In Afghnanistan le bambine di anche soli 9 anni sono promesse in sposa a parenti. L’unico gesto che può invalidare il patto matrimoniale è la morte. E così molte ragazze preferiscono morire piuttosto che restare mogli-prigioniere.

Alcune tentano la fuga ma il prezzo da pagare se prese è nei migliori dei casi il carcere o, nella situazione peggiore, la morte.

Nel 2009 è entrata in vigore la legge sull’Eliminazione della violenza contro le donne: questa legge vieta i matrimoni forzati in Afghanistan ma ciò non ha cambiato molto le cose.

Si legge sul Corriere.it riguardo la situazione drammatica delle bambine in Afghanistan: “ogni  10 milioni di bambine nel mondo sono costrette a sposarsi, una ogni tre secondi;  mentre 150 milioni di bambine sotto i 18 anni sono vittime di stupro o altre forme di violenza sessuale”.

Come si fa a dare voce a queste donne, ragazze, bambine così ingiustamente trattate? Dove sono i loro diritti?

L’unica loro salvezza, spesso, è la morte: è una situazione inaccettabile. Il mondo non può rimanere passivo di fronte a tanta ingiustizia.

Fonte: Corriere.it