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Macinazione a Pietra: la Panificazione più Sana e Nutriente

La riscoperta della tradizione contro gli eccessi della produzione industriale moderna. Per una sana e nutriente panificazione il metodo insuperato resta il più antico: quello della macinazione a pietra. Contro le farine bianche e molto raffinate derivate dai metodi industriali che badano alla velocità e alla quantità di produzione – oggi all’origine di molti problemi di allergie e intolleranze alimentari – il vecchio ma sempre valido mulino a pietra garantisce un prodotto finale più ricco di sostanze nutritive e con le massime qualità organolettiche, grazie alla lentezza di lavorazione che evita il surriscaldamento. Pazienza se le farine risultano più scure, irregolari e grossolane: alla fine quel che conta è che ciò che mangiamo sia benefico, gustoso, ricco di proprietà nutrizionali e facilmente digeribile.

Intestino: il Custode del Nostro Benessere

«Tutte le malattie hanno origine nell’intestino».

Antica citazione quanto mai attuale quella di Ippocrate, poiché questo organo a forma di tubo e ripiegato all’interno dell’addome svolge un ruolo cruciale per il mantenimento di una perfetta salute fisica e psichica.

Quale tratto del canale alimentare che segue allo stomaco e sbocca all’esterno con l’orifizio anale, l’intestino risulta fondamentale per il completamento della digestione, l’assorbimento dei nutrienti, l’eliminazione delle sostanze di scarto, il funzionamento del sistema immunitario e la difesa dell’organismo da batteri o altri elementi nocivi provenienti dall’esterno; diviso in due porzioni principali (intestino tenue, che presiede al compimento delle funzioni digestive avviate nello stomaco e all’assorbimento dei nutrienti, e intestino crasso, deputato invece ad assorbire l’acqua e i sali minerali che si trovano nella parte indigeribile degli alimenti e a espellere il cibo non digerito sotto forma di feci), questo prezioso organo ospita un vero tesoro, il microbiota, che costituisce il principale alleato per la nostra salute.

Tonno in scatola: ecco i marchi che praticano pesca sostenibile

tonno in scatola

Le etichette del tonno in scatola si rivelano sempre più trasparenti. Ciò è stato reso possibile grazie all’ultimo monitoraggio dei volontari di Greenpeace.

Queste a seguire sono le aziende che ultimamente hanno fatto dei buonissimi progressi: – Calvo/Nostromo; – Mareblu; – Generale Conserve, As do Mar e Conad. Mentre le aziende di tonno in scatola che invece non stanno facendo grandi progressi sono: – Mare aperto/Star; – Carrefour.

Una nazione europea dice stop al bisfenolo A nei contenitori alimentari. Divieto dal 1° gennaio 2015

Dal 1° gennaio 2015, in Francia sarà vietato l’utilizzo del bisfenolo A (BPA) sia nei contenitori a contatto con gli alimenti che per gli scontrini fiscali. A darne l’ufficialità della notizia è stata Ségolène Ryal, ossia ministro francese dell’ecologia.

Per chi non lo sapesse, ricordiamo che il bisfenolo A (BPA) è una sostanza chimica usata prettamente in relazione con altre sostanze chimiche per produrre resine e plastiche. Il bisfenolo A è, infatti, usato nel policarbonato, ossia una plastica rigida molto performante e trasparente. Il policarbonato, per giunta, viene usato per produrre contenitori per uso alimentare come ad esempio i biberon, recipienti di plastica e stoviglie di plastica.

Taranto: tracce di dossina e Pcb nelle uova di alcune masserie nell’agro di Martina Franca e di Crispiano

Lo scorso 8 Gennaio il Fondo Antidiossina ha lanciato un allarme dopo che, a seguito di alcune analisi, sono state trovate tracce di diossina e Pcb (policlorobifenili) nelle uova prelevate da alcune masserie nell’agro di Martina Franca e di Crispiano, in provincia di Taranto.

Immagine da: www.vivavoceweb.com

Allarme che è stato confermato anche dai dati ufficiali acquisiti dalla onlus e redatti dal Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto e dell’Istituto Zooprofilattico di Puglia e Basilicata.

