

L’impiego del cotone per i tessuti è davvero enorme e di conseguenza anche la sua coltura è di notevoli dimensioni: le sostanze tossiche impiegate per esso vanno però ad inquinare fauna e flora e si rivelano pericolose anche per gli esseri umani.

Scelta biologica e abbigliamento

Come abbiamo già scritto in articoli precedenti, il biologico si sta diffondendo sempre più! Forse pochi sanno però che anche l’abbigliamento può essere acquistato in modo etico e biologico!

Gli abiti biologici sono fabbricati in forma naturale, rispettando l’ambiente e le ditte che li producono sono solitamente quelle più attente e sensibili alle tematiche ambientali.

Questi particolari capi contengono prodotti biodegradabili e non tossici ma il più naturale possibile. I tessuti originano da fibre naturali come il cotone organico o il lino coltivati senza pesticidi. Ciò permette la salvaguardia dell’ambiente ma anche della nostra pelle: sono particolarmente indicati, infatti, per chi soffre di allergie ai tessuti non naturali.

Cibo e bevande biologiche: il logo che ne garantisce origine e qualità

Il cibo biologico si sta diffondendo sempre più. Chi decide di intraprendere questo cammino deve però stare allerta: non tutti i prodotti che si dichiarano biologici lo sono! E purtroppo si sa che quando vi è una forte richiesta da parte dei consumatori si fa di tutto – anche mentire – pur di vendere!

Per essere considerati tali tutti gli alimenti e le bevande devono possedere sull’etichetta un simbolo: il logo UE dell’agricoltura biologica. Questo simbolo assicura che il prodotto rispetta il Regolamento UE circa l’agricoltura biologica.

Il biologico vince la crisi

La decisione di scegliere prodotti biologici appartiene a sempre più italiani.

Nel primo quadrimestre del 2011, infatti, si è riscontrato un aumento dell’11, 5 per cento. E’ un dato importante e che fa riflettere vista la crisi in atto dal punto di vista economico nel nostro paese.

Probabilmente chi acquista biologico decide di non risparmiare su un bene così primario come il cibo e sceglie di diminuire gli acquisti in settori più superficiali.

I prodotti biologici stanno diventando così una vera e propria abitudine e non – come invece è stato in passato – una moda passeggera o una scelta di nicchia.

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