Nessun dialogo, solo emozioni e sensazioni arcaiche che ti corrono sulla pelle e ti toccano il cuore; è questa la particolarità di The Little Child, il microfilm emozionale del regista Michele Pastrello, che ha scelto di girare questo cortometraggio come un racconto fiabesco sul tema del Puer aeternus, il bambino interiore.

“Perché noi siamo l’enigma che nessuno decifra. Siamo la fiaba racchiusa nella nostra immagine.”
(J. Gaarder)

Inizia così, The Little Child: tra i ricordi sfocati dal tempo che scorre e i passi mossi con esitazione per ritrovare la strada che porta a casa. Ogni immagine si fa guardiana di un significato che trasforma lentamente lo spettatore in protagonista: l’adulto che guarda quel bambino tormentato dalle ferite emotive, rinchiuso nella sua soffitta, e che cerca di salvarlo, siamo noi.

“The Little Child”, un invito a guardarti dentro

The Little Child Il Bambino interiore

Il cortometraggio, rigorosamente senza dialoghi, parla un linguaggio universale fatto di simboli ed emozioni che emergono dall’inconscio e guidano lo spettatore in un viaggio interiore alla scoperta di sé, o meglio, alla riscoperta di quella parte spesso trascurata, dimenticata, prigioniera di quelle ferite che pesano come un macigno sul cuore.

“C’è una evidente tematica dietro The Little Child, una tematica che, in un tempo molto ristretto, cerco di raccontare e portare alla luce, in modo che la gente possa vedere e rivedersi o, magari, prenderne coscienza. Siamo esseri articolati e complessi, noi umani, dobbiamo imparare a guardare dentro di noi, ma in modo sincero, crudo racconta il regista, Michele Pastrello.

The Little Child regala emozioni autentiche, quasi viscerali, divise tra nostalgia e speranza; una speranza che il regista ha deciso di regalare al mondo il giorno del solstizio d’inverno mettendo il suo corto in streaming, com’è solito fare da ormai diversi anni con le sue opere.

(Troverai il VIDEO qui SOTTO)

Emozioni da vivere a Natale per riconciliarti col tuo bambino interiore

Il filmato è una riflessione visiva sul Puer aeternus, archetipo legato ai temi della nascita e della rinascita dell’io nella psicanalisi junghiana. Confinato al mondo dell’infanzia, il bambino interiore non riesce a realizzarsi, rimane bloccato nel passato.

The Little Child Il Bambino interiore 1
Una scena del cortometraggio

Ma ecco che quando tutto sembra perduto, il bambino riesce ad uscire dall’ombra e diventa Eroe: lotta contro quei guardiani-carcerieri che lo avevano limitato al mondo dell’infanzia e cerca di raggiungere il suo alter ego adulto, che i Guardiani della Soglia avevano cacciato via.

“Diciamo che The Little Child è il terzo capitolo di una trilogia sul tema della riconciliazione (gli altri due titoli sono Nexus – sul tema del legame – e The Key – sul ritorno a sé). Ed è arrivato da sé sulla base di un percorso su me stesso che sto cercando di fare. Come tutti io ho i miei inferni interiori e, come tutti, buona parte di essi arrivano dal passato, da situazioni che mi sono capitate da bambino e che ho assorbito. L’intelligenza emotiva è come una spugna, a quel tempo. Trattiene dentro sé molto. E quel molto ci rimane dentro anche quando siamo adulti e viene “rilasciato” un po’ nella stessa logica con cui è stato assorbito. Da lì, secondo me, nascono molti conflitti interiori. The Little Child, attraverso la raffigurazione di ciò (Bambino Interiore, Adulto e i Blocchi Emotivi), parla di questo, di un viaggio dentro sé per dire a quel nostro bambino che andrà tutto bene. A patto che l’adulto abbia la consapevolezza per permetterglielo” ci spiega Michele Pastrello.

Michele Pastrello
Michele Pastrello in The Little Child

Il filmato è curato nei minimi dettagli, nulla è lasciato al caso: i titoli dei libri sugli scaffali della libreria, le incisioni della scatola dalla quale emergono i ricordi, i suoni,… Tutto conferisce all’opera una dimensione profonda, quasi a strati, che permette ad ognuno di cogliere un livello di lettura in base alla sua sensibilità.

Il linguaggio universale è la chiave che apre tutte le porte

La visione intimista del regista permette di muovere una riflessione profonda che esula dal messaggio stesso del video che scoprirai tra poco: c’è un linguaggio che ognuno di noi conosce, al di là delle parole, e che ci permette di comunicare, di entrare profondamente in contatto con l’altro. È questo linguaggio universale che possiamo usare per entrare dentro di noi: un linguaggio fatto di simboli ed archetipi che ci catapulta direttamente nella dimensione inconscia del nostro essere.

È questo linguaggio arcaico che Michele Pastrello è riuscito ad usare con maestria in The Little Child, per farci vivere questo film da protagonisti: perché dentro ognuno di noi, c’è un bambino che aspetta di essere ascoltato e compreso, ci sono i Guardiani della Soglia che difendono il loro santuario, c’è una bauletto dentro al quale abbiamo rinchiuso i ricordi dolorosi e poi c’è quel messaggio di speranza, che volteggia in aria come un aquila maestosa che non teme la libertà.

Alla fine della storia, non sapremo mai se vivranno tutti felici e contenti ma questo non è lo scopo di questa fiaba; non importa del futuro, ciò che conta è ora.

Commovente, potente, sorprendentemente profondo, The Little Child non mancherà di toccare le tue corde sensibili.

Guardalo ora in streaming.

 

* Il regista Michele Pastrello ha scelto come protagonista Samuele T., un bambino senza alcuna esperienza recitativa. Il cortometraggio è stato prodotto da Massimo Belluzzo, produttore e documentarista, e fotografato da Beniamino GelainThe Little Child è stato girato nell’Alpago poco dopo le grandi piogge di novembre 2018.

Sandra “Eshewa” Saporito
www.risorsedellanima.it