Video Shock del massacro dei procioni per la loro pelliccia

Il massacro che sta dietro al mercato delle pelli non ha fine, questa volta parliamo degli stivali australiani UGG contraffatti a regola d’arte quasi sempre in Cina, Paese che non ha nessun rispetto e tutela per gli animali.

Le calzature originali che possono arrivare a costare più di 200€ sono realizzate con la pelle di migliaia di pecore australiane ma nelle “simil-UGG” il sangue che vi è dietro è molto peggiore ed è quello di per centinaia e centinaia di teneri, buffi e dolcissimi procioni, colpevoli solo di possedere uno splendido manto morbido e caldo.

Ora io metto il video… ma mi raccomando… è un video davvero forte, spezza il cuore.

E’ stato tutto ripreso, fotogramma dopo fotogramma, fornendo prove inconfutabili delle violenze indicibili e disumane a cui questi animali vengono sottoposti.

Il video è dell’anno scorso quando gli investigatori della Swiss Animal Protection riuscirono ad intrufolarsiin alcuni allevamenti cinesi della provincia di Hebei e, muniti di telecamere nascoste, documentarono un massacro ai confini della realtà, dando vita a un durissimo, shoccante e straziante filmato, che alcuni giornali internazionali hanno scelto di non pubblicare per l’eccessiva violenza.

Gli animali vengono letteralmente scuoiati vivi per ottenere una migliore resa nella pelliccia. Il processo incomincia dai piedi fino ad arrivare alla testa. Le creature, oramai agonizzanti ma ancora vive, vengono poi gettate con i loro corpi ormai nudi e sanguinosi nel mucchio di coloro che le hanno precedute. Respiro, battito cardiaco, movimento direzionale del corpo e movimento dei bulbi oculari sono ancora evidenti, anche dopo la scuoiatura “a vivo”. I procioni vengono poi asciati morire da soli tra indicibili sofferenze, nella più totale assenza anche dei più elementari standard di benessere degli animali, a cui vengono negati persino i più semplici atti di gentilezza.

Ma anche volpi, visoni, castori, chinchilla, conigli e persino cani e gatti. Animali che vengono tenuti ammassati in gabbie all’aperto, esposti alla pioggia battente, al freddo o al caldo, in attesa di essere tramortiti a colpi in testa, seviziati e, infine, scuoiati vivi.

Ogni anno nel mondo vengono uccisi 2 milioni di gatti e cani per farne pellicce. Un gatto vale da 1 a 3 dollari. Un pastore tedesco 9 dollari. Per confezionare una pelliccia servono dai 18 ai 24 gatti. Per quelle di cane si
arriva a 12 animali. Una società cinese ha ammesso di aver venduto fra gennaio e marzo del ’98 40 mila capi di cane e gatto.

Pelli e pellicce di gatto e cane: occhio all’etichetta

PELO DI CANE si puo’ trovare scritto in questo modo sulle etichette:

– Gae Wolf
– Sobaki
– Asian jackal
– Gou – pee
– Goupee
– Kou pi
– Gubi
– China wolf
– Asian wolf
– Pommern wolf
– Loup d’Asie
– Asiatic racoon dog
– Corsac fox
– Dogues du Chine
– Special skin (pelle speciale)
– Lamb skin (pelle d’agnello)
– Mountain goat skin (pelle di capra di montagna)
– Sakhon Nakhon Lamb skin (altro tipo di pelle di agnello)

PELLE DI GATTO si puo’ trovare scritto in questo modo sulle etichette:
– Housecat
– Wild Cat
– Katzenfelle
– Goyangi
– Mountain cat
MA MOLTO SPESSO L’ETICHETTA NON C’E’ PROPRIO!!!!!

Le pellicce di cani e gatti vengono usate per confezionare pellicce intere a basso costo, ma molto più spesso per orlare polsini, cappucci di giubbotti, colletti, guanti, scarpe…
Negli Stati Uniti il 13 ottobre hanno approvato un disegno di legge che vieta il massacro, dunque l’importazione di pelli di cane e di gatto. Rimane aperta una voragine: quella dell’Europa. La gran parte delle pelli arriva in Germania, Francia, Italia. I filmati parlano. Stanze e stanze dove migliaia di pelli dondolano appese: gatti rossi, i più pregiati, gatti soriani, i più dozzinali.
Basta con questo massacro, indossare una pelliccia? MAI meglio nudi che complici di questo abominio.

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Valeria Bonora

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avatar Articolo scritto da Valeria Bonora il 12/11/2012
Categoria/e: Abbigliamento ed Accessori, Animalismo, Primo piano, Sfruttamento.

Sono eclettica, sempre alla ricerca di cose nuove, amo l’arte in ogni sua forma e gli animali. Mi piace leggere, scrivere e fotografare, ma soprattutto amo comunicare e trasmettere “qualcosa”. ~ “Tutti sono stati bambini. Ma pochi di essi se ne ricordano” ~ [Antoine de Saint- Exupéry]

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