Quante volte al nido, durante un litigio tra bimbi, ho sentito dire: “Non sei più mio amico, non gioco più con te!”
É una delle prime strategie che mettiamo in atto per allontanare il dolore, ma così facendo ci chiudiamo. E se rimaniamo chiusi per tanto tempo impediamo all’energia di scorrere e a poco a poco ci congeliamo, ci costringiamo nell’armatura del “non voglio, ho paura, mi fai male, vattene, è colpa tua…”

Per fortuna ai miei piccoli dura un attimo e il loro cuore ritorna ad aprirsi nel giro di poco tempo.

É in quei momenti che scaturiscono agli abbracci più intensi, abbracci amorevoli e pieni di compassione per l’amico rifiutato, dove la stanza sembra riempirsi di luce dorata.

Per noi adulti le cose sono un po’ più complicate, negli anni, continuando ad allontanare e a scappare dal dolore, facendo più esperienza della chiusura che dell’apertura, ci ritroviamo affamati d’amore, congelati, smarriti.
È un po’ come se fossimo dei mendicanti, senzatetto, denutriti e infreddoliti, ignari di coricarci ogni sera, su dei cartoni sotto cui si cela un letto di lingotti d’oro.

Quell’oro é l’apertura del cuore. E il nostro stato di confusione e d’infelicità deriva dal non sapere che abbiamo quest’oro proprio sotto di noi, mentre lo cerchiamo sempre da qualche altra parte.

Ciò che nel buddismo viene detto illuminazione o risveglio è semplicemente il rendersi conto che questo oro é già presente in noi e lo è sempre stato.
Per questo é importante imparare ad avvicinarci al dolore senza fuggire o allontanarci, ma rendendoci disponibili a stargli difronte, permettendogli di risvegliare il nostro cuore e di ammorbidirci.

Per imparare ad “abbracciare il dolore” mi é stata molto utile la meditazione del cuore di un monaco buddhista bengalese, Atisha.
Questa pratica ci insegna ad accettare ogni nostra esperienza così com’è, senza cercare di manipolarla, respingerla o afferrarla.
In questo modo non solo gli aspetti piacevoli della vita, ma anche quelli dolorosi, diventano una chiave per risvegliare l’apertura del cuore.
Dice Atisha: “Addestrati nell’unire, inviando e al tempo stesso assorbendo in te. E fallo cavalcando il respiro”.

Il metodo è questo: quando inspiri pensa di inspirare tutte le miserie di tutte le persone del mondo. Tutta l’oscurità, tutta la negatività, tutto l’inferno che esiste ovunque, tu lo inspiri in te. E lascia che venga assorbito nel tuo cuore.
Quando inspiri, inspira tutte le miserie, tutto il dolore di tutti gli esseri del mondo, passato, presente e futuro. E quando espiri, espira tutta la gioia che hai, tutta la beatitudine che possiedi, tutte le tue benedizioni. Espira e riversali nell’esistenza. Questo é il metodo della compassione: imbeviti di tutte le sofferenze e riversa ogni tua beatitudine. Se lo fai, rimarrai sorpreso. Nel momento in cui assorbi ogni sofferenza del mondo dentro di te, non è più sofferenza. Il cuore ne trasforma immediatamente l’energia. Il cuore è una forza trasformatrice: si imbeve di miseria e la trasforma in beatitudine e poi la riversa all’esterno.

Dice Atisha: “Inizia a operare quell’assorbimento partendo da te stesso. Prima che tu possa fare questo con l’intera esistenza, devi iniziare prima da te stesso.”
Qualsiasi sia il dolore che questo comporta, per quanto grande sia la sofferenza, lascia che accada. Prima di tutto sperimentane l’intensità totale.

Sarà difficile, ma all’improvviso puoi diventare consapevole che non è solo il cuore a soffrire, tutto il tuo corpo ne è affetto: il dolore è diffuso, la sofferenza ti avvolge, tutto il tuo corpo altro non è che sofferenza pura. Se riesci a sperimentare tutto questo, a quel punto inizia ad sorbire il dolore: non espellerlo. È un’energia di valore sconfinato, non gettarla via. Assorbila, bevila, accettala, dalle il benvenuto, sentiti riconoscente verso di esso. E dì a te stesso: “Questa volta non eviterò il dolore, questa volta non lo rifiuterò, questa volta non lo getterò via. Questa volta lo berrò e lo accoglierò in me come un ospite. Questa volta lo digerirò.’”
Forse ci vorrà qualche giorno perché ti sia possibile digerirlo, ma il giorno in cui accade, potrai imbatterti in una soglia che ti porterà veramente molto, molto lontano. Nella tua vita hai iniziato un giorno nuovo, ti stai avvicinando a un nuovo tipo di essere poiché, quando accetti il dolore senza più il benché minimo rifiuto, la sua energia e la sua qualità muta. Non è più sofferenza.

Di seguito troverete la meditazione del cuore di Atisha suddivisa in tre livelli, il mio consiglio é di praticare individualmente fino a padroneggiare la tecnica e di passare solo allora al successivo e se ve la sentite all’ultimo.

Pratica per se stessi

Amarsi significa avere compassione per le ferite che ci portiamo dentro ed esporre quelle ferite nello spazio dell’amore per essere di supporto alla loro guarigione.
Tutti noi abbiamo ferite che ci procuriamo lungo la strada della vita.
Qualsiasi sia la fonte, queste ferite provengono dai tempi in cui c’era una mancanza di amore.
Stanno quindi invocando amore, e il tuo cuore è tutto ciò che occorre.
Il cuore è capace di trasformare il dolore in amore. Evitare il dolore non serve, dobbiamo assumerlo in un cuore aperto e permettere che questa trasformazione accada.

