I Figli di Černobyl [video]

Mancano 20 giorni all’anniversario dell’esplosione del reattore n°4 di Černobyl. Sono passati 27 anni ma non per questo dobbiamo dimenticare.

 

Era il 26 aprile 1986 alle ore 1:23:00 circa, la centrale nucleare era la V.I. Lenin, situata in Ucraina settentrionale. L’incendio proseguì per 10 giorni: i gas e le polveri sottili vennero trasportati attraverso le correnti d’aria nella maggior parte dei paesi dell’Europa Centrale e del Mediterraneo, ricadendo al suolo con le intense precipitazioni dei mesi di aprile e maggio. Dalla centrale nucleare fuoriuscirono 50 tonnellate di materiale radioattivo (equivalenti all’esplosione di 10 bombe atomiche) che coinvolsero 5 milioni di persone e 5 mila villaggi.

I morti furono 65 accertati e furono stimati altri 4.000 decessi dovuti a tumori e leucemie. I dati ufficiali però Greenpeace li contesta e presenta cifre che arrivano fino a 6.000.000 di decessi su scala mondiale.

Questo è un video per non dimenticare quello che succede dopo l’esplosione, quando la nube tossica si deposita, quando tutto torna calmo, ma quando ormai il mostro radioattivo si è radicato nelle persone, è penetrato nelle loro carni e ha prodotto i figli di Černobyl.

 

Proprio stasera al telegiornale è stata data la notizia di una presunta minaccia da parte delle Corea di un attacco nucleare all’America. Questo è un video che dovete vedere per realizzare cosa vuol dire “nucleare” e cosa viene dopo il nucleare.

Malformazioni congenite dovute a forti dosi di radiazioni, immagini dure ma che con coscienza non dobbiamo non guardare, dopo 27 anni dal disastro nucleare che ha colpito tutto il mondo non solo Černobyl.

 

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 04/04/2013
Categoria/e: Ambiente, Inquinamento, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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