Uccisa a fucilate la cerbiatta Belinda

Ok… vediamo se riesco a riportarvi questa notizia senza lasciarmi prendere dal nervoso dalla rabbia e dallo sconforto.

Tutto comincia quando la bella Belinda, una cerbiatta di pochi mesi, viene ritrovata accucciata e infreddolita in una stalla a Biserno, nell’Appennino Forlivese.

A raccontare quello che è successo è Andrea Cocchi, 28 anni, titolare dell’agriturismo «il Molino» dove la cerbiatta era solita recarsi tutte le sere per avere in dono una leccornia o a giocare con i bambini del paese. «Ho sentito distintamente i colpi di fucile, hanno tremato i vetri. Sono uscito, assieme al proprietario del ristorante “Vecchia Romagna”, per vedere cosa stesse accadendo: a sparare è stato un vicino di casa, un cacciatore fanatico. Quando ci ha visti ha gridato: “Non avvicinatevi, è meglio per voi se non vi avvicinate”. Non riesco a comprendere perchè lo abbia fatto: non solo ha ucciso un animale che in qualche modo era diventato il simbolo della nostra comunità, ma lo ha fatto addirittura nell’abitato, dove è tassativamente vietata la caccia».

L’assassino (perchè solo così si può definire questo essere) ha compiuto la sua miserabile opera venerdì sera, poco dopo le 17 e 30, ha ucciso la cerbiatta Belinda a sangue freddo, con il rischio di ferire anche qualche bambino…

E pensare che Belinda era ormai un simbolo del paesino,  molte famiglie venivano addirittura a trascorrere il fine settimana a Biserno soltanto per poter vedere e giocare con la cerbiatta.


E Andrea racconta ancora come trovò Belinda nel 2011: «Non so come fosse finita nella stalla, era piccolissima. La madre doveva averla data alla luce pochi mesi prima. Presumo che sia morta perchè non succede mai che un cucciolo venga abbandonato. Le abbiamo dato il nome di Belinda perchè… era bella, un muso dolce, proprio come quello di Bambi. L’abbiamo nutrita dandole ogni giorno, grazie anche all’aiuto di tutta la comunità, sei o sette litri di latte. Per qualche mese ha dormito nella stalla. Poi si è fatta una specie di cuccia qui vicino, nel bosco».

Tutta la popolazione di Biserno aveva adottato la piccola, era a tutti gli effetti una cittadina del borgo romagnolo, giocava coi bimbi, mangiava dalle loro mani, dormicchiava sugli zerbini dei locali dai quali riusciva sempre a “scroccare” qualche dolce o frutto e spesso addirittura la cena servita direttamente dalle cucine del ristorante «La vecchia Romagna».

E Venerdì sera la cucciola è stata freddata, uccisa, un’esecuzione che ha scioccato tutti i cittadini, ma sopratutto i bambini che ormai erano abituati all’animale e la consideravano un’amica.

E Andrea conclude il suo racconto sospirando: «Ci fosse stato un cristiano nelle vicinanze sarebbe stato colpito anche lui». «Tra i nostri clienti ci sono carabinieri e poliziotti, so che vogliono presentare un esposto all’autorità giudiziaria. Di una cosa qui a Biserno siamo tutti sicuri: l’uccisione della povera Belinda non ha nulla a che fare con la caccia. E’ come se avessero sparato a qualcuno di noi».

Questa non è caccia… questa non va trattata come una battuta di caccia dove la gente si indigna ma è tutto regolamentato, questo è un vero e proprio assassinio senza pietà e senza rimorso. Qui non ci sono leggi che possano coprire il malfatto, quest’uomo ha ucciso un animale domestico in pieno paese, con un’arma da fuoco. Quest’uomo non merita la libertà, bisogna togliergli il permesso di portare armi e condannarlo per maltrattamento e uccisione di animali. Voi cosa ne pensate?

[Fonte IlCorriere.it]

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 19/02/2013
Categoria/e: Animalismo, Maltrattamento, Primo piano.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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