Quasi un terzo del mais raccolto durante lo scorso anno in Italia è cancerogeno a causa della presenta di aflatossine. Quest’ultime sono micotossine prodotte da specie fungine o da muffe: sono pericolosamente tossiche e cancerogene.

Un vero e proprio disastro ambientale che riguarda in modo particolare la Pianura Padana: la siccità del 2012 ha provocato lo svilupparsi di queste muffe tossiche.

Il mais in questione non va bene per l’alimentazione umana e nemmeno per quella animale. Anche il suo impiego per diventare biocarburante in forma di etanolo non è adatto. Diventerà invece biogas: gli esperti assicurano che durante il processo di fermentazione anaerobica queste pericolose sostanze tossiche si annullano.

Far diventare il mais biocarburante è, questa volta, l’unica soluzione possibile. Altrimenti verrebbe buttato. Ricordiamoci, però, che il biocarburante non è ecologico e soprattutto “ruba” terreno alle coltivazioni che invece servono per sfamare l’uomo. Potrebbe diventare, come in questo caso, una soluzione saltuaria per tutte le coltivazioni che per un motivo o per un altro non possono essere destinate all’alimentazione umana.

Fonte: Informarexresistere.it

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