Sudan, l’ultimo rinoceronte bianco rimasto sorvegliato 24 ore su 24

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Per 40 milioni di anni hanno popolato la nostra Terra, si sono evoluti e moltiplicati fino a distinguersi in ben 30 differenti specie tra Europa, America, Asia e Africa.

Stiamo parlando dei rinoceronti nei confronti dei quali già da alcuni anni il WWF porta avanti un’azione di sensibilizzazione poiché una minaccia pesantemente presente da circa un cinquantennio è la causa del rischio di estinzione di questi animali.
Sono i bracconieri gli antagonisti di questa triste storia; è infatti a causa loro che il commercio di corni ha riscosso nel tempo un successo sempre maggiore espandendosi a dismisura provocando, di conseguenza, la morte violenta di migliaia di rinoceronti.

Sempre più armati, sempre meglio organizzati, i bracconieri hanno fatto fuori i rinoceronti di interi stati Africani per prelevarne il corno che, si dice, abbia qualità curative miracolose.

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La situazione più tragica riguarda i rinoceronti bianchi, talmente pochi che, ormai, è possibile contarli sulle dita di una mano, e anche qualcuna in meno dopo che lo scorso anno Angalifu, uno dei maschi, speranza di una nuova espansione della specie, è morto a San Diego mentre si trovava sotto strettissima sorveglianza e attente cure.

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A seguito della tragica vicenda, gli scienziati hanno proposto una soluzione, forse innaturale, forse forzata, forse inattuabile, ma che merita di essere ascoltata: la raccolta degli ovociti e la loro conservazione in attesa di poter attuare la fecondazione in vitro.
Nessuno, ad oggi, dopo vari esperimenti, è riuscito in questa prova, ma chissà, provando e riprovando forse scopriremo di esserne in grado.

Ma una domanda sorge, spinta da mille dubbi: è giusto provare e riprovare sulla pelle di chi soffre già la perdita della propria specie massacrata dall’avidità umana? E inoltre, saremmo spinti dalla voglia di appoggiare e proteggere la natura o da una scommessa con noi stessi riguardo all’onnipotenza dell’uomo?

Intanto è passato del tempo, i rinoceronti continuano a diminuire e oggi sono rimasti soltanto in tre: Sudan, unico maschio, e due femmine; si trovano in Kenya perennemente sorvegliati da uomini armati.

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Ma, seppur tanto protetto e ricoperto di dolci attenzioni, questo animale, per nostra decisione forse discutibile, forse no perché l’unica possibile, è stato privato del corno al fine di allontanare il rischio di attacco da parte dei bracconieri.

Chissà quale sarà la conseguenza di tale mancanza, chissà se il corno era assolutamente necessario alla sua identità e, forse, anche se un rinoceronte ancora c’è, non c’è nella sua totalità mentre cerca di sopravvivere all’interno della sua prigione che dovrebbe essere, almeno dicono, la sua salvezza.

Sarà per questo, o magari no, che Sudan, pur in compagnia delle due femmine, non mostra, neppure nelle intenzioni, di voler assecondare la natura cercando di contribuire alla nascita di un piccolo di rinoceronte.

È certo, comunque, che alla sua morte i rinoceronti bianchi diventeranno per noi soltanto un ricordo…

Gaia Di Giovanni

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Gaia Di Giovanni

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avatar Articolo scritto da Gaia Di Giovanni il 27/04/2015
Categoria/e: Animalismo, Primo piano.



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