Fabio Matacchiera, presidente del Fondo Antidiossina, è tornato sulla questione dopo aver ottenuto i rapporti di prova con cui già in passato l’Asl aveva certificato la presenza degli inquinanti nelle uova.

Lo zafferano: conoscerlo e coltivarlo

Crocus sativus, lo zafferano, che è ben diverso dalla curcuma con la quale spesso viene confuso, è definito da alcuni come pianta aromatica, da altri come spezia, la questione è un po’ ambigua come nel caso del coriandolo, in ogni caso la parte utilizzata è il pistillo, lo stimma per esattezza (il che lo differenzia nettamente dalla curcuma che è una radice) che viene poi essiccato e a volte macinato e questo lo dovrebbe annoverare tra le spezie.

Cannella, la regina delle spezie

C’è un aroma, un sentore misterioso, dolce e pungente allo stesso tempo, esotico e nordico, un sentore che caratterizza ogni alimento a cui è abbinato, c’è un aroma confortante e rasserenante che può essere memoria di una fredda giornata parigina o i una caldissima giornata in riva all’oceano indiano, può essere spolverata, infusa, macinata, caramellata, è la cannella.

Praticamente la regina delle spezie, conosciuta in tutto il mondo, usata per tè infusi, per dolce e salato, questa spezia è sempre stata considerata preziosa e faceva parte delle spezie reali della cucina indiana, usata per arricchire il piatti di marajah e ricchi mercanti.

Borragine: una panacea di stagione. La usate?

Nelle serate invernali le erbe ed i decotti sono come una coccola, un caldo abbraccio verde che rincuora e conforta, rinvigorendo corpo e spirito. Tante sono le erbe che ci accompagnano in questa stagione, ma una tra tutte è di uso antico ed è seguita da una lunga tradizione erboristica: la borragine.

Secondo Plinio un decotto di borragine ha il potere di allontanare la tristezza e di donare la gioia di vivere risvegliando le forze vitali dal torpore invernale, per i Celti era sinonimo di coraggio e prima che i guerrieri si accingessero alla battaglia veniva preparato per loro un decotto di borragine per infondere forza nei loro animi; un compito meno nobile, ma sicuramente utile, era quello che le attribuivano gli antichi greci dai quali, questa pianta così versatile, era considerata un ottimo rimedio contro i sintomi dell’ubriachezza.

Allarme Uova Avvelenate

Le Asl Lombarde hanno esaminato le uova degli allevamenti ed il 76% di esse sono risultate avvelenate.

Diossina e policlorobifenili (PCB – inquinanti persistenti dalla tossicità pari quella della diossina) sono stati trovati in 23 allevamenti su 30 esaminati.

L’avvelenamento coinvolge allevamenti che si trovano a Milano, a Sesto San Giovanni, a Monza e lungo il Lambro, fino ad arrivare a Mantova e paesi limitrofi come Marmirolo e Borgoforte.

La diossina è classificata come sicuramente cancerogena e inserita nel gruppo 1, Cancerogeni per l’uomo dalla IARC. La diossina è solubile nei grassi dove tende ad accumularsi e nelle uova ne è stato trovato un tasso decisamente superiore a quello consentito dal limite europeo di 5 picogrammi per grammo di grasso.

Borgo Montello, kiwi e ortaggi avvelenati da arnesico e metalli pesanti: rapporto mai divulgato alla popolazione

L’ignoranza è una brutta bestia“, e quando si parla di “ignoranza” mi riferisco a colui che ignora, che non conosce in modo adeguato un fatto, un dato, qualcosa e, a fronte di questo, non si rende conto delle possibili conseguenze dovute ad un atto specifico della persona stessa.

Succede nelle province di Roma e Latina, nella cosidetta Valle d’oro di Borgo Montello: piantagioni di insalata, pomodori, uva da tavola, ma sopratutto di kiwi. Tutta roba venduta in Italia. Tutta roba tossica. E noi, come sempre, ignari di tutto. E chi di competenza, come sempre, se ne resta nel suo silenzio.

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