Annamaria Manzoni, psicologa e animalista nonchè scrittrice di due saggi imperdibili sul rapporto uomo-animale (“Noi abbiamo un sogno” e “In direzione contraria”) ha analizzato dal punto di vista psicologico e sociologico un fatto di cronaca recente con al centro il maltrattamento animale. Eticamente ha il piacere di ospitare le sue significative parole ed invita tutti a riflettere.
Ne avrete sicuramente sentito parlare, ne avrete visto alcune immagini girando sulla rete o su qualche telegiornale, di sicuro è un tema non trattato ampliamente come dovrebbe ma la strage di randagi che si sta svolgendo inUcraina non può passare inosservata.

Il massacro è stato messo in atto in previsione degli Europei di calcio Polonia Ucraina del 2012 per i quali si necessita di strade “pulite” e presentabili, è per questo hanno pensato bene di ammazzare i cani randagi e di bruciarli poi in forni crematori mobili.

Il maltrattamento di animali è il reato previsto dall’art. 544-ter del Codice Penale ai sensi del quale:
1. Chiunque, per crudeltà o senza necessità , cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 1 anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro.
2. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi.
Troppi piccioni? E l’assessore della giunta di Como, per risolvere la situazione, arruola circa 80 cacciatori incaricati di sparare ai volatili!
La giustificazione di questo assessore? Egli dichiara: “Non ho mai sparato a un animale, ho quattro cani, due gatti e decine di insetti, visto che sono un entomologo. Sono molto dispiaciuto per questa situazione. Abbiamo provato tutti i metodi ecologici e non cruenti per ridurre le colonie di piccioni ma non è bastato. Non potevamo attendere oltre”.
Inevitabile la rivolta degli ambientalisti e degli animalisti!
In un terreno a Velletri, in provincia di Roma, sono state trovate diverse trappole nascoste destinate con tutta probabilità ai cani randagi.
Nella giornata di ieri, infatti, proprio imprigionato in una di queste trappole è stato trovato un cane in fin di vita. E’ intervenuta la polizia e grazie all’intervento dei veterinari della Asl l’animale è stato curato e liberato.
Sul sito ufficiale dell’ANSA si legge a proposito di questo fatto: “ interpellato dalla polizia, il responsabile del terreno dove sono state ritrovate le trappole (e l’animale catturato) ha negato di esserne il fautore, non riuscendo però a dare spiegazioni convincenti di come mai quelle trappole si trovassero nella sua proprietà . Per l’accaduto è stata sporta una denuncia contro ignoti“.
Affrontiamo un argomento delicato, spesso ci capita di sentire parlare di maltrattamenti, di abusi e di mancanza di rispetto verso i nostri amici animali… ma a chi ci dobbiamo rivolgere se per caso dovessimo incappare in uno di questi episodi???
Bhè sicuramente in primo luogo deve partire una denuncia alla polizia o ai carabinieri, ma il maltrattamento di fatto chi lo verifica?
Secondo l’Ufficio legale della LAV non c’è bisogno dell’accertamento di un veterinario Asl per raggiungere la prova di fronte a casi di flagranza di soprusi e violenze, sia fisiche che psicologiche, subite dagli animali.
A giugno ci sarà l’europeo di calcio 2012: quest’anno toccherà all’Ucraina ospitare questo evento sportivo!
Per tale motivo, visto che il territorio sarà sotto l’attenzione dei riflettori di tutta Europa e anche oltre,  le autorità hanno iniziato a far “pulizia”. Non di rifiuti ma di animali randagi!
Il randagismo, infatti, è un fenomeno molto diffuso e fuori controllo in Ucraina: probabilmente fino ad ora non è mai stato un problema da affrontare! Ma adesso l’immagine del Paese rischia di essere rovinata proprio a causa di questi animali!
Ricchi turisti che decidono di trascorrere la propria vacanza non sdraiati al mare o a passeggio tra i boschi di una montagna, bensì in un safari africano per cacciare elefanti, giraffe o rinoceronti.
E’ quello che capita ormai da tempo in molti stati africani. Cacciare qualsiasi tipo di animale non è vietato dalle leggi locali e di conseguenza tutti possono partecipare a queste battute, se accompagnati da guide esperte.
Il giro d’affari è notevole e questo fenomeno sta attirando sempre più persone: sembra, infatti, che il solo fatto di poter uccidere animali quasi intoccabili dai più e anche di grandi dimensioni faccia sentire la persona cacciatrice forte ed onnipotente.