L’Emilia Romagna apre gli ospedali a cani e gatti

Finalmente, cani e gatti potranno entrare negli ospedali per coadiuvare le terapie medicinali.

La  pet therapy (in italiano zooterapia) s’intende, generalmente, una terapia dolce, basata sull’interazione uomo-animale. Si tratta di una terapia che integra, rafforza e coadiuva le tradizionali terapie e può essere impiegata su pazienti affetti da differenti patologie con obiettivi di miglioramento comportamentale, fisico, cognitivo, psicosociale e psicologico-emotivo.

Con la nuova legge si darà un nuovo impulso alla zoo-terapia,  e si potranno aprire le strutture sanitarie pubbliche e private, attraverso un apposito disciplinare, agli animali da affezione. Il progetto di legge, composto da nove articoli (di cui uno, l’ottavo, di modifica alla l. r. 8/1994 sulla caccia, soppresso da un emendamento presentato in aula dal relatore, Andrea Defranceschi), era stato sottoscritto, nella sua veste originaria, da Marco Monari (Pd), Gabriella Meo (Sel-Verdi), Mauro Manfredini (Lega nord), Andrea Defranceschi (Mov5s), Gianguido Bazzoni (Pdl) e Liana Barbati (Idv).

La pet therapy non è quindi una terapia a sé stante, ma una co-terapia che affianca una terapia tradizionale in corso. Lo scopo di queste co-terapie è quello di facilitare l’approccio medico e terapeutico, delle varie figure mediche e riabilitative soprattutto nei casi in cui il paziente non dimostra collaborazione spontanea. La presenza di un animale permette in molti casi di consolidare un rapporto emotivo con il paziente e, tramite questo rapporto, stabilire sia un canale di comunicazione paziente-animale-medico sia stimolare la partecipazione attiva del paziente.

L’assessore regionale alla Sanità, Carlo Lusenti, commentando l’approvazione in Assemblea legislativa della nuova legge sul benessere animale, dice: ““Viene migliorata ulteriormente una normativa che è già all’avanguardia a livello nazionale nella tutela del benessere degli animali“.

Molto importante  per il paziente è avere la possibilità di portate il suo animale da compagnia all’interno delle strutture pubbliche e private  nelle ore di visita. La presenza dell’animale agisce direttamente sul benessere fisico e psichico della persona malata. E’ questa una opportunità di portare sollievo, soprattutto nei casi di lungo-degenza o nelle fasi più avanzate della malattia.

Lusenti aggiunge che è “importante e innovativo  l’articolo che introduce la possibilità per la persona ricoverata di farsi portare il proprio animale da compagnia all’interno delle strutture di cura pubbliche e private accreditate nelle ore di visita. La presenza dell’animale agisce direttamente sul benessere fisico e psichico della persona malata. Non ci sono altre esperienze regolamentate in Italia – ha aggiunto – se non iniziative sporadiche introdotte in alcuni reparti o in alcune strutture. In questo senso, l’iniziativa della Regione Emilia-Romagna è una assoluta novità“.

 

Articolo scritto da Marina Cau

Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 28/03/2013
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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