Ci avete mai fatto caso? Più la nostra mente è confusa e più si aggrappa a delle certezze, credendo in questo modo di raggiungere la chiarezza. Ma la chiarezza non è un fatto di certezze, semplicemente perché le certezze non esistono.

Diceva Osho:

“L’uomo non sa mai cosa succederà, ed è bello che non lo sappia.
Se fosse prevedibile, non varrebbe la pena vivere la vita.
Se tutto fosse come vuole lui e se tutto fosse una certezza, non sarebbe un uomo, sarebbe una macchina. La certezza e la sicurezza esistono solo per le macchine”.

E’ la nostra mente a creare le nostre false certezze, per nascondere le bugie o le mezze verità che ci raccontiamo per paura di affrontare la vita.

A poco a poco questi pensieri contorti ci ingannano fino a farci credere di essere veri e propri fatti e, prima ancora che ce ne rendiamo conto, siamo già lì a crearci aspettative poco realistiche che ci fanno soffrire inevitabilmente.

Sì perché queste bugie ci allontanano da noi stessi e dalle nostre responsabilità.
La chiarezza, invece, nasce dal contatto con la nostra verità.

Quando siamo in grado di entrare nel nostro mondo interiore e di contattare la nostra vera essenza, capiamo che non serve farsi mille domande, cercare di capire tutto e tutti, perché quello di cui ha bisogno l’anima è di fare esperienze.

Nella vita, nel mondo, nell’universo, tutto cambia continuamente, è la parte ignota a trasformare la vita in una splendida avventura. Solo lasciando andare la nostra smania di controllare e la nostra paura del cambiamento, potremo abbracciare il mistero e gustarci la vita.

Ma come si può fare a spazzare via tutta la nebbia che ha creato la nostra mente, convinta di proteggerci, e tornare a vedere in modo chiaro?

La chiarezza dentro di noi può nascere solo quando siamo in grado di vedere, riconoscere e superare il misero tentativo della mente di mascherare la confusione nella quale è immersa.
Non possiamo fermare la nostra vita per capirla, la vita è movimento e può solo essere vissuta.
Per cui lasciamo che le cose accadano e affrontiamo le nostre paure.
Invece di spaventarci con il peggio che può succedere, potremmo pensare al meglio che potremmo ottenere! Si può anche cambiare punto di vista e guardare le cose in un altro modo.
Magari un giorno, voltandoci indietro, ci accorgeremo che i nostri guai, le sconfitte e i nostri errori sono stati i maestri più importanti della nostra vita.

Per fortuna non è necessario che tutto vada sempre come vorremmo noi, anzi, se ci pensiamo bene, le cose più belle che ci sono capitate non hanno chiesto il nostro parere!
Proprio perché non esistono certezze, se non proviamo a fare quello che ci incute timore non sapremo mai cosa sarebbe potuto succedere.
Accettare una situazione inaccettabile talvolta, crea le premesse per poterla cambiare.
Cambiare, oltre che inevitabile, spesso è anche molto piacevole.
Il cambiamento è in grado di trasformare la vita in una splendida avventura.

Ma come possiamo mettere in moto questo cambiamento?

Creando uno spazio di trasformazione.

Anziché spremerci le meningi per risolvere i nostri problemi, proviamo a fare spazio, a lasciar andare quello che non ci serve più: rimpianti, rancori, giudizi, autocritiche, accogliendo e vivendo tutto ciò che arriva.
Il pensiero zen e il pensiero taoista dice che quando siamo nel vuoto, e quindi senza pensieri, noi stiamo vivendo il lato più profondo, più spontaneo, più ricco e più creativo di noi stessi.
Quindi proviamo, ogni giorno, a far entrare nella nostra vita un po’ più di vuoto!

Mentre stiamo facendo le cose di ogni giorno: mentre stiamo camminando, discutendo, mangiando, facendo l’amore, mentre ci stiamo arrabbiando, proviamo a chiederci: “Dov’è il vuoto?” Mentre nella nostra mente ci stiamo riempiendo di obiettivi, mentre ci stiamo chiedendo se andare a vivere con lui o con lei oppure no, se sposarci o no, se cambiare lavoro o meno, proviamo a chiederci: dov’è il vuoto? Se facciamo spazio, se allarghiamo le pause tra un pensiero e l’altro, concentrandoci sulle nostre esperienze, gustandoci l’attimo, il vento del cambiamento potrà soffiare, spazzando via la nebbia, la confusione mentale, che non ci permetteva di vedere chiaro in noi stessi e nella nostra vita.

Riconoscendo e fermando il turbinio di pensieri, che ci fa vedere in modo distorto la realtà, ritroveremo la strada di casa, ritorneremo in contatto con la nostra verità e, senza dover fare nulla, attireremo tutto quello che è in linea con quello che siamo nati per essere e non quello che pensiamo sia giusto per noi.

Il Mudra della chiarezza può esservi di molto aiuto per riuscire a fare tutto questo.

Mudra della chiarezza

Preparazione

Per prima cosa scuoti le mani come se volessi far cadere delle gocce d’acqua appiccicose. Sfrega quindi le punte delle dita di ciascuna mano le une con le altre, come se volessi sbriciolare qualcosa.

Mudra

Posiziona le unghie degli indici di ciascuna mano sull’articolazione superiore dei pollici e unisci il medio con il pollice.
Le altre dita sono leggermente piegate. All’inizio lo sguardo è su un punto preciso; dopo 6 respiri chiudi gli occhi. Tieni le mani davanti al chakra della fronte.

Respirazione

Respira in modo profondo, lento, ritmico e sottile. Concentrati sulle pause successive all’inspirazione e all’espirazione cercando di allungarle progressivamente.
Porta la tua attenzione sul chakra della fronte.
Effetto
Questo mudra attiva e stabilizza il sistema neurovegetativo e rende tranquilli i pensieri.
Un flusso di pensieri tranquillo crea chiarezza interiore.

Sbadataggine e confusione vengono risolti e una chiara visione potrà farti vedere e utilizzare le innumerevoli opportunità celate nella tua vita.

Chiara Benini

Bibliografia
“I nuovi mudra, Gertrud Hirschi”, Edizioni Mediterranee
“Il cavaliere che aveva un peso sul cuore”, Marcia Grad Powers, Picwik edizioni
“Sciamanesimo brasiliano”, Pierluigi Lattuada, Anima edizioni