In Italia c’è sempre più cemento. E questo fatto oltre a rendere “brutto” il paesaggio lo rovina con conseguenze devastanti per il territorio e per la salute dell’uomo.

Produciamo una quantità di cemento esagerata e per crearlo sono necessari servono sabbia, ghiaia e pietrisco. E così scaviamo come delle talpe instancabili, violentando l’ambiente: le cave continuano in questo modo ad aumentare.

Un’alternativa alle cave esiste ed è anche ecologica: basta recuperare, come avviene in molti paesi europei, i materiali dalle costruzioni e dalle demolizioni. Possono essere piccoli o grandi recuperi ma tutti fondamentali. Pensate chi in Danimarca il quantitativo di materiale edile riciclato è di ben il 94,9%. Questo accade perchè proprio in Danimarca il rifiuto edile è tassato in modo molto salato e di conseguenza viene preferito il riciclo.

In Italia le cose vanno sempre storte: siamo tra i più grandi produttori di cemento ma non lo ricicliamo. La solita triste e amara barzelletta.

E la nostra meravigliosa penisola sta perdendo la sua natura. E accade ogni giorno.

La profezia di Salvatore Settis, archeologo e storico dell’arte, dichiarata in passata si sta purtroppo già avverando: “Vedremo boschi, prati e campagne arretrare davanti all’invasione di mesti condomini, vedremo coste luminosissime e verdissime colline divorate da case incongrue e palazzi senz’anima. Vedremo quello che fu il Bel Paese sommerso da inesorabili colate di cemento”.

Ma l’Italia subisce questa violenza in modo passivo? Sembrerebbe proprio di no: frane, smottamenti, esondazioni sono in aumento, accadono senza preavviso…

 

Fonte: Corriere.it