“Tra le braccia della debolezza c’è la forza, ansiosa di liberarsi.
Nella presa del dolore c’è il piacere, che aspetta solo di realizzarsi.
E lungo il sentiero degli ostacoli si celano le opportunità.”
Marcia Grad Powers

Ho imparato a mie spese che gli attacchi di panico ti fanno crollare per rimetterti in piedi.
In quel particolare momento della mia vita avevo rinnegato la mia natura, avevo bloccato la mia energia vitale che si era accumulata fino ad esplodere.
Dopo il crollo dovevo rialzarmi e riprendermi lo spazio di cui avevo bisogno!
In quel periodo la Meditazione Camminata fu per me il Patrick Swayze della situazione che mi esortava: “Nessuno può mettere Baby in un angolo!”
Peccato che in quel angolo mi ci fossi messa da sola, tentando di tenermi strette le parti di me che mi piacevano e di liberarmi di quelle che non mi piacevano.
Per non sentirmi inadeguata e insicura avevo deciso di ricreare me stessa.
Ma quando rifiutiamo alcune parti della nostra individualità significa che non siamo più disponibili al cento per cento per noi.
Quando ci difendiamo continuamente da disapprovazione e fallimento é come se indossassimo un pesante guscio protettivo che ci impedisce di muoverci liberamente e fare molte cose importarti nella nostra vita.

É stata la Meditazione Camminata a prendermi per mano e ad insegnarmi, passo dopo passo, respiro dopo respiro, ad abbracciare tutte le componenti del mio essere, ad accettare me stessa incondizionatamente, facendo emergere in superficie il mio valore intrinseco.
Una volta apertami e, sgravata dal peso della mia corazza, ho imparato ad essere presente e ad accettare la natura mutevole delle cose, capendo che successi e fallimenti vanno e vengono perché la vita é un processo in continua evoluzione.

Stabilendo una connessione profonda con me stessa, mi sono resa conto di essere già integra e completa così come sono. Facendo “amicizia con me stessa”, ho imparato ad aprirmi a tutto ciò che mi capita con accettazione incondizionata e che non sono sola, ma faccio parte di qualcosa di molto più grande, perché la pace è in ogni passo e ad ogni passo sono in contatto con le meraviglie dell’universo!

Come insegna Thich Nhat Hanh: “la meditazione camminata può essere molto piacevole. Camminiamo lentamente, da soli o in compagnia, possibilmente in un bel posto.
Meditazione camminata significa gustare la camminata, camminare non per arrivare, ma semplicemente per camminare. Lo scopo è radicarsi nel presente e, consapevoli di respirare e di camminare, gustare ogni passo.
Perciò dobbiamo scrollarci di dosso ansie e preoccupazioni, non pensare al futuro, non pensare al passato, ma solo gustare l’attimo presente.
Possiamo farlo tenendo per mano un bambino.
Camminiamo un passo dopo l’altro, come se fossimo le persone più felici del mondo.
Noi camminiamo continuamente, ma di solito lo facciamo correndo, e in questo modo lasciamo sulla Terra impronte di ansie e di dolore.
Quando camminiamo, dovremmo farlo in modo da lasciare solo impronte di pace e di serenità. Tutti possiamo farlo, a patto di volerlo davvero.
Ogni bambino può farlo. Se ci è possibile fare un passo così, potremo farne due, e poi tre, quattro, cinque.
Con un solo passo di pace e di felicità contribuiamo alla pace e alla felicità di tutto il genere umano. La meditazione camminata è una pratica meravigliosa.
Quando pratichiamo all’aperto, camminiamo un po’ più lentamente del solito e coordiniamo la respirazione con i passi.
Per esempio, facciamo tre passi inspirando e tre passi espirando.
Possiamo aggiungere le parole: “In, in, in. Out, out, out”.
“In” ci aiuta a identificare l’inspirazione. Chiamare una cosa con il suo nome la rende più vera, è come dire il nome di un amico.
Se i vostri polmoni richiedono quattro passi invece di tre, dategliene pure quattro. Se ne bastano due, dategliene due.
La durata dell’inspirazione non deve necessariamente essere identica a quella dell’espirazione.
Per esempio, potete fare tre passi a ogni inspirazione e quattro a ogni espirazione.
Se camminando vi sentite felici, tranquilli e gioiosi la vostra pratica è corretta.
Siate consapevoli del contatto fra i vostri piedi e la Terra.
Camminate come se baciaste la Terra con i piedi. Le abbiamo fatto tanto male. E’ venuto il momento di prendercene cura.
Portiamo la nostra pace e la nostra calma sulla superficie della Terra, e impariamo ad amare con lei. Camminiamo con questo spirito.
Di tanto in tanto, quando vediamo una cosa bella, possiamo fermarci a guardarla: può essere un albero, un fiore, bambini che giocano.
Mentre guardiamo continuiamo a seguire il respiro, per non perdere il bel fiore e non farci risucchiare dai nostri pensieri.
Quando vogliamo riprendere a camminare, ricominciamo da capo. Ogni passo farà nascere una brezza, che ci ristora nel corpo e nella mente.
Ogni passo fa sbocciare un fiore sotto i nostri piedi.
Possiamo farlo solo se non pensiamo al futuro o al passato, se sappiamo che la vita va cercata solo nell’attimo presente.
É una pratica che dà gioia e pace e fa riscoprire il piacere di camminare. Faccio passi brevi, procedo lentamente, in totale rilassamento, con il cuore aperto all’esperienza della pace.
Non devo sbrigarmi, perché non sto andando da nessuna parte. La meta è ogni passo.
Cammino in modo tale da lasciare sulla terra orme di pace e di libertà.
Con ogni passo genero l’energia della calma e della presenza mentale, e questa energia risana e trasforma il mio essere. E tutto intorno a me.
Per camminare così devo imparare a lasciar andare, a deporre le ansie, le preoccupazioni.
É possibile. Tutti siamo in grado di farlo. Basta un po’ di consapevolezza e il sincero proposito di essere in pace. Se sapete fare un passo in completa pace, saprete farne due.
Potete fare cento, mille passi in completa pace. E il mondo avrà pace”.

