La cerimonia del divorzio sta letteralmente spopolando in Inghilterra: c’è chi celebra la ritrovata libertà con parenti e amici, chi si dà all’anti-matrimonio, un matrimonio al contrario in cui si “riavvolge il nastro” e durante il quale le formule recitate sono promesse per il futuro: “giuro di non amarti”, ecc.

divorziare

Infine, c’è chi ha deciso di onorare quella parte della vita trascorsa insieme e di voltare pagina in un atto di profondo amore verso se stessi e i propri figli. È così che è nato la celebrazione del divorzio come rito di passaggio.

Anche il divorzio è un momento di passaggio

Uno dei primi a parlare del divorzio come rito di passaggio è Grayson Perry, artista contemporaneo inglese, conosciuto per condurre la docu-serie “Rites of passage ( in onda su Channel 4) dove affronta temi come la nascita, la pubertà, la morte e il matrimonio.

Il matrimonio è l’inizio di un cammino in due dove due persone che si amano, con le loro paure, i loro desideri, i loro sogni e demoni interiori, decidono di seguire lo stesso sentiero. Purtroppo, capita che il sentiero si dividi e che i compagni di viaggio debbano andare ognuno per la propria strada.
insieme

Nessuno si sposa con l’idea di divorziare un giorno, ma capita che le circostanze della vita ci spingano a doverci separare. Mentre molte persone vivono il divorzio come una guerra dove spesso vengono coinvolti i figli, altre decidono di accettare la fine di questo periodo importante della loro vita e di voltare pagina in modo più rispettoso, per darsi la possibilità di cominciare un nuovo capitolo.

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Celebrare il divorzio richiede amore per se stesso e rispetto per ciò che è stato

Mentre il matrimonio celebra l’unione di due persone che cammineranno fianco a fianco, il divorzio celebra la fine di questa unione e l’inizio di una nuova vita, nel rispetto del proprio passato (“No, non è stato uno sbaglio: è stato semplicemente una tappa importante della nostra vita”).

coppia a distanza

Ma parliamo anche di rispetto verso i figli che non devono assistere ad una guerra spietata, tra le due persone che amano di più, in cui oltre a dover fare il lutto della famiglia come l’hanno sempre conosciuta, si ritrovano a soffrire degli effetti collaterali del risentimento che i genitori serbano l’uno per l’altra.

Celebrare un divorzio, con la consapevolezza e il rispetto che potrai vedere tra poco in video, di certo richiede un certo tipo di percorso e una volontà di agire non per vendetta e rancore, ma con uno sguardo rivolto al futuro.

All’odio, si preferisce lasciar andare, liberare l’altro e liberare se stesso da sentimenti negativi che impedirebbero di proseguire con il cuore più ricco di esperienze e, nello stesso tempo, più leggero.

“Perdona, non perché loro meritano il perdono, ma perché tu meriti la pace.”
(Anonimo)

Celebrare un divorzio significa anche riconoscere il buono che questo ha portato: i figli in primis, e riconoscere che ognuno può cambiare strada facendo; ciò non significa che non ci sia mai stato amore, ma semplicemente che le persone cambiano, e con loro anche i sentimenti.

Ecco che il divorzio fa in dono agli ex-sposi una comprensione importante sulle dinamiche dell’unione: “Non starò con te non finché la morte ci separi, ma finché continuerò ad amarti”.

Perché in un matrimonio, non è il “per sempre” che conta, ma l’amore. Il divorzio rappresenta quindi il punto finale che permette di capire questa importante verità.

Anche la celebrazione del divorzio può essere un atto sacro

Guarda il video

In questo video, Dilly e Mark si ritrovano nel campo dove lui le ha fatto la sua proposta di matrimonio, accompagnati dalle figlie e dai loro amici. Mark comincia con un brindisi in onore di Dilly, sua moglie per 25 anni. Dopo averle chiesto scusa per il dolore che le ha provocato, continua: “Anche se i nostri percorsi potranno divergere, saremo sempre uniti da ciò che il nostro amore ha creato: Rosie e Ruby sono la testimonianza di tutto ciò che di positivo abbiamo avuto…

Dilly prende poi la parola: “Mark è un uomo buono e un padre meraviglioso e so di averlo sposato per tante buone ragioni. Ma ora è giunto il tempo di tracciare una linea e di andare verso un nuovo inizio.

La celebrazione prosegue con atti simbolici: entrambi tagliano lo stendardo, tenuto dalle loro figlie, che rappresenta la loro unione. Cammineranno poi insieme, fianco a fianco, in quel campo di grano che ha unito le loro vite, per poi separarsi e prendere ognuno la propria direzione.

È difficile trattenere le lacrime quando lei le posa, in segno di benedizione, la mano sulla spalla prima di allontanarsi. Nel frattempo, i presenti riuniscono le due metà dello stendardo: loro ci saranno sia per l’uno che per l’altra.

Le figlie, testimoni dell’amore dei genitori, reggono il simbolo di ciò che ha permesso la loro vita. Sostengono i genitori in questa fase importante della loro vita, sono presenti per entrambi e sono libere di amarli tutti i due.

C’è una vita dopo il matrimonio?

Celebrare il divorzio ha diversi significati, oltre alla conclusione del matrimonio: significa onorare il passato, accettare il cambiamento in noi e nell’altro, aiuta a lasciare andare e a chiudere un importante fase della propria vita; ci dà una mano a perdonare, noi stessi e l’altro, a liberarci dal rancore, dalla tristezza, dalla sensazione di aver fallito.

“Quando ho camminato fuori dalla porta verso il cancello che avrebbe portato alla mia libertà, sapevo che se non avessi lasciato l’amarezza e l’odio dietro di me, sarei rimasto ancora in prigione.”
(Nelson Mandela)

Il divorzio non deve essere vissuto come il fallimento di un matrimonio ma come la fine fisiologica di un’unione che non avrebbe più potuto continuare ad andare avanti, se non per “accanimento terapeutico”.

Il divorzio è una fine ma è anche un nuovo inizio.

 

Sandra “Eshewa” Saporito
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