La tua visione diventa chiara solo quando guardi dentro il tuo cuore. Chi guarda fuori, sogna. Chiguarda dentro, si sveglia. [Carl Gustav Jung]

Normalmente siamo abituati a vedere la crescita personale e professionale come una lunga serie di obiettivi da raggiungere.

Per conseguire questi traguardi, ci informiamo e cerchiamo di applicare tecniche di comunicazione, strategie per non procrastinare e trucchetti di ogni tipo per aggirare quella parte di noi che non vuole saperne di agire e di faticare.

Ma è davvero questa la crescita personale?
A mio avviso la risposta è: anche.

Vediamo meglio cosa intendo.

Il viaggio più importante di tutti

Come dicevo, lo schema tipico di chi decide di investire su se stesso è quello di fissare un traguardo cercando di applicare delle tecniche, spesso troppe, di crescita personale.

Se da un lato abbiamo bisogno di investire sulle nostre competenze, dall’altro lato è vero che se ci cristallizziamo troppo sul nostro obiettivo non potremmo mai goderci il viaggio.

C’è una scena che mi piace molto nel film: La forza del campione tratto dal libro di Dan Millman La via del guerriero di pace che esprime molto bene questo concetto.

Dan è seguito e istruito da diversi mesi da una sorta di maestro di vita che lui chiama ironicamente Socrate.

Un giorno Socrate decide di portare Dan in montagna dicendogli che una volta in cima, dovrà fargli vedere qualcosa di molto importante, che darà risposta a tutte le sue numerose domande.

Arrivati alla meta, dopo oltre tre ore di cammino, Socrate svela a Dan che in realtà non c’era assolutamente nulla da vedere.

Subito Dan si sente spiazzato e preso in giro, ma poi grazie ad alcune osservazioni mirate di Socrate riesce a comprendere una grande verità.

Non è la meta che ci rende felici, ma il viaggio.

Dan si rende conto di aver vissuto felicemente il suo viaggio fino al momento in cui ha raggiunto la meta, anche se alla fine del percorso non esisteva un vero e proprio obiettivo.

È il viaggio che ci rende persone migliori e che ci dona la felicità.

Proprio per questa ragione sul mio blog Crescita Individuale, mi occupo di una crescita personale completa a 360°, non solamente legata a obiettivi e liste delle cose da fare.

Una consapevolezza più grande

Come avrai capito, in quest’ottica il raggiungimento dei propri obiettivi ha un ruolo condiviso con il viaggio stesso per raggiungerli.

Possiamo scegliere di diventare super efficaci in funzione dell’ennesimo traguardo, che una volta raggiunto produrrà un obiettivo ancora più lontano, oppure possiamo scegliere di pensare ai nostri obiettivi come a dei piacevoli viaggi di formazione.

Ovviamente non significa vagare a caso senza una meta, ma semplicemente mettere sullo stesso piano il raggiungimento del nostro obiettivo con il percorso per raggiungerlo.

La crescita avviene durante il viaggio, non al raggiungimento della meta.

È come andare in montagna: miglioriamo il nostro tono muscolare, il nostro fiato, la nostra motivazione man mano che saliamo, passo dopo passo.

Ogni metro che facciamo ci rende più forti.

Quando arriviamo in cima possiamo godere dei frutti del nostro sudore, del panorama e del nuovo punto di vista, ma se fossimo arrivati alla vetta con un elicottero, non saremmo mai cresciuti.

Questo è l’errore più grande di chi vuole un risultato senza faticare.

Ad esempio, anche se vincessi una grossa cifra di denaro, non avresti alle spalle le conoscenze e la consapevolezza per gestirlo, perché ti mancherebbe il percorso evolutivo e finiresti per sperperarlo e tornare molto presto alla tua situazione iniziale.

Casi del genere esistono veramente.

Il viaggio vero esiste solamente con una meta

Adesso quindi potresti pensare che non è necessario appuntare impegni, cose da fare e traguardi ambiziosi, ma non è così.

Senza una meta non può esistere un viaggio veramente formativo.

Spesso abbiamo la tentazione di non imporci scadenze per i lavoretti che dobbiamo fare o di procrastinare all’infinito le nostre attività, magari in virtù di quello che abbiamo visto.

Il fatto è che se non scegliamo dei traguardi ambiziosi e basati sui nostri valori più importanti, il viaggio non produrrà nessuna crescita.

Dobbiamo sempre tenere in considerazione la dualità: una meta ambiziosa e sensata; un viaggio splendido e ricco di crescita.

Cosa imparo da questo articolo?

È arrivato il momento di tirare le somme: cosa puoi portarti a casa da questo articolo?

Numero uno. Le tecniche di crescita personale hanno senso solamente quando sono viste e applicate pensando sia al viaggio sia alla meta.

Numero due. Se i nostri obiettivi sono crescere e aumentare la nostra consapevolezza, dobbiamo imparare a sfruttare il viaggio verso una meta per arricchirci e per diventare più forti.

Numero tre. La fatica, il disagio e il sudore sono indispensabili per migliorare, non possiamo saltare il viaggio per toccare una meta che non siamo pronti per accogliere: il viaggio ci prepara alla meta.

Numero quattro. Vedi il tuo percorso di crescita personale in modo olistico, come un sentiero costituito da obiettivi e dai rispettivi viaggi di sviluppo e di preparazione finalizzati ai tuoi traguardi specifici.

Spero con questo articolo di aver incrementato la tua consapevolezza sulla crescita personale.

Se ti è piaciuto questo articolo fai un salto sul mio blog.

Valerio