Grazie alla denuncia della Lav è stato condannato a 8 mesi il professore di anatomia di una scuola milanese che ha ucciso due conigli in classe durante la lezione.

Questa la dichiarazione dell’associazione animalista riguardo la condanna: “una nefandezza finalmente condannata, in un caso che rappresenta un importante precedente giuridico in ambito didattico, e un segnale rassicurante sotto il profilo pedagogico”.

La Lav descrive l’accaduto: il professore “aveva fatto arrivare a scuola quattro conigli, fatti appositamente uccidere per scopi didattici, ma due di questi, ancora vivi, erano usciti fuori dal contenitore. A quel punto il docente aveva prima cercato di strangolarli, quindi li aveva colpiti ripetutamente a pugni, per poi uccidere uno dei due sopravvissuto alla prolungata violenza colpendolo a martellate sulla testa; scene raccapriccianti, degne di bassa macelleria, ed eseguite anche davanti a minorenni”.

Delle barbarie degne di punizione e per di più in un ambiente scolastico.

Michela Kuan, biologa, responsabile Lav settore Vivisezione dichiara a tal proposito: “Dopo lunghe testimonianze, e il coraggio di professori e studenti che hanno voluto smascherare le nefandezze compiute dal docente è arrivata la condanna, una pietra miliare nei diritti degli animali che sono ancora considerati oggetti e le cui violenze sono troppo spesso oggetto di derisione o disinteresse. Metodi così incivili non sono solo inaccettabili eticamente, ma totalmente inutili, in quanto l’anatomia non si insegna più sezionando animali ma tramite un’ampia disponibilità di modellini, plastici, video e ricostruzioni interattive tridimensionali, che oltretutto simulano e spiegano l’organismo di molte specie, non solo di una”.

Noi non possiamo far altro che concordare in pieno con le parole dei rappresentanti della Lav.

Fonte: http://www.lastampa.it