In quanto pratica di consapevolezza, la Meditazione Camminata è considerata l’ingresso privilegiato per far entrare il pensiero consapevole nella vita di tutti giorni in modo da approfondire il contatto con se stessi durante il viaggio della vita.

Nel periodo degli attacchi di panico, ovunque fossi, volevo soltanto tornare a casa, anche quando ero nel mio appartamento.
“Voglio tornare a casa!” era il mio pensiero ricorrente, mi sentivo smarrita, spaventata e soprattutto in gabbia dappertutto. Per questo decisi di abbinare alla meditazione camminata un mantra.
Facevo due o tre passi per ogni inspirazione ed espirazione.
Inspirando dicevo: “Sono arrivata”.
Espirando: “Sono a casa”.
Inspirando: “Nel qui”.
Espirando: “E ora”.
Dopo un po’ i miei passi si facevano leggeri ed io mi sentivo più libera.
Ogni passo, fatto in quel modo era come una medicina capace di guarirmi e trasformare le mie orme cariche di ansie e dolore in orme di libertà e di pace.

Ma ora vediamo come eseguire la Meditazione Camminata “passo per passo”.

1. Inizia a camminare assecondando il tuo passo abituale, seguendo le inspirazioni e le espirazioni mentre cammini.

2. Coordina il respiro con la camminata. Puoi per esempio fare tre passi per ciascuna inspirazione e tre per ciascuna espirazione; ciò significa camminare molto più lentamente del solito. Se vuoi modificare la velocità della camminata, cambia il numero di passi per ciascun respiro, mantenendo però lo stesso passo per ogni camminata che fai. Se inspirazione ed espirazione hanno lunghezze diverse, adatta il tuo modo di camminare di conseguenza.

3. Oltre al respiro sii consapevole dei piedi e delle gambe mentre li sollevi e li muovi. Fai attenzione al contatto fra i piedi e il terreno.

4. Guarda avanti, con gli occhi abbassati a 45 gradi.

Resisti alla tentazione di distrarti guardandoti attorno.
Cerca di camminare in maniera rilassata. Goditi la camminata consapevole per tutto il tempo di cui hai bisogno. Se l’attenzione si allenta oppure ti accorgi di aver messo il pilota automatico, riporta gentilmente la concentrazione sulla camminata.

Non é più bravo chi non si distrae mai, ma chi ritorna al presente più velocemente, senza giudicarsi per la distrazione.
Non è ciò che succede, ma il modo in cui si ci si relaziona con ciò che succede a fare tutta la differenza.
La consapevolezza profonda ci insegna che la vita va sperimentata attraverso i sensi, non attraverso i commenti petulanti e costanti della mente.
Ci insegna a vivere assieme a ciò che succede proprio adesso, in modo da non incappare nel rimpianto per il passato o nella paura per il futuro.
Con l’intenzione arriva l’attenzione, il guardare in profondità dentro di noi per capire chi siamo veramente e cosa é importante nella vita.

Lascia andare ansie e dolore per ritrovare libertà e pace dentro di te, sei finalmente a casa!

Chiara Benini

Bibliografia
Il miracolo della presenza mentale, Thich Nat Hanh, Ubaldini Editore
Meditazione for dummies, Stephan Bodian, Hoepli Editore
Mindfulnes per l’autostima, Janetti Marotta, Red! Editore