Pietro Maso è un uomo di 41 anni. Non ancora ventenne ha ucciso, con l’aiuto di amici, i genitori Rosa e Antonio nella loro villetta di Montecchia di Crosara, in provincia di Verona. Un delitto che tutti ricordano. I ragazzi, dopo aver commesso gli omicidi, sono andati in discoteca.

Domani Pietro sarà libero. Fu condannato a 30 anni di reclusione, per via dell’indulto ne ha scontati 22.

Roberta Cossia, il giudice di Sorveglianza di Milano che ha firmato il fine pena per Maso, afferma che domani sarà “un cittadino come tutti gli altri e cosi’ dovra’ essere considerato” e aggiunge in risposta alle polemiche di questi giorni: “Mi stupisco che ci siano ancora polemiche quando un condannato per un fatto comunque atroce  ha scontato la sua pena e torna in liberta’. Il motivo per il quale cio’ suscita un certo fastidio sta nell’istinto vendicativo, umano, per cui non viene tollerato che ci sia un fine pena”. Inoltre dice: “‘Spero anche che la gente impari ad accettare che quando un castigo viene interamente espiato bisogna passare oltre, abbandonando l’istinto di aggiungere surplus di punizione non previsto”.

Parole che ci inducono certamente a riflettere.

Fonte: Ansa.it

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