Archivio : gennaio, 2018

Tabù e patti di silenzio nelle famiglie: cosa sono e come liberarsene

“La menzogna e il silenzio compongono molti drammi familiari.”
— Tristan Bernard

Esistono in molte famiglie quello che alcuni chiamano “patti di silenzio”, ovvero, dei tabù dei quali non bisogna parlare mai. Che sia per proteggere il buon nome o l’immagine della famiglia o per evitare di riesumare un’antica ferita che ha colpito profondamente alcuni dei membri, c’è una legge non scritta che vieta di riportare in superficie alcuni drammi passati. Il problema nasce quando quell’alone di silenzio, invece di proteggere i membri della famiglia, diventa qualcosa di pesante che ostacola il percorso dei membri stessi portando l’albero-famiglia ad ammalarsi inesorabilmente.

Butterfly Lovers: la leggenda d’amore patrimonio dell’umanità

La storia d’amore tra Liang e Zhu è paragonabile alla tragedia di Romeo e Giulietta, i due innamorati che morirono tragicamente a causa del loro amore contrastato.

Ama, ama follemente, ama più che puoi e se ti dicono che è peccato ama il tuo peccato e sarai innocente.
William Shakespeare ~ Romeo e Giulietta 

La storia di Liang Shanbo e Zhu Yingtai affonda le proprie origini nel 1600 nella cultura popolare cinese, i due giovani erano destinati ad un amore impossibile, lei nobile, bella e ribelle e lui letterato di umili origini.

Liang Zhu

Non ho bisogno di te, ecco perché ti amo!

Il mito dell’altra metà della mela

 

mela

Siamo cresciuti con un’idea fissa in testa: da qualche parte nel mondo, esiste “la” persona giusta per noi, quella che ci completerà perfettamente, la nostra dolce metà o anima gemella. Ma per quanto romantica possa essere questa visione, sottintende una cosa ben triste: nessuno di noi è totalmente intero, completo, e la nostra felicità dipende dalla nostra fortuna nel trovare quella determinata persona.

Fare un cammino di consapevolezza non rende buoni ma scomodi e incompresi

Negli ultimi anni la New Age, letteralmente “Nuova Era”, è diventata un’espressione obsoleta, rimpiazzata dal termine spiritualità,  che Wikipedia descrive come segue: “…La spiritualità, all’interno di una grande varietà di concezioni culturali e religiose, è spesso vista come un percorso, o cammino spirituale, lungo il quale si avanza per conseguire un obiettivo determinato, quale ad esempio un più alto stato di consapevolezza, il raggiungimento della saggezza o la comunione col divino in termini di trascendenza o di immanenza, il che solitamente presuppone una qualche forma di liberazione dalla materialità. Il mito della caverna di Platone, contenuto nel VII libro de La Repubblica, è una buona descrizione di un siffatto cammino.

Smettete di controllare e aprite la mente al caos!

Non sempre quello che pensiamo sia giusto lo è veramente, o perlomeno quello che è giusto per noi può non esserlo per qualcun altro. Ovviamente non sto parlando di leggi o reati, rubare è sbagliato per tutti, ma pensiamo a quello che ci fa stare bene, a qualcun altro può far stare male. Il fatto di pensare che ad ogni azione che crediamo giusta corrisponda sempre la stessa reazione è un concetto che ci ha imposto la società in cui viviamo, basta guardare una pubblicità qualsiasi per rendersi conto di quanto sia manipolatrice su questo aspetto, un buon profumo, un bell’abito e subito tutto diventa perfetto, non funziona proprio così, non esiste un manuale dove trovare il modo corretto per fare le cose e soprattutto non sempre le cose vanno come uno se lo aspetta: bisogna imparare a Smettere di Controllare.

Essere Felici per Igor Sibaldi non vuol dire accontentarsi ma avere il coraggio di cambiare

Sentiamo continuamente parlare di felicità ma qual è il significato autentico di questa parola? Felicità è sinonimo di contentezza? Secondo lo studioso Igor Sibaldi i due termini non hanno nulla a che vedere l’uno con l’altro sebbene vengano spesso utilizzati come sinonimi. La contentezza presuppone un accontentarsi e, quindi, il rimanere contenuti, soddisfatti di ciò che si è già. Un po’ come quando si dice,  “accettati come sei o accettati per quello che sei“, affermazione oggi molto in voga, che forse andrebbe messa in discussione.

Il video che insegna ad Educare senza Limitare

Spesso ci troviamo a spiegare ai nostri figli come fare le cose, anche quelle più semplici, mostriamo loro come fare e ci aspettiamo che loro le facciano allo stesso modo, ma ogni individuo e quindi anche i nostri bambini, hanno un loro modo per fare le cose e di vedere il mondo, e non possiamo pensare che il nostro modo sia l’unico corretto.

Educare

Famiglia narcisista: come riconoscerla e smettere di soffrire

L’impronta indelebile della famiglia

In una famiglia sana ed equilibrata, i genitori si prendono cura dei propri figli dando amore, cura e quella serie di lezioni indispensabili per aiutarli a diventare col tempo delle persone equilibrate, felici – per quanto sia possibile –, responsabili e capaci di trovare il loro posto nel mondo. La famiglia è quel nucleo che nutre il corpo, il cuore e la mente del bambino e dove lui imparerà a diventare grande; i genitori, da canto loro, si ritroveranno a vestire quel ruolo meraviglioso – ma gravoso allo stesso tempo – che lascerà un’impronta indelebile nella vita dei propri figli.

Se vivrai nell’anima, sarai una creatura libera, selvaggiamente inquieta…

Qualche giorno fa, mi sono imbattuta in un messaggio di Manuele Dalcesti, conosciuto come “il filosofo dello zaino leggero” che ha percorso ben 6 volte il cammino di Santiago e che conduce uno stile di vita che molti potrebbero considerare come folle, ma ecco la grande saggezza del suo messaggio:

Anima

Se vuoi una vita centrata e equilibrata.., è alla mente che ti devi affidare, non all’anima; l’anima ti squilibra e ti destruttura lentamente fino a farti diventare una pura esplosione di energia: tanti pazzi sono diventati tali per ‘eccesso d’anima’, ovvero per non aver saputo indirizzare correttamente il flusso di energia vitale che implica seguire l’anima. No, non sarai mai sereno se vivi nell’anima: sarai una creatura viva, meravigliosamente libera, selvaggiamente inquieta.

Simona Atzori: la ballerina e pittrice senza braccia che insegna ad amare la vita

Nascere con un handicap fisico è spesso motivo di grandi preoccupazioni perché la maggior parte di noi è abituata a percepire la menomazione come un ostacolo. C’è chi si fa abbattere dal peso della diversità, chi riesce a sostenerlo, chi impara a trasformare la “debolezza” in forza. Cosi è stato per la ballerina e pittrice Simona Atzori, nata a Milano il 18 giugno 1974 da genitori di origine sarda. Una bimba come tante se non fosse stato per le sue braccia, di cui è priva dalla nascita.

Newsletter di EticaMente

Ricevi le nostre Notizie nella tua E-Mail

SpotLight

Favole e Fantasia
Accedi | Copyright 2010-2018 Eticamente.net è un progetto CiancioLab sas WebAgency - Partita IVA 04201560655