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Riciclo telefonini: cauzione all’acquisto per incentivarlo?

Quello del riciclo dei telefonini, ne abbiamo già parlato,  non è un settore sviluppato. I cellulari in disuso vengono lasciati per lo più in cassetti e scatole domestiche e dimenticati nel tempo. E questo accade sia perchè le aziende del settore non incentivano la restituzione del telefonino sia perchè i proprietari dello stesso non sono informati sulla possibilità concreta di poterlo riciclare.

Arriva, quindi, una proposta dalla Germania per incentivare questa ecologica restituzione.

Il partito dei Verdi suggerisce di aggiungere una cauzione di 10 euro al momento dell’acquisto dei telefonini che verrebbe quindi restituita solo alla fine del ciclo d’uso del cellulare.

Riciclo alluminio: Italia al terzo posto nel mondo

L’alluminio, sorprendentemente, è un materiale ecologico: viene riciclato totalmente!

L’Italia si posiziona al primo posto in Europa e al terzo posto mondiale nel riciclo dell’alluminio: più del 70% proviene dagli imballaggi come barattoli o lattine.

Gino Schiona, direttore generale del Cial (Consorzio Imballaggi Alluminio) dichiara: “C’è esportazione dei nostri lingotti: le aziende automobilistiche tedesche acquistano l’alluminio per componenti dei loro modelli. Il riciclo è un percorso industriale e manifatturiero sia a valle, quando pensiamo alla raccolta, alla selezione e al lavoro fatto nelle fonderie, dov’è prodotto il nuovo materiale, sia a monte visto che il fatturato del settore degli imballaggi in alluminio, industrie specializzate in laminati con i quali si fanno, ad esempio, le lattine, è pari a 12 miliardi di euro”.

Riciclo cellulari: nasce il Device Renewal Forum

Il Device Renewal Forum è un’associazione di industrie nata per sensibilizzare le aziende e gli utenti che utilizzano il cellulare sulla possibilità di riciclare il proprio telefonino.

Attualmente, infatti, la maggior parte dei cellulari in disuso non viene riciclata ma gettata nei rifiuti: se invece ci fosse l’abitudine al riciclo di questi oggetti si risparmierebbero miliardi di euro ed anche l’ambiente ne gioverebbe.

Benzina ricavata dall’olio fritto

L’olio fritto fa male? All’uomo certamente ma non all’ambiente!

Se si raccoglie, si pulisce e si riutilizza può servire in molti casi: per fare il pieno all’autobus oppure per pagare l’illuminazione pubblica.

Insomma può diventare un vero e proprio combustibile!

Questo è un vero caso di riutilizzo intelligente: l’olio, infatti, una volta utilizzato verrebbe buttato andando anche ad inquinare l’ambiente. In questo modo invece si attua un recupero verde: da inutile e dannoso a positivo ed ecologico!

Alicucio: l’artista che trasforma il rifiuto in amore!

Alicucio è il marchio di oggetti in legno particolari e meravigliosi. La bellezza aggiunta di queste produzioni sta nei materiali che le compongono: principalmente materiali di recupero.

Dietro a questa scelta ecologica c’è un artista siciliano, Arcangelo Favata. Egli ha scritto la tesi in design intitolata ” Dal rifiuto all’amore per le cose“, per evidenziare il fatto che il rifiuto non deve esistere: tutto può essere trasformato in qualcosa di utile e bello!

Riciclo o non rifiuto?

E’ giusto riciclare ma è ancora più giusto ed etico non creare rifiuti!

La nostra società consumistica produce una quantità di rifiuti esageratamente enorme. Fortunatamente sta prendendo piede sempre più in ognuno di noi la sana abitudine del riciclo: la raccolta differenziata del rifiuto sensibilizza l’uomo verso ciò che può essere trasformato e riutilizzato. Questa abitudine ecologica deve ancora ancorarsi in modo significativo in ogni persona ma il percorso è già ben intrapreso!

Se quindi l’abitudine mentale e concreta del riciclo è largamente diffusa, ciò che appare più ovvio e scontato per diminuire drasticamente le immondizia, cioè la capacità di non creare rifiuti, non lo è affatto!

L’idea dell’Unicef per ridurre i rifiuti nelle emergenze

Fornire cibo e riparo alle vittime di una catastrofe naturale è una delle priorità per i servizi di emergenza, ma a involontariamente vengono “forniti” anche molti rifiuti che in situazioni critiche vanno a sommare un ulteriore disagio alle vittime.

Per risolvere il problema, l’UNICEF ha pensato a dei contenitori ispirati ai mattoni Lego.

L’idea è semplice e utile: permette di riutilizzare i contenitori per costruire dei ripari temporanei dalle intemperie una volta consumato il cibo contenuto al suo interno. I “mattoni” re-inventati dall’agenzia delle Nazioni Unite sono costituiti da due parti, una contenente acqua potabile e l’altra una razione di riso e terminato l’utilizzo primario possono essere riempiti con sabbia o terriccio ed essere usati dalle vittime di calamità naturali per assemblare dei ripari di fortuna. In questo modo si evita anche l’accumulo di rifiuti provenienti dai contenitori usati per le razioni di emergenza.

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