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“Prosciutto crudele di Parma”: Suini Maltrattati in un Allevamento Romagnolo

Andare oltre l’apparenza è sempre utile. Anche dietro a un marchio considerato un’eccellenza del made in Italy può nascondersi una terribile realtà di sofferenza. Per sei mesi un team investigativo di Essere Animali – l’associazione no profit che promuove un cambiamento culturale, sociale e politico volto a superare tutte le forme di sfruttamento nei confronti degli animali – ha documentato le incredibili condizioni di vita dei suini in un allevamento intensivo fornitore del celebre Prosciutto di Parma. Una bolgia infernale lo spettacolo che si sono trovati di fronte, ripreso in un video inserito in un sito specifico (www.prosciuttocrudele.it), che ha trovato anche ampia diffusione in importanti media a livello nazionale (Tg3, Corriere della Sera, Il Fatto Quotidiano).

Maltrattamento animale: salvati 74 pulcini dal tritacarne [Video]

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Un maltrattamento animale davvero crudele e orribile che accade però più di quanto si pensi. Settantaquattro piccoli pulcini destinati a un tritacarne. Il motivo? Perchè “imperfetti”.

E’ questo quanto successo in Italia e, in linea generale, quanto succede in tutti gli allevamenti intensivi.

E’ la dura e crudele realtà di questi allevamenti, che come noto utilizza tecniche industriali e scientifiche per ottenere la massima quantità di prodotto al minimo costo e utilizzando il minimo spazio, tipicamente con l’uso di appositi macchinari e farmaci veterinari.

Salviamo i macachi dell’Università di Modena, come Yuri: l’appello della LAV

Si chiama Yuri (foto in alto) ed è uno dei macachi dello stabulario dell’Università di Modena e Reggio Emilia, dove viene tenuta una colonia di macachi usati per gli esperimenti.

Ha circa due anni e mezzo ed è arrivato al centro di recupero fauna Esotica e selvatica di Monte Adone (Bologna) lo scorso 1 Agosto 2012. E qui è iniziata la sua nuova vita.

Grazie a un lungo lavoro di mediazione realizzato dal Comune di Modena, in particolare dall’Ufficio Diritti animali, la LAV (Lega Anti Visisezione) nel 2012 è riuscita ad ottenere dall’Università la liberazione del macaco, Yuri appunto, che prende il nome dall’uomo che lo ha consegnato nella sua nuova dimora.

Rimini, l’ex delfinario non riaprirà: mobilitazioni, petizioni e il Ministero dell’Ambiente nega la licenza

Proprio così.  A meno di un anno dalla chiusura, il delfinario di Rimini rischiava di riaprire e senza autorizzazione. Non solo, la riapertura avrebbe potuto prevedere l’utilizzo di animali come leoni marini, foche e otarie, probabilmente perchè si tratta di animali sottoposti a regole meno restrittive rispetto ai delfini.

Ricordiamo, infatti, che il delfinario fu chiuso dopo che il servizio Cites del Corpo forestale dello Stato aveva disposto il sequestro per presunto maltrattamento ed evidenti violazioni del decreto, che stabilisce le modalità di detenzione e gestione dei tursiopi in cattività (n. 469/2001) e l’assenza di autorizzazione e il riconoscimento della struttura quale zoo-delfinario (ai sensi della legge 73/05).

Il delfino italiano che parla e fa impazzire il web, il video è virale. In realtà è un maltrattamento!

In questi giorni un particolarissimo video sta letteralmente facendo impazzire il web. Di cosa si tratta? Il protagonista di questa notizia è un delfino italiano parlante!

La notizia del delfino parlante ha già fatto il giro del mondo, il cetaceo parlante si esibisce in un delfinaio italiano dove ogni giorno insieme ad altri suoi esemplari fa divertire grandi e piccoli che accorrono numerosi ai loro spettacoli.

Ma dobbiamo assolutamente far capire che  se per noi “spettatori” si può trattare di divertimento e spettacolo, per questi poveri cetacei invece è una vera e propria sofferenza in quanto i loro naturali e vitali comportamenti, come procurarsi il cibo, socializzare e percorrere decine di chilometri al giorno, vengono loro negati perché imprigionati in una realtà artificiale!

Penguin Foundation: cercasi maglioncini fatti a mano per salvare i pinguini dal petrolio

La Penguin Foundation di Phillip Island, in Australia, è un’associazione che da anni si occupa della tutela dei pinguini.

Se sapete lavorare a maglia, ma siete stufi di fare le solite sciarpe o cappellini per amici e parenti, la Penguin Foundation ha una proposta che fa al caso vostro.

Purtroppo, infatti, sono molti i pinguini che sono stati colpiti dalle fuoriuscite di petrolio, per cui l’associazione ha ben pensato di realizzare dei maglioncini con lo scopo riabilitativo ed educativo per tutti questi piccoli animali che sono stati salvati dal petrolio.

Immagine da: Penguin Foundation – Pagina Facebook

Olimpiadi invernali di Sochi: verranno uccisi più di 2mila animali randagi, ecco il motivo

C’è una tragica storia che purtroppo si sta ripetendo, proprio com’era già successo in Ucraina per gli Europei 2012 e a Pechino per le Olimpiadi nel 2008. Questa volta tocca a Sochi, città russa dove il 7 febbraio inizieranno le Olimpiadi invernali 2014 e per tale occasione sono stati investiti ben 42.500 euro per finanziare lo sterminio di massa di cani randagi.

A quanto pare le autorità russe non vogliono che siano presenti nelle strade della città, volete sapere l’assurdo motivo? Perché sono un danno all’immagine! Questo è quanto è stato dichiarato da Sergei Krivonosov, un deputato della regione di Krasnodar: “abbiamo un obbligo verso la comunità internazionale. C’è un evidente problema con gli animali per le nostre strade e il metodo più veloce per risolverlo è ucciderli”.

Lily ed Alice cercano una famiglia: aiutiamole!

Abbiamo deciso di diffondere le richieste di adozione delle associazioni animaliste che cercano di aiutare gli animali a trovare una famiglia.

Oggi vogliamo presentarvi due sorelline splendide che non devono essere divise perchè condividono una storia triste e proprio per questo difficile passato il loro legame è davvero forte. Cercano una famiglia che le sappia amare in tutta Italia.

Si chiamano Lily ed Alice e questa è la loro storia raccontata dall’Enpa (Ente Nazionale protezione Animali):

Tar Treviso: Le Volpi Verranno Uccise

 

Qualche giorno fa vi avevamo parlato della decisione del TAR di Treviso di dare il via allo sterminio di 1050 volpi, del grandissimo sforzo da parte di moltissimi cittadini che si erano prodigati per raccogliere un milione di firme per chiedere l’abrogazione di questo scempio e poter salvare questi poveri animali.

photo by matthew-hull at morgueFile.com

Sapete in cosa consiste la caccia “in tana”? E’ una caccia dove le vittime designate sono cuccioli e mamme (1050 in tutto!), in modo da poter permettere ai cacciatori di poter cacciare liberamente fagiani e lepri, senza essere disturbati dal loro predatore naturale, la volpe appunto.

Sperimentazione Animale: 70 Miliardi di Euro Per Chi Usa Metodi Innovativi

Per chi decide di abbandonare i consueti metodi si sperimentazione animale ci sarà un grosso incentivo da quest’anno: 70 MILIARDI  di euro in finanziamenti!

Ciò sarà possibile grazie a Horizon 2020, un quadro per la ricerca pluriennale approvato dal Parlamento Europeo che partirà  quest’anno e si concluderà nel 2020.

Questo progetto è rivolto alle imprese (pubbliche o private) che adotteranno metodi innovativi di sperimentazione, che decideranno quindi di abbandonare cavie animali come topini e criceti per adottare al loro posto nuovi soggetti robotici. Si potrà così seguire l’esempio degli  Stati Uniti dove questi metodi di sperimentazione alternativa vengono già impiegati da tempo, come testimonia il National Institute of Health’s automated robot-technicians che utilizza i soggetti robotici per testare sostanze chimiche.

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