“Noi Signore di Milano e Conte di Virtù, Vicario Generale Imperiale, volendo compiacere per speciale grazia i nostri egregi e diletti Signori Giovanni Anguissola e Beatrice Visconti sua consorte, concediamo che nella loro proprietà di Grazzano, nel nostro distretto di Piacenza, possano far costruire liberamente e impunemente una fortificazione quale loro aggradi, nonostante alcuni decreti o nostri ordini emessi in contrario.
I mandanti osservino e facciano inviolabilmente osservare questo nostro scritto.
In testimonianza della qualcosa abbiamo disposto che la presente sia compilata registrata e convalidata con il nostro sigillo.”
Pavia, 18 febbraio 1395

Comincia così la storia del castello di Grazzano Visconti che sorge a pochi chilometri da Piacenza nel comune di Vigolzone, con una lettera consegnata nel 1395 dal duca Gian Galeazzo Visconti, Signore di Milano alla sorella Beatrice. Da allora molte cose sono cambiate soprattutto a partire dai primi anni del ‘900 quando il Duca Don Giuseppe Visconti di Modrone (padre del famoso Luchino Visconti regista cinematografico e teatrale) coinvolse l’architetto Alfredo Campanini in opere di ripristino e trasformazione del castello.

Grazzano Visconti
Foto di Gregorini Demetrio

Vi è anche una bellissima storia tramandata dalla gente che ha abitato il castello, quella del fantasma della Dama Aloisa, una donna dalle curve morbide e non troppo alta che aleggia tra il parco e le mura della dimora. Aloisa era la sposa di un capitano di milizia che fu tradita dallo stesso e morì di gelosia e di dolore; si narra anche che il suo fantasma apparve al Duca Don Giuseppe e che gli guidò la mano per ritrarla in un dipinto, dal quale presero vita anche tutte le statue che albergano introno alla residenza soprattutto la statua che troneggia al centro del parco del castello (che potete vedere nell’immagine sottostante).

Si dice in giro che vaghi alla ricerca di una gentilezza e di un sorriso e c’è chi dice di averla sentita sussurrare: “Io sono Aloisa e porto Amore e profumo alle Belle che donano il loro sorriso a Grazzano Visconti”

Per questa sua triste storia Aloisa è divenuta la protettrice degli innamorati e chi visita i suoi luoghi è solito lasciarle fiori e omaggi che la possano consolare del suo triste amore.

Purtroppo il castello alla fine del 1800 era in rovina, con camminamenti pericolanti e mura che andavano sgretolandosi e anche intorno ad esso la vita era composta da pochi contadini che abitavano catapecchie pericolanti.

Come scritto in precedenza fu grazie al Duca Don Giuseppe Visconti di Modrone che il borgo prese nuova vita, infatti nel 1900 decise che era ora di far valorizzare il borgo intorno al castello creando ex novo un villaggio in stile neomedievale, e probabilmente mantenendo solo la chiesetta dedicata a Sant’Anna, una cappella privata della famiglia risalente al XVII secolo.

Il duca aveva gusti raffinati e ricercava i dettagli e le decorazioni migliori per la sua reggia e lo stesso gusto lo mise anche nel ricreare il parco, con una cornice di alberi secolari non gli restò che aggiungere statue e fontane in stile barocco per rendere il parco qualcosa di meraviglioso e con una simmetria tipica dei giardini all’italiana, mentre al di fuori delle mura del castello tutto venne abbellito con edifici che riprendevano lo stile dei primi secoli dopo l’anno 1000 con architetture armoniose, fontanelle, cornicioni, stemmi e colonne, il tutto sapientemente collocato per rendere il borgo qualcosa di magicamente romantico, quasi fiabesco dove coltivare la passione per la natura e le arti.

C’è anche un curioso stemma che si può ritrovare più volte ripetuto sui muri del borgo, si tratta di un cartiglio avvolto sullo stelo di un garofano rosso che ha una scritta in caratteri gotici che pare sia scritto al contrario…

Impippatene e guarda in alto

Infatti letta da destra verso sinistra risulta “impipatene e gnarda in alto“, forse un modo per dire di non badare agli altri (o fregatene) e guardare sempre avanti.

Oggi è possibile visitare il borgo di Grazzano Visconti e rimanere incantati dall’atmosfera che si respira, non solo dalla strabiliante architettura medievale, ma anche dalle tante botteghe di artigiani e laboratori artistici che attirano sempre un gran numero di turisti, dalle viuzze lastricate e dalle sue chiese antiche tra cui spicca la piccola chiesetta gotica costruita tra il 1905 e il 1910: in ogni periodo dell’anno è possibile partecipare a numerosi eventi come rievocazioni storiche, feste in costume o eventi botanici.

Nel parco ci si immerge in un’atmosfera davvero incredibile a cominciare dal Labirinto di giardini all’italiana per arrivare alla casetta in muratura tale e quale ad una casa medievale ma a misura di bambino; il parco che circonda il maniero misura circa 150.000 m2, e al suo interno è possibile trovare oltre al labirinto anche alberi secolari, la chiesetta e lo studio del Duca.

casetta medievale

E’ poi possibile visitare anche il palazzo dell’istituzione, a fianco alla torre dell’orologio, che venne costruito tra il 1908 e il 1930 e che serviva ad ospitare una scuola di arti e mestieri per i giovani del ducato e che oggi invece ospita un piccolo museo.

Maggiori informazioni per visitare questo borgo uscito da una favola, le potete trovare sul sito www.grazzano.it

Articolo scritto da Valeria Bonora – valeria2174.wix.com