Mucca pazza: reintrodotte le farine animali negli allevamenti da parte dell’Unione Europea

Lo scandalo europeo della carne di cavallo spacciata per carne di manzo sta “nascondendo” la notizia della reintroduzione delle farine animali per l’alimentazione del bestiame. La decisione è dell’Unione Europea.

Le proteine animali trasformate (chiamate PAT) diventeranno il pasto per maiali, polli, conigli e pesci da allevamento. Per i ruminanti, invece, resta in piedi il divieto stabilito nel 2001: le farine di origine bovina erano già state messe al bando nel per la potenziale trasmissibilità di BSE (encefalopatia spongiforme bovina) e TSE(encefalopatie spongiformià),  trasmissibili come si è potuto tristemente verificare anche all’uomo.

Ma perchè questo cambiamento di rotta? Perchè si è deciso di reintrodurre le farine animali?

La maggioranza della comunità scientifica istituzionale è convinta che il morbo della “mucca pazza” si sia verificata solo ed esclusivamente a causa dall’utilizzo di carcasse infette e non perchè si è violentata la natura di animali erbivori che si sono visti costretti a nutrirsi di carne.

Ricordiamo che dodici anni fa il contagio da “mucca pazza” fu devastante per l’ uomo e per gli animali: 400.000 casi di bovini infettati nel mondo e 210 morti per la variante umana, di cui 2 anche in Italia.

Dal 1 giugno 2013 entra dunque in vigore il Reg. (UE) 56/2013 approvata lo scorso luglio dal Comitato permanente per la catena alimentare e la salute animale (SCoFCAH): gli ani­mali di acquacoltura, pollame e suini ritorneranno a mangiare farine animali.

Saranno vietati mangimi fatti con animali della stessa specie per evitare il cannibalismo che può portare a possibili mutazioni genetiche pericolose anche per l’essere umano. Però a tal proposito il Regolamento stesso dichiara chiaramente che: “Ad oggi non esiste alcun metodo diagnostico convalidato che permetta di rilevare la presenza nei mangimi di materiale ottenuto da suini o da pollame. Pertanto, qualora fosse nuovamente autorizzato l’impiego di PAT di origine suina nei mangimi per pollame e di PAT di origine avicola nei mangimi per suini, non sarebbe possibile controllare la corretta applicazione del divieto di riciclaggio all’interno della specie.”

Troppi scandali dietro alla produzione di carne. Troppo guadagno che scavalca la salute degli animali stessi e del consumatore.

 

 

 

Dott.ssa Elena Bernabè

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avatar Articolo scritto da Dott.ssa Elena Bernabè il 21/02/2013
Categoria/e: Notizie, Primo piano.

Responsabile della redazione. Laureata in psicologia, appassionata di tematiche ambientali, animaliste ed equosolidali. Assetata di verità e disposta a tutto per ottenerla. Ama scrivere e creare in tutte le sue forme

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