1. Assumi una posizione comoda che ti permetta di mantenere la schiena diritta e soprattutto il petto aperto.
2. Prenditi qualche minuto per sintonizzarti con il tuo cuore e ascoltarlo. Metti le mani sul petto per aiutarti a portare lì la tua consapevolezza.
3. Una volta che percepisci lo spazio nel tuo cuore, inizia a percepire qualsiasi aspetto della tua vita in cui provi dolore o sofferenza. Può essere di tipo fisico, emotivo o anche esistenziale come il male di vivere.
4. Considera un aspetto alla volta. Prenditi qualche momento per sentire il dolore. Poi fai un’inspirazione profonda. Lascia che il tuo cuore venga toccato.
5. Nel momento in cui espiri, invia un’ondata d’amore verso quell’aspetto della tua vita, come una delicata foschia di vibrazioni d’amore.
6. Continua ad inspirare dolore e ad espirare amore. Potresti avvertire un sottile cambiamento interiore.
7. Quando ti senti completo, analizza un’altra area della tua vita affetta dal dolore e ripeti qui l’alchimia del respiro.
8. Alla fine, riporta la consapevolezza al tuo cuore e ascoltalo ancora una volta. Sorridi a qualsiasi tenerezza che potresti trovarvi. Vivi fino in fondo la sensazione di avere un cuore aperto e sensibile.

Pratica con un partner

L’Alchimia del cuore consiste nel trasformare il dolore in amore e, quando apriamo il nostro cuore, possiamo curare il nostro dolore interiore e anche quello di chi ci circonda.
Non siamo noi che pratichiamo la guarigione, bensì l’amore stesso.
Più che coltivare l’amore si tratta di guarire tutto ciò che lo intralcia.

1. Siediti di fronte ad un partner o ad un amico.
2. Chiudete gli occhi; entrambi dovreste dedicare cinque minuti alla meditazione interiore del cuore di Atisha.
3. Usa un campanello o un timer per sapere quando aprire gli occhi.
4. Quando guardi negli occhi il tuo partner, guarda dentro suo cuore. Inspira e immagina di prendere tutto il suo dolore e tutta la sua sofferenza portandola dritta al tuo cuore.
5. Non hai bisogno di cercare di analizzare quello che gli è accaduto, o di conoscere la sua storia. Guarda solo nei suoi occhi inspira il suo dolore.
6. Quando espiri, in via al suo cuore un’ondata di amore.
7. Continuate insieme per 10 minuti.
8. Chiudi gli occhi, stringi il cuore nelle tue mani e prenditi ancora cinque minuti per ascoltarlo.

Pratica per la sofferenza del mondo

Questa è una pratica avanzata per un cuore audace. La puoi usare quando vieni a conoscenza di tragedie o sciagure che affliggono gruppi di persone o intere popolazioni.
Ad ogni inspirazione, porta tutta l’energia negativa del mondo nel tuo cuore e lascia che questo la trasformi in energia positiva. Inspira dolore, espira amore.
Il cuore è un trasformatore, devi solo avere fiducia e farne buon uso.
Respira dal cuore. L’energia non indugia dentro di te, ma scorre senza rallentare.
Riscopri l’innocenza del bambino e non dubitare che il cuore possa trasformare magicamente e all’istante qualsiasi energia in amore, gioia e pace. Il cuore sa come farlo. Attraverso di esso possiamo vedere la divinità in ogni individuo e la perfezione in tutte le cose.
Non è una questione mentale, ma una percezione, alimentata dalla creatività autentica.

1. Chiudi gli occhi e ascolta il tuo cuore per qualche minuto.
2. Ora inspira il dolore e la sofferenza del mondo. Può essere una sensazione generale, o potrebbe trattarsi di uno specifico episodio di cui hai sentito parlare al notiziario.
3. Espira e invia un’ondata di amore verso quei luoghi.
4. Lasciati commuovere, potresti anche iniziare a piangere, dal momento che le protezioni del cuore crollano e la sensibilità si risveglia. Abbi il coraggio di sentire.
5. Prenditi qualche minuto per inspirare il dolore ed espirare l’amore.
6. Alla fine, riporta la consapevolezza sul tuo cuore e ascoltalo.
7. Puoi concludere la pratica mettendo le mani in posizione di preghiera e facendo un inchino al potere curativo dell’amore.

Imparando ad inspirare dolore ed espirare amore facciamo amicizia con ciò che solitamente rifiutiamo, con ciò che chiamiamo “male” in noi e negli altri. Nello stesso tempo impariamo a condividere ciò a cui teniamo, ciò che consideriamo “bene”.
Quando mettiamo in pratica questi insegnamenti, qualcosa che é stato sepolto in noi per molto tempo comincia a riemergere, l’apertura del cuore é una qualità da sempre presente in noi, ma di cui solitamente non abbiamo coscienza, é il momento di riscoprirla!

Chiara Benini

Biografia
Conserva sempre una mente gioiosa, Pema Chödrön, Urrà Editore
Meditazione: la prima e l’ultima libertà, Osho, Edizioni Mediterranee
Saper respirare, Dan Brulé, Demetra Editore
Tantra: la via dello spirito attraverso il sesso, Shashi Solluna, Edizioni L’Età dell’Acquario