Nel mese di marzo del 2011 un forte terremoto ha causato un disastro nucleare in Giappone. Le conseguenze sono state – e continuano ad esserlo – drammatiche.

Pensate che di recente vicino alla centrale di Fukushima, luogo dove è avvenuto l’incidente, è stato pescato un pesce tipico della zona che dalle analisi  effettuate risulta essere contaminato ben 2500 volte in più rispetto alla quantità di radiazioni ammissibili per legge. 

Un disastro di cui più nessuno parla. Notizie che è meglio nascondere per difendere interessi politici ed economici.

Le persone che prima vivevano nei pressi della centrale non rivedranno forse mai più le loro case, vivono da emarginati e la loro salute è in forte pericolo. Un contadino della zona dichiara: “Ho coltivato il mio campo di riso senza l’utilizzo di concimi chimici o pesticidi, in modo da poter garantire la sicurezza alimentare e fare del bene all’ambiente. Ora l’intero ambiente è stato contaminato, chi ci risarcisce? non dobbiamo rimanere in silenzio difronte a tutto ciò”.

I bambini, poi, sono le vittime più sfortunate: secondo il parere de dottor Suzuki, il tasso di cisti e noduli tiroidei nei bambini contaminati è al 43,7%, circa 20 volte superiore a quello associato a Chernobyl! Dei dati davvero scioccanti!

E le radiazioni sono in continuo aumento.

Ma quanto durerà questa contaminazione? I media ci raccontano che tutto è sottocontrollo. Ma è davvero così?

Pensate che solo nel 2012 le pecore scozzesi sono state dichiarate ufficialmente libere dalla radioattività sprigionata da Chernobyl…

Fonte: ambientebio.it

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