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Cavalli che trainano carrozze: la sofferenza che non vogliamo vedere!

Roma: un cavallo a terra per un malore davanti a Palazzo Chigi

Quasi un mese fa un cavallo si accasciava per le vie di Roma; era esausto e, sdraiato sulla strada, si rifiutava di muoversi ignorando completamente i richiami dell’uomo al quale apparteneva.

Era un lavoratore e svolgeva un servizio in favore dei turisti portandoli di qua e di là soltanto con l’aiuto della sua stessa forza, riusciva a trascinare una pesante carrozza come fosse la normalità.

E in effetti per lui era davvero la normalità, come per tutti gli altri cavalli che subiscono il medesimo destino e per tutta la vita sostano accanto ad un marciapiede in attesa di turisti troppo stanchi per poter camminare ancora sui loro piedi e bisognosi di un aiuto per scoprire qualche altro angolo della città comodamente seduti su quel mezzo di trasporto.

Bile degli orsi: usata per creme, lozioni e medicinali

 

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La medicina della tradizione asiatica ha fatto uso di bile per tantissimi anni, e continua ancora oggi, come uno degli elementi fondamentali per creme, lozioni, non solo veri e propri medicinali ma anche prodotti per la cura di sé e del corpo.

La bile viene estratta dagli orsi tibetani, sfruttati all’interno delle fattorie della bile per l’intera durata della loro vita, all’incirca 20 anni, quando finalmente sopraggiunge la morte.

Anni fa era legale e praticata la caccia all’orso e dai cadaveri degli orsi uccisi veniva estratta la bile, fonte di grandi guadagni per il mercato asiatico e prodotto fortemente richiesto dagli acquirenti.

Produzione della seta: quando la bellezza nasconde una verità terribile!

 

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Morbidezza e splendore contraddistinguono da sempre la seta; tessuto delicato e antico, ha riempito i mercati di ogni luogo, ha viaggiato da un paese all’altro, ha reso fruttuoso il commercio orientale.

È un prodotto nobile e la sua bellezza lo dimostra ma sappiamo bene che, spesso, ciò che per noi è nobile e pregiato ha alle spalle una violenta storia di sofferenza; si tratta di una bellezza indubbia e vistosa ma che riguarda l’apparenza del prodotto e nient’altro perché, se guardiamo più in profondità, scompare la bellezza per far spazio a verità e consapevolezza.

Abbigliamento cruelty-free: la lista delle aziende non violente!

 

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Mentre l’autunno si mette al lavoro e ci scatena contro venti e piogge, noi ci occupiamo del cambio stagione e ci accorgiamo che forse è il caso di fare un salto per le vie del centro per dedicarci un po’ allo shopping.

Scarpe, maglioni, sciarpe e cappotti sono necessari, acquistiamo ciò che più ci piace, cerchiamo occasioni e prezzi moderati e torniamo a casa felici, rigenerati perché spesso andare per negozi è rilassante e terapeutico.

Ma ci siamo mai chiesti cos’è davvero ciò che stiamo comprando?

Zoo: ecco perchè non andarci!

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C’è uno zoo in Egitto, e anche in tanti altri posti, che ospita tantissimi animali, sono splendidi e stanno lì, esposti, affinchè il pubblico possa ammirare la loro bellezza.

Il fatto è questo, viviamo una sola volta e sarebbe davvero uno spreco non poter mai ammirare dal vivo nemmeno un piccolo leone, o magari una tigre.

Certo, “dal vivo” nel senso che è tutto reale, ma ci sono casi in cui tigri e leoni non sono poi così vivi; ma l’importante è vederli, che poi siano vivi, morti o dormano non ci interessa tanto, in fondo non fanno niente di utile, immobili e disinteressati lì dentro, non sono neanche divertenti.

Combattimenti clandestini tra cani: quando la violenza diventa business

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La violenza è orribile, non sembra possibile pensarla diversamente, ma la realtà ci dimostra troppo spesso il contrario.

C’è chi la ritiene, a volte, necessaria, per buone ragioni, o così almeno, si spera; qualcuno ne ha fatto uno sport, che ha di certo un suo perché, visto che, come ogni sport, se praticato con lealtà non diventa nocivo; poi c’è la violenza gratuita, quella che fa arrabbiare davvero perché mette in gioco innocenti, distrugge uomini, donne, bambini, ma è parte integrante di noi e con noi sopravvive; e infine la violenza diventa un business e, si sa, alla vista del vile denaro in pochi non perdono la ragione.

Ecco la nostra salsiccia: la vita dei maiali da macello

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Spesso pensiamo che più ci allontaniamo dal nostro disastrato Paese e più facile è trovare nazioni e città governate dal totale benessere, pensiamo che lì fuori tutto funzioni alla perfezione.

Ne rimaniamo convinti fino a quando scopriamo che certe realtà sono non identiche alle nostre, ma chiaramente peggiori, come nel magnifico Canada, così civile, così ben governato, da ritrovarsi al centro di un’investigazione seguita da denunce che riguardano il trasporto degli animali verso il macello.

Macellazione rituale: la lenta agonia degli animali!

Nel nostro Paese, in tutta la Comunità Europea e al di fuori di questa, negli anni, il rispetto dei diritti degli animali, l’amore per questi considerati dopo tante battaglie esseri senzienti, sono cresciuti, hanno conquistato grande rispetto da parte del genere umano; e con l’aiuto del progresso, le condizioni degli animali negli allevamenti e all’interno dei macelli sono in qualche modo migliorate o almeno regolate da leggi chiare e severe anche se non molto rispettate.

Rimane difficile da concepire comunque la condizione dell’animale allevato per essere mangiato ma è vero che in ogni Paese qualcuno si impegna in modo che gli animali subiscano sempre meno sofferenze.

Il viaggio senza ritorno dei cavalli da carne

cavallo-da-carneNon si parla molto della macellazione dei cavalli e dei cavalli da carne, è vero che è ormai cibo comune, niente di strano sul fatto che anche i cavalli finiscano dentro un piatto, ma a volte sembra che lo dimentichiamo, o meglio, sembra non ci rendiamo conto che quell’animale diventato cibo era prima un cavallo così elegante, selvaggio, indescrivibilmente bello con quel pelo lucido e gli occhi svegli.

Come siamo arrivati a mangiare anche un essere così nobile non è ben chiaro, ma intanto un’indagine recente e ancora in corso ci mostra il processo di macellazione del cavallo.

Caccia alle foche: strage di cuccioli di appena 3 mesi

 

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È una pratica talmente barbara che, pur condizionati dalla nostra innata crudeltà, abbiamo deciso fosse il caso di abolirla e, dopo proteste, provvedimenti e battaglie di ogni tipo, la caccia alle foche è stata vietata qualche anno fa dall’Unione Europea, dagli Stati Uniti, e pure da Messico, Russia e Taiwan.

Ma alcuni ancora resistono, e in testa al commercio della pelliccia delle foche troviamo Canada, Groenlandia e Namibia